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giovedì 22 ottobre 2009

Crisi, “Ma quale ripresa, entro l’anno altre chiusure”


La Cna prevede a dicembre il punto più basso della recessione. Appello alle banche e al Governo per una riduzione dell’Irap e per il versamento dell’Iva a fatture riscosse

“Ma quale ripresa! La situazione nella nostra provincia è davvero pesante, forse a livelli mai toccati prima con settori in gravissima difficoltà, cassa integrazione alle stelle, cali nei fatturati e negli ordinativi da far tremare i polsi”. Del resto i dati, come denuncia la CNA provinciale, parlano chiaro. Il calo negli ordinativi, più o meno in tutti i comparti con particolare riferimento al mobile e alla meccanica, sono sotto gli occhi di tutti. Si va da un minimo del 30-35% nel settore del mobile-arredamento fino a punte del 60-70% nella meccanica di precisione. Le ore di cassa integrazione sono aumentate in maniera esponenziale e le piccole aziende continuano a chiudere i battenti.

“Parlare di tempesta passata o, peggio, di ripresa - dice Camilla Fabbri, segretario provinciale della CNA - non mi pare sia da persone responsabili. Come avevamo previsto sin dallo scorso luglio, l’autunno sarebbe stato un periodo difficilissimo per l’intero sistema economico provinciale anche se, purtroppo, il punto più basso di questa grave fase di recessione lo toccheremo entro la fine dell’anno con altre aziende che chiuderanno i battenti ed altri uomini e donne che perderanno il posto di lavoro. Una situazione che potrebbe costituire una vera e propria emergenza sociale con almeno più di mille famiglie senza alcuna forma di reddito ed al limite di scadenza degli ammortizzatori sociali; nuclei familiari che già da qualche mese sono entrate a pieno titolo nella fascia di povertà”.

In questo momento per la CNA diventa strategico il sostegno delle istituzioni e delle banche. “Aiutare il sistema delle imprese - dice la Fabbri - è un dovere non solo istituzionale ma anche morale. Dopo che per anni le decine di migliaia di imprese di questo territorio hanno contribuito a creare ricchezza, lavoro e occupazione, è giusto che ora venga riconosciuto loro tutto il lavoro svolto e non solo a parole. Ci rivolgiamo per l’ennesima volta agli istituti di credito affinché concedano finanziamenti o congelino - così come previsto laddove si presenti la necessità - le rate dei mutui. Non vorremmo assistere invece, come accaduto fino ad ora, ad un definitivo affossamento delle imprese con richieste ipotecarie assurde a fronte di minime richieste di finanziamento” .

Ma in questa fase, secondo la Fabbri, occorre uno sforzo tangibile anche del Governo in favore delle aziende attraverso provvedimenti concreti. Quali? Ad esempio una riduzione dell'Irap ed il versamento dell’Iva solo a fattura pagata”. E lo scudo fiscale al centro delle polemiche in questi giorni? “Ai piccoli - aggiunge il presidente provinciale della CNA, Giorgio Aguzzi - interessa poco, si ritengono esclusi, o forse sfiorati da un provvedimento che considerano pensato per altri, per i grandi patrimoni e le grandi imprese. Anche se buona parte dei 300 miliardi di euro (che secondo le stime potrebbero essere regolarizzati), dovrebbero essere riconducibili alle imprese”.

«Certo, ci sono alcuni aspetti dello scudo fiscale che non ci trovano moralmente d’accordo ed in n più - per la conoscenza che abbiamo del mondo delle piccole imprese - non è una misura che riguarda noi. Detto ciò, ed in questa fase di emergenza, facciamo almeno in modo che questo provvedimento che richiama liquidità nel Paese venga destinato alle attività produttive. Questo potrebbe rivelarsi l’unico aspetto positivo del provvedimento a patto però che i fondi (lo ribadiamo), vadano a beneficio dello sviluppo del Paese e delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, per gestire la crisi di liquidità, di ordini che non ci sono e di posti di lavoro che vanno assolutamente salvaguardati».

C’è un’altra cosa alla quale bisogna mettere subito mano. «Anticipare l'Iva in tempi in cui i pagamenti dei nostri clienti stanno accumulando ritardi enormi – concludono Aguzzi e la Fabbri – ci pare un vero e proprio suicidio. Occorre che il Governo riveda subito questa misura contenuta nel pacchetto anticrisi”.

1 commento:

  1. fiduciosa che la crisi sarebbe passata, ho scelto il più brutto momento per mettere su un'impresa edile tanto piccola composta da un muratore professionista ed io come manovale. Ho aperto partita iva dal mese di luglio dandomi un tempo per trovare uno straccio di commissione per poi aprire il mese di ottobre, poi mi sono detta forse non mi danno lavoro perchè non faccio pubblicità, ed allora eccomi a spendere ancora soldi in pubblicità ma, ancora lavoro niente. Passerò alla storia delle imprese aperte e chiuse nel giro di due mesi se entro novembre non avrò alcuna commissione ma non so più a che santo votarmi

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