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mercoledì 30 giugno 2010

Serra, fumata bianca: la società di calcio s'iscriverà al prossimo campionato


La fatidica fumata bianca è arrivata. La società locale di calcio dopo un anno di Prima categoria, il primo della storia, ad alti livelli rischiava di non iscriversi al prossimo campionato.

Si erano fatte piuttosto insistenti nelle ultime settimane le voci relative alle difficoltà del Serra Sant’Abbondio a presentarsi ai nastri di partenza della stagione 2010-2011. Invece dopo diversi incontri tutto fortunatamente è rientrato.

Il vecchio gruppo dirigente che tanto bene ha fatto negli ultimi anni centrando successi in serie, rafforzato da alcuni nuovi ingressi, continuerà infatti a guidare il Serra Sant’Abbondio.
Il presidente Giovanni Guidi che due anni fa ha regalato la straordinaria promozione in Prima categoria ha deciso di rimanere al suo posto garantendo come sempre il massimo impegno.

La nuova società sarà composta inoltre dal vice Giampiero Tassi, dai direttori sportivi Maurizio Brunori e Domenico Savino, dal segretario Francesco Guerrieri e dai consiglieri Fausto Mollaroli, Mauro Masci, Simone Stefanelli, Maturo Rinaldi, Valerio Pigna e Paolo Agostinelli.
Tutti si stanno già adoperando per allestire una rosa competitiva per il prossimo anno.

“L’obiettivo come sempre – spiega Mauro Masci – sarà un campionato dignitoso magari cercando di raggiungere quei play off che quest’anno ci sono purtroppo sfuggiti solo allo spareggio. La guida tecnica sarà affidata ancora una volta a Daniele Polselli che ha già dato le direttive su tre o quattro colpi che la dirigenza dovrà mettere a segno. Della vecchia guardia partenti sicuri sono i fratelli Marcucci e bomber Santini, il resto della rosa è invece confermato. Ancora una volta questo piccolo paese calcisticamente parlando cercherà di stupire”.

sabato 27 marzo 2010

Calcio, la favola del Serra Sant'Abbondio continua. Mister Polselli: "Un gran gruppo e un grande entusiasmo"


Ancora pagine e pagine di una favola entusiasmante. E’ quelle che sta scrivendo il Serra Sant’Abbondio nel girone A di Prima categoria. La matricola terribile al suo primo anno in questo campionato non ha avuto alcun problema di ambientamento e grazie ad una costanza di risultati straordinaria ora si trova al terzo posto, in piena zona play-off. L’ultimo successo sabato scorso contro il Santa Cecilia. Alla guida del Serra c’è Daniele Polselli, ovviamente molto soddisfatto del cammino della squadra.

“Stiamo facendo grandi cose, ora la speranza è di concludere al meglio la stagione regolare cercando di arrivare tra le prime tre. Sappiamo che non sarà facile ma questa squadra è capace di tutto”.

Sono ormai tre anni che navigate nelle primissime posizioni, qual è il segreto?

“Sicuramente un gran gruppo, unito e forte caratterialmente, e poi l’entusiasmo per il campionato vinto l’anno scorso. Dietro a tutto questo c’è una società sempre presente, disponibile, dirigenti seri e preparati ed un presidente con la mentalità vincente”.

Ma anche giocatori di assoluta qualità come Nicola Santini autore già di 12 gol.

“Certo, Santini come Pigna e Stefano Marcucci, ad esempio, stanno disputando un ottimo campionato, ma tutti meritano un plauso perché si vince sempre e solo in undici. Credo che alla base c’è una buona organizzazione di gioco, la necessaria solidità difensiva e la capacità di andare con una certa facilità in gol”.

Avete una partita da recuperare con il Piobbico (31 marzo) che potrebbe proiettarvi ancora più in alto.

“Ci sono in palio 3 punti molto importanti ma non sarà facile, io sono un ex, sarà una gran battaglia”. Quali sono le squadre che temi di più per questa volata finale? “Questo è un campionato difficile ed equilibrato ma le avversarie che temo di più sono senz’altro Lunano e Tavoleto”.

Intanto sabato il Serra farà visita alla Junior Centro, squadra che staziona al penultimo posto.

giovedì 28 gennaio 2010

Serra, l'Assessore allo Sport e Mr Polselli: "Ma quale razzismo! Qui gli stranieri sono ben integrati. Anche il giocatore del S.Orso ha sbagliato"


Razzismo? Nel suggestivo borgo ai piedi del monte Catria è una parola che non si conosce. Qui si parla d’integrazione. Durante la partita tra Serra e Sant’Orso, quattro giovani pseudo tifosi hanno preso di mira il giovane attaccante senegalese della compagine fanese, Ousmane Vega. Il Sant’Orso per tutta risposta l’ha promosso capitano. All’Amministrazione comunale e alla società sportiva di calcio che milita in Prima categoria, non va giù che il paese venga tacciato di razzismo. “Respingo fortemente – esordisce l’assessore allo Sport, Fausto Mollaroli – questa affermazione sia dal punto di vista politico, la nostra Amministrazione ne è un esempio, che umano. Viviamo in una comunità in cui le persone di etnie diverse vengono accolte in maniera ottimale. Ci sono famiglie di extracomunitari la cui integrazione è stata molto positiva. Inoltre l’associazione delle famiglie organizza e partecipa alla raccolta di fondi per l’Uganda il cui promotore Don Feliciano, è un missionario di colore. L’episodio per cui si è aperta la polemica va assolutamente chiarito. Noi siamo una società piccola che fa enormi sacrifici per gestire la squadra di calcio ma con una regola precisa, il rispetto per le altre società e chi ne fa parte. Durante una partita di calcio ci possono essere momenti di tensione ma poi tutto deve finire al fischio finale. Continuare le polemiche fa solo male allo sport”.
Sulla vicenda interviene anche l’allenatore Daniele Polselli.
“Non c’è dubbio che quei pochi ragazzi hanno sbagliato ma non è ammissibile che una società ed un paese intero vengano definiti razzisti. E’ giusto ricordare anche cosa ha fatto il giocatore sia nella partita d’andata che di ritorno. Vega ha sputato, ha dato una gomitata a gioco fermo e voleva addirittura tirare una panchina a un nostro dirigente. Come se non bastasse ci siamo ritrovati con le porte dello spogliatoio rotte. Insomma, credo che se vanno censurati certi cori di una piccolissima parte del pubblico, vanno al contempo condannati anche gli atteggiamenti del giocatore che spesso viene apostrofato, sbagliando, come Balotelli in diversi campi sportivi non perché di colore ma per il suo comportamento”.