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lunedì 9 agosto 2010

Marotta, Ilva Sartini: "Sicurezza, una priorità nell’agenda politica



"Leggiamo con preoccupazione sulla stampa - esordisce Ilva Sartini, direttore Confesercenti Fano - della rapina avvenuta qualche giorno fa nell’entroterra fanese, ai danni di un benzinaio. Siamo più volte intervenuti sul tema criminalità, osservando che i commercianti sono tra le categorie più a rischio e che, tra questi, in particolare, i più esposti sono proprio i benzinai, insieme con tabaccai e orafi.

A tal proposito, da anni chiediamo un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio e in particolare del Commissariato di Fano, in modo che si possa rispondere con mezzi adeguati alle mutate esigenze del territorio.
Ora la manovra economica del Governo e i massicci tagli effettuati agli Enti locali, non saranno certo d’aiuto in tal senso. E’ certo, però, che quest’ultimo episodio malavitoso rappresenta un ulteriore campanello d’allarme per la sicurezza in città, tema che non può essere trascurato e che deve divenire invece uno dei principali obiettivi di chi ci amministra. Invitiamo pertanto i nostri parlamentari, da una parte, a fare attenzione ad approvare provvedimenti che possano limitare il presidio sul territorio e dall’altra, invece, ad avanzare proposte che possano rafforzarlo, garantendo al settore e alle forze dell’ordine le necessarie risorse.

Nello specifico, in merito alla rapina avvenuta nei giorni scorsi, rivolgiamo un plauso ai camionisti che sono intervenuti a difesa del benzinaio, mettendo in fuga i rapinatori: un gesto di solidarietà e di coraggio che merita tutta la nostra ammirazione.
Auspichiamo che su questo esempio –pur nella necessità di far sempre attenzione alla propria incolumità- siano sempre di più i cittadini pronti a combattere l’indifferenza, che, spesso, è terreno fertile per il diffondersi della criminalità".

sabato 9 gennaio 2010

Valcesano, sicurezza, Enrico Vergoni: "Più poteri ai Sindaci, telecamere solo in zone circoscritte come alla stazione di Marotta"


“Negli ultimi giorni si è tornati a parlare nella nostra vallata di telecamere e sicurezza e questo rappresenta un bene perchè noi amministratori della provincia un tempo tranquilla viviamo gli stessi problemi delle metropoli, ma li soffriamo di più”.
Anche Enrico Vergoni, consigliere comunale di Mondolfo, interviene sul tema della sicurezza, dopo le prese di posizione dei giorni scorsi
http://marcospadola.blogspot.com/2010/01/valcesano-sicurezza-squola-e-anpi.html

http://marcospadola.blogspot.com/2009/12/valcesano-sicurezza-per-la-lega-nord.html

http://marcospadola.blogspot.com/2010/01/valcesano-carloni-lega-squola-e-anpi.html

"Occorre uno stop alla rimessa in libertà facili, un maggior filtro anti-clandestinità e soprattutto più poteri ai sindaci sull’ordine pubblico con l’attribuzione ai nostri vigili urbani di poteri di polizia sui reati minori ,la possibilità emettere ordinanze contro fenomeni come la prostituzione senza dover ricorrere al codice della strada e l’accesso della Polizia Municipale all’archivio informatico nazionale del Viminale per verificare la pericolosità sociale delle singole persone e di chi ci chiede la residenza.
Ovviamente questo non significa trasformare i nostri primi cittadini in sceriffi e sposare la stupida logica della tolleranza zero in salsa leghista perchè quando si affronta un tema così delicato bisogna avanzare proposte concrete e mai cedere alla politica dell’annuncio sensazionale,infatti militarizzare la città serve solo ad aumentare il senso di smarrimento, la paura e la falsa percezione di solitudine con il conseguente calo della qualità della socializzazione soprattutto dei giovani causando così un ulteriore sfiducia verso l’altro.
Infatti la militarizzazione del corpo dei vigili locali porta un problema di coordinamento con le altre forze dell’ordine e ad una confusione dei ruoli.
Non dimentichiamo infatti che la polizia locale ha molte funzioni amministrative in materia di commercio, lavoro nero, abusivismo edilizio e viene da chiedersi a chi ora in poi affideremo questi compiti?
A mio avviso il rischio è il caos in materia di sicurezza e la creazione di doppioni che potrebbero creare un fenomeno del tutto nuovo nel nostro ordinamento giuridico che è stato pensato per un modello di stato accentrato con competenze legate alla sicurezza pubblica demandate in forma esclusiva al governo centrale.
Oggi invece gli amministratori locali, stretti tra la domanda di sicurezza dei cittadini e la mancanza di poteri reali, danno risposte estemporanee che rischiano di creare doppioni nei compiti di coordinamento, ci aspettavamo dalla finaziaria risposte concrete: ad esempio le spese che enti locali dedicano agli interventi per la sicurezza non devono essere comprese nei limiti imposti dal patto di stabilità perchè in caso contrario sarebbe impossibile garantire oltre all’incolumità dei nostri cittadini anche i servizi sociali.
Esponenti di destra hanno sostenuto che con il “decreto sicurezza” si conferiscono più poteri ai sindaci, questo è vero nel fatto che ora il primo cittadino ha la possibilità di emettere una nuova ordinanza, dal momento che fino a ieri si emettevano in materia di mobilità,divieti di sosta e pericolo per la salute dei cittadini (una frana o un epidemia) mentre da domani si introduce l’ordinanza anche in caso di comprovato problema di ordine pubblico; ma la cosa non è ancora chiara perchè diventa complicato definire quando si può intervenire, è una misura in più ma ancora incerta.
Penso che, pur nella molteplicità di voci e opinioni, si debba tenere come metro l’obbiettività e avanzare proposte che possono essere attuate,infatti installare telecamere è solo l’ultima boutade di una destra che nei nostri territori passa dalle ronde notturne alle fiaccolate in difesa del povero anziano scippato, ovviamente tutto si dissolve in pochi giorni cioè quando i giornali se ne vanno e i cittadini, gli imprenditori e gli operatori turistici rimangono con i loro problemi.

Sono contrario alla video sorveglianza, se non in zone circoscritte come la stazione di Marotta, per una serie di motivi: innanzitutto vi è lo scoglio giuridico perchè la costituzione (art.117 lettera H) afferma che lo Stato ha competenza esclusiva in materia di ordine pubblico (tranne la polizia locale), senza contare il rispetto della privacy, ossia mettere una telecamera in una via o in una piazza dove è presente un bar o un ristorante penso che darebbe il via ad una serie di ricorsi e soprattutto al fallimento dell’esercente.
Ci sono poi dubbi di natura etica; mi rifiuto di vivere in un comune dove i cittadini sono monitorati da un grande fratello,da un Leviatano che tutto controlla,tutto questo creerebbe un clima di sospetto e di insicurezza sociale. Quali giovani andrebbero in un bar o in un pub sapendo che le istituzioni hanno messo li delle telecamere per controllare eventuali ed ipotetici violazioni della legge? Qui non tratta di temere i controlli pechè si ha qualcosa da nascondere ma di difendere il sacrosanto diritto di tutti alle proprie libertà individuali".

martedì 5 gennaio 2010

Valcesano, sicurezza: Squola e Anpi rispondono alla Lega Nord. "Noi non abbiamo paura"


*NOI NON ABBIAMO PAURA*
Lettera aperta del network sociale Squola - Spazio Pubblico Autogestito e
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - sezione Valcesano, al responsabile vallivo della Lega sig. Nadio Carloni, in merito all'articolo apparso su L'Occhio della Valcesano http://marcospadola.blogspot.com/2009/12/valcesano-sicurezza-per-la-lega-nord.html il 23 dicembre 2009


"Concordiamo con Lei signor Nadio Carloni, responsabile della Lega.

La gente non ne può piu’ e questa questa valle non è un'oasi felice.

Non crediamo possa essere felice gente che scappa dalla propria terra.
Le statistiche sulla crescita demografica negativa stanno li a dimostrarlo. Non scappa sicuramente perché non si sente sicura nelle proprie case. Scappa perché non esistono possibilità di inserimento e sviluppo sociale nelle nostre terre. Scappano laureati e professionisti. Scappano gli artisti..

E chi rimane è in pericolo. Dia una occhiata ad un cantiere edile o ad una cava: il pericolo dovuto alla noncuranza delle normative sul lavoro è palpabile. Lo stesso nelle fabbriche e nei laboratori metalmeccanici. Sull’esigenza di maggior controllo anche noi concordiamo. Non c’e bisogno di telecamere ma di controlli non episodici sui posti di lavoro, che si verificasse il rispetto delle pur labili normative che regolano il lavoro nei centri commerciali e nei precarissimi servizi. Anche noi
invochiamo e a gran voce una presenza pubblica che sia strutturalmente in grado di verificare come vengono smaltiti i residui delle verniciazioni industriali nel nostro distretto, come vengono interrati i rifiuti degli oleifici, come viene inertata la risulta degli allevamenti dei suini. Il rispetto delle normative su piani regolatori e sulle attività estrattive, noi crediamo, alla luce di quanto siamo costretti a subire ogni giorno, sia dovuta.

La cronaca odierna ci insegna che le rapine, quelle vere, si fanno mediante contratti, appalti e carte bollate e superano di gran lunga, per frequenza e importi, quelle classiche, “a mano armata” per capirci.

Meno paranoie securitarie, inquisizioni etilometriche, investigazioni proibizioniste, deliri telecameristici al limite del voyerismo, quindi, e una organicità di controlli di grande valenza sociale e ambientale.
Questi, segretario, sono naturalmente solo consigli, di chi, a pari suo, queste meravigliose e disgraziate terre le abita. Di chi già fa un pericoloso aereosol di polveri sottili, di curiosi fumi di equivoche “fabbriche di pellet”, e vede la propria terra e la propria acqua svenduta alla speculazione. Che siano speculatori classici, come quelli della sterminata stesa di capannoni vuoti della valle, chi di quelli moderni. Quelli che che vogliono piazzare decine di mostruosi mulini a
vento sui nostri crinali o progetta ben tre dighe su un fiume che ormai è una “wadi” come il Cesano.

Nelle nostre terre c’è grande depressione, è vero. Ma sicuramente non è un territorio infestato da covi sovversivi, cosche criminali o baby gang.


La causa del non statisticamente provato aumento di fenomeni di devianza noi crediamo sia dovuto eventualmente ad una precarietà sociale selvaggia che si disvela, nel nostro entroterra, in tutta la sua nefasta potenza. I laureati costretti a migrare verso i purgatori della precarietà al nord o sulla costa, per gli altri c’è il deserto della precarietà, dei straordinari non pagati delle micro imprese, dei vanescenti contratti con gli enti pubblici, di lavori che non bastano a
pagare il conto del benzinaio, il mutuo o l’affitto.

Il furto di futuro, condiviso a livello generazionale e a livello nazionale, nelle banlieu subappeniniche assume connotati drammatici.

Ad aggravare la sofferenza sociale (e in parte generazionale) l’assoluto vuoto di proposte e di intervento e protagonismo, di socialità consapevole, di svago accessibile alle tasche dell’operaio, e di una cultura che non sia derivazione diretta del mercato.

Un intervento pubblico di stampo repressivo come quelli che lei auspica non può che essere una scorciatoia che evidenzia il fallimento dello stato nell’azione sociale. Potrà forse servire per tacitare coscienze politiche colpevoli della scarsa attenzione alle sofferenze e alle trasformazioni che coinvolgono il tessuto cittadino e quella parte dell’opinione pubblica di estrazione reazionaria. Forse a prendere una manciata di voti in piu alle prossime elezioni regionali.
Non certo a risolvere il problema.

Una presenza episodica e per di più di segno errato, ci creda Signor Segretario, non può che aggravare la situazione esacerbando gli animi e il senso di distacco dei giovani dalle istituzioni ormai percepite solo come quelli dell’autovelox, del Serd o delle tasse.

Non ci interessa ci creda la polemica. Ne per stile ne per prendere voti a elezioni alle quali non saremo quasi certamente rappresentati.
Nonostante questo vorremo farle notare come è il suo governo ad aver tagliato i fondi agli apparati repressivi e di sicurezza dello stato. E non certo per destinare le risorse a scopi sociali, ambientali o di solidarietà internazionale. Forse per finanziare l’occupazione militare di terre lontanissime in nome e per conto delle multinazionali o per mandare in giro autoblindo mimetiche nelle periferie delle città come fossero montagne di Kandahar o per la regionalizzaizone della lingua
nelle televisoni regionali quando non in fantomatici ponti sugli stretti.

Sia gentile signor Segretario: nella risposta alla presente (che noi auspichiamo perché crediamo nel dialogo) non ci chiami “no global”.

A Copenhagen abbiamo visto chi lottava per il pubblico, per il Globale, e chi no".


www.squola.org

mercoledì 23 dicembre 2009

Valcesano, sicurezza: per la Lega Nord bisogna correre ai riapari. Nadio Carloni: "Servono telecamere e maggior presenza delle forze dell'ordine"


Il tema della sicurezza è sempre di strettissima attualità, tanto più in questi giorni dopo la rapina messa a segno all’Eurospin di Castelvecchio, il tentato furto nella villa del sindaco di Mondavio e gli arresti a San Lorenzo in Campo ed Orciano. Per la Lega Nord bisogna correre ai ripari.
“Da tempo – esordisce Nadio Carloni, responsabile della Lega Nord della valle del Cesano – dicevamo che il territorio si avviava inesorabilmente ad assorbire gran parte della microcriminalità della costa e delle città più importanti. Un situazione da noi avvertita e segnalata dopo le numerose rapine, i molti furti nelle abitazioni e gli arresti avvenuti nel territorio. Ora però bisogna seriamente correre ai ripari. La gente non ne può più e la paura ormai assale la maggior parte dei cittadini. Ormai anche i nostri paesi, le contrade e campagne non sono più quell’oasi felice dipinta da molti politici e amministratori. La Lega è pronta a far la sua parte sul tema della sicurezza. Le cronache dei giornali locali di questi giorni ci mostrano la cruda realtà e un fenomeno in continua ascesa.
Ci faremo promotori di alcune proposte per sensibilizzare gli amministratori e i cittadini indirizzate a provare di risolvere o almeno limitare, questo preoccupante fenomeno”.
Quali?
“Intanto chiediamo che i sindaci inizino a pianificarsi e a progettare interventi seri e risoluti come la collocazione di telecamere nei punti strategici, l’aumento dei punti luce, l’accensione dell’insegne dei negozi anche di notte, maggiore presenza sulla strade delle forze dell’ordine. In questo caso crediamo che la polizia comunale di tutti i comuni si debba organizzare in un’unica struttura in maniera da predisporre e attuare turni notturni nei centri e nelle zone periferiche e servizi spalmati nell’intero territorio. Anche le stazioni dei carabinieri vanno rafforzate e rese maggiormente efficienti. Non è pensabile che già dal pomeriggio non vi siano più a disposizione pattuglie per il pronto intervento. I presidi dei carabinieri vanno rafforzati ma per far questo, vanno aumentate le risorse e il numero degli addetti. L’On. Luca Paolini, sta seguendo il problema e a breve porterà e sosterrà al Ministro dell’Interno Maroni le istanze del territorio riguardo la sicurezza”.

venerdì 18 dicembre 2009

Valcesano: ti senti sicuro? Negli ultimi giorni rapina all'Eurospin di Castelvecchio, tentato furto alla villa del sindaco di Mondavio e 2 arresti


Se ne sono andati a mani vuote scappando in fretta e furia per i campi, i ladri che mercoledì nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, hanno tentato di rubare nella villetta del sindaco di Mondavio, Federico Talè, che si trova lungo la strada ad appena un chilometro dal centro. E’ stato lo stesso primo cittadino a metterli in fuga. Il gruppetto di malviventi, infatti, quando ha visto ritornare in macchina il sindaco si è dileguato correndo all’impazzata per i terreni nei pressi dell’abitazione. I ladri erano riusciti ad entrare nel giardino della villetta e da qui all’interno della casa, dove in quel momento non c’era nessuno, passando per una porta non chiusa a chiave. Ma la banda fortunatamente non ha fatto in tempo nemmeno ad individuare gli oggetti da arraffare per l’arrivo di Talè che quando si è accorto dei malviventi che scappavano ha immediatamente avvertito i carabinieri della stazione di Mondavio. I militari hanno subito iniziato le ricerche perlustrando la zona, ma per il momento nessuna traccia dei ladri.

Proseguono nel frattempo a ritmo serrato le indagini per individuare i tre rapinatori che sempre mercoledì hanno messo a segno un colpo da circa 10mila euro all’Eurospin tra Monte Porzio e Castelvecchio, poco prima della chiusura. Da parte dei carabinieri che stanno vagliando attentamente tutti gli elementi a disposizione, tra i quali i filmati, c’è ottimismo.

Intanto, i militari di Mondavio nel corso dei continui controlli del territorio, negli ultimi giorni hanno arrestato ad Orciano un 45enne albanese già noto alla giustizia, poiché colpito da ordine di carcerazione. L’uomo, che deve scontare la pena di un anno ed otto mesi di reclusione per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, è stato trasportato nel carcere di Pesaro.
A San Lorenzo in Campo, i militari della locale stazione hanno invece arrestato un nigeriano con dei precedenti, con le accuse di falsa attestazione e dichiarazione a pubblico ufficiale sulla propria identità personale. Fermato per un controllo aveva fornito ai militari delle false generalità smentite dagli accertamenti cui è stato successivamente sottoposto. L’extracomunitario è stato rinchiuso nel carcere di Pesaro.

martedì 11 agosto 2009

"Sulle nostre spiagge ci vogliono le ronde"


"Siamo alla vigilia dell’entrata in vigore del “decreto sicurezza” che regolamenta le cosiddette “ronde”. Questo strumento se adottato sarà di ausilio alle forze dell’ordine sul territorio, qualora se ne ravvisasse la necessità anche in Val Cesano. Condivido l’intervento di Maroni che ha sottolineato come non esistono ronde buone o cattive, esse o ci sono oppure no. Spetterà ai Sindaci verificare, secondo le modalità stabilite dal decreto, se sul territorio Comunale si avverta o meno la necessità di organizzare questo gruppo di cittadini che avranno il compito di segnalare, vigilando, eventuali ipotesi di reato o situazioni di rischio sociale.
Segnaleranno tutto alle forze dell’ordine. Mi pare che non sia altro che la regolamentazione di un dovere di ogni cittadino, ovvero quello di informare le forze dell’ordine rispetto a quanto di illegale c’è nel territorio.
In val Cesano non siamo a livelli di insicurezza tali da ravvisare la necessità delle “ronde”, grazie all’opera meritoria delle forze dell’ordine, ma non può esistere una contrarietà preventiva ed ideologica allo strumento adottato dal pacchetto sicurezza.
In altri ambiti territoriali il senso di insicurezza è tale da rendere necessario applicare questa nuova normativa, nel nostro territorio mi pare che al momento non sia così. Viviamo in un contesto tutto sommato pacifico, in cui ad esempio la micro criminalità (borseggi o scippi) è limitata anche per il fatto che i nostri centri abitati sono piccoli. Ma provate a circolare in metropolitana o in treno, o a camminare nelle grandi città. Ad esempio un gruppo di cittadini che tiene “d’occhio” la metropolitana aumenterebbe il livello di sicurezza, pronto ad avvisare le forze dell’ordine in caso di bisogno.
Però non sarebbe sbagliato pensare all’ausilio delle “ronde” nelle nostre spiagge, invase dai cosiddetti “vu cumprà” – con grave danno all’erario e al made in Italy- o da massaggiatrici improvvisate. Non è tanto questione di fastidio durante la tintarella, ma è questione di ripristinare la legalità. Sarebbe opportuno che commercianti regolari avessero spazi idonei per un mercatino e che in spiaggia regnasse il decoro e il rispetto delle regole.
Il calo dei reati, in media dell’8% sul territorio Nazionale, è il segno che una maggiore presenza delle forze dell’ordine e dell’esercito abbiano contribuito ad arginare un problema sociale. Me è necessario fare di più e anche le ronde possono contribuire. Sull’esempio adottato a Modena e altre città in cui associazioni civiche si sono occupate di contribuire al risanamento del decoro civico e al presidio del territorio".

Moris Stortoni
Coordinatore de “il Popolo della Libertà” Mondavio

sabato 21 marzo 2009

Il "Grande Fratello" a Mondolfo e Marotta

Videosorveglianza, sì unanime


Non capita molto spesso che in consiglio comunale maggioranza e opposizione convergano sui punti all’ordine del giorno. Giovedì sera su questioni molto importanti, invece, la Giunta e la minoranza si sono trovate d’accordo. Del resto quando si parla di sicurezza non c’è colore politico che tenga, il bene della collettività viene prima di tutto. Il capogruppo di minoranza, Carlo Diotallevi, ha presentato un’interrogazione relativa all’installazione nel territorio comunale di un impianto di videosorveglianza che in collaborazione con la Prefettura e le forze dell'ordine contribuisca a rendere Mondolfo e Marotta, nelle ultime settimane troppo spesso al centro di fatti di cronaca, più sicure.
“La proposta – spiega Diotallevi – era stata avanzata anche in passato ma non era mai stata presa in considerazione. La nostra convinzione e tenacia soprattutto alla luce degli ultimi inquietanti episodi di cronaca ha convinto il Sindaco e l'Assessore Silvestrini finalmente ad accoglierla”.
Silvestrini, che ha la delega alla Polizia municipale, ha già incaricato gli uffici comunali di predisporre tutta la documentazione necessaria per la partecipazione al bando regionale per il co-finanziamento di progetti finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza dei Comuni. Facendo solo un passo indietro, il Sindaco Cavallo dopo lo stupro di gruppo consumato all’esterno del Miù J’Adore, nei giorni scorsi ha emesso un’ordinanza per obbligare i proprietari della discoteca a illuminare bene le pertinenze esterne e a istallare un sistema di videosorveglianza.
Anche per la sicurezza sulle strade, i consiglieri si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda. L’interrogazione dell’opposizione chiedeva interventi urgenti su via Cesanense e la SP 424 Valcesano. La Giunta si è impegnata a incaricare un tecnico per l'elaborazione di un progetto esecutivo per la realizzazione di un tratto alternativo alla Valcesano. Saranno intensificati i controlli attivi, non con l'autovelox, da parte della Polizia Municipale che da settimanali diverranno giornalieri, e istallati sistemi di rallentamento della velocità. Le scogliere invece hanno come sempre diviso. Se la maggioranza si è dichiarata soddisfatta e grata alla Regione per il ricarico delle scogliere, l’opposizione ha sottolineato che l’intervento è stato eseguito solo nella parte sud di Marotta, trascurando quella a nord. Nelle prossime settimane, ha attaccato la minoranza, una delegazione andrà in Regione per far sentire la voce dei marottesi.