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mercoledì 17 febbraio 2010

Mondavio, Moris Stortoni: "Dopo il fallimento dell'Unione Valcesano Mondavio deve guardare all'Unione Roveresca"


La chiusura definitiva dell’Unione Valcesano riaccende il dibattito politico sulle scelte future dei vari Comuni. Quali servizi associare? E con chi?

“La chiusura dell'Unione Valcesano – esordisce il coordinatore del Pdl mondaviese, Moris Stortoni – è il segno della ragionevolezza della posizione mantenuta dal nostro partito, ovvero che tale Unione non agiva nell'interesse della collettività. Come ricordato in un precedente intervento dal Sindaco, non è riuscita ad associare alcuni servizi importanti mancando quelli che erano i suoi obiettivi. Non ha agito, come ha certificato la Corte dei Conti, applicando l'indispensabile principio di economicità che avrebbe consentito un reale risparmio di risorse economiche pur mantenendo, e anzi ampliandoli, i servizi ad uso dei cittadini. Per anni abbiamo fatto i "conti in tasca" al nostro Comune che, carte alla mano, ha perso in contributi pubblici decine di migliaia di euro. Secondo i nostri calcoli avremmo ricevuto finanziamenti più sostanziosi qualora avessimo aderito, come era nelle iniziali intenzioni, all'Unione Roveresca. Piangere ora sul latte versato troviamo sia piuttosto patetico, oltre che ridicolo. Piuttosto che recriminare circa le mancate possibilità presenti e future, vorremmo che quanti oggi, in senso figurato ovviamente, si stracciano le vesti per il fallimento dell'Unione, ci spieghino perché essa non abbia funzionato a dovere. Possono farlo ad esempio chiarendo perché il servizio di polizia urbana non è mai stato messo in unione, cosa da noi chiesta per anni. In discussione non c'è la gestione dei servizi in unione, istituto che il Pdl di Mondavio intende supportare, piuttosto il fallimento dell'Unione Valcesano ad opera dei suoi amministratori chiamati a risponderne di fronte ai cittadini contribuenti”.

Ora che fare?

“Chiusa questa costosa esperienza siamo pronti ad aprire un costruttivo confronto con l'amministrazione guidata dal sindaco Talè per traghettare il Comune di Mondavio verso nuove scelte che diano inizio a "strutture organizzative" capaci di dimostrare la loro utilità in termini di servizi resi al cittadino e in termini di risparmio di risorse economiche. Questo processo virtuoso può scaturire solo da una radicata volontà politica quasi totalmente assente nella vecchia Unione Valcesano. Nel territorio esiste una Unione che ha saputo organizzarsi secondo modelli positivi ed efficienti, ovvero quella Roveresca, ed è ad essa che è opportuno guardare per il futuro del nostro Comune. Con questa scelta Mondavio contribuirebbe ad una maggiore coesione territoriale coinvolgendo anche quei Comuni del comprensorio che non hanno aderito ad altre Unioni dei Comuni”.

lunedì 15 febbraio 2010

Unione Valcesano, chiusura definitiva. Alvise Carloni nominato commissario straordinario


Chiusura definitiva per l’Unione Valcesano che dal primo gennaio 2010 si è ufficialmente sciolta dopo la decisione di due Comuni, Mondavio e Monte Porzio, dei quattro che la componevano, di abbandonare l’Ente. A ciò si è aggiunta la necessità di reintegrare nei Comuni di appartenenza restanti, San Costanzo e Mondolfo, importanti servizi. Da qui la decisione di chiudere questa esperienza a quattro.
E se il documento parla di smantellamento dal 1 gennaio 2010 non è così per quanto concerne il disbrigo delle pratiche burocratiche ed amministrative; tanto è vero che i quattro Comuni hanno deciso di nominare come commissario straordinario il consigliere comunale di Mondolfo Alvise Carloni, vice presidente dell’Unione. Spetterà a lui, a malincuore, dover traghettare l’Unione Valcesano in questo ultimo periodo, occuparsi, come ha già fatto, di presentare il mini bilancio 2010 e intraprendere le pratiche che prevedono scadenze inderogabili oltre al mandato avuto dal consiglio dell’Unione nel rispetto dei pagamenti da parte degli Enti e delle associazioni interessati.


“Devo dire – spiega Carloni – che per quanto concerne le scadenze sono state rispettate, a dimostrazione dello spirito di collaborazione messo in atto dai quattro Comuni. E’ tanto comunque il lavoro che ci attende prima di giungere anche da un punto di vista burocratico e amministrativo alla definitiva chiusura”.

Il nuovo commissario straordinario non nasconde il proprio dispiacere per la decisione di chiusura assunta nei confronti di quello che era nato come un nuovo organismo in grado di offrire ai cittadini maggiori servizi e di migliore qualità.

“Questo infatti – prosegue Carloni – era lo spirito con cui gli allora sindaci Capotondi, Lucarini e Solazzi, avevano deciso di creare ed organizzare l’Unione Valcesano e posso dire che a quegli obiettivi c’eravamo arrivati grazie al contributo di funzionari del personale e dell’intera giunta sotto la guida del presidente Giuliano Lucarini. Con la mia specifica richiesta, in queste settimane ho anche avuto il piacere di confrontarmi sia con il vice prefetto De Biagi e con il dottor Soloperto della Prefettura di Pesaro, sia con il responsabile degli Enti locali della Regione Marche, Dott. Piermattei per confrontarmi e portare a conoscenza come intendevo procedere ed avere da loro le indicazioni in merito. Tutti hanno concordato sull’importante funzione che l’Unione avrebbe potuto continuare a svolgere, visto anche il ruolo che a livello nazionale viene oggi riconosciuto alle associazioni di comuni”.
Una chiusura quella della Valcesano che non trova tutti d’accordo. Nel lontano 2002, al momento della nascita, l’Unione era apparsa una vera e propria lungimiranza politica. Oggi la conclusione dell’esperienza lascia a qualcuno la bocca amara.

“Lungimiranza che oggi non tutti hanno intravisto in questa chiusura, mentre dal governo arrivano indicazioni di importanti finanziamenti per tutti i comuni che decidono di coalizzarsi”.

martedì 1 dicembre 2009

Unione Valcesano, Carlo Diotallevi: "Il fallimento delle Amministrazioni di centro-sinistra. Ora incrementiamo la collaborazione con San Costanzo"



La scorsa settimana si è tenuto il consiglio comunale straordinario, richiesto da tutta l’opposizione, per discutere del destino dell’Unione Valcesano. L’assise, al termine di un lungo dibattito, non ha potuto che prendere atto dell’uscita dei Comuni di Mondavio e Monte Porzio, deliberata già a fine giugno, e quindi dichiarare chiusa l’esperienza dell’Ente. A volere la convocazione del consiglio sull’importante tema è stato, tra gli altri, il capogruppo della lista civica “Per cambiare”, Carlo Diotallevi.
“Durante il dibattito Sindaco e maggioranza hanno essenzialmente scaricato le colpe su Mondavio e Monte Porzio rei di aver affossato un progetto che andava a gonfie vele, ma le cose non stanno cosi ed è troppo facile attribuire le responsabilità solo agli altri. La realtà è che la fine dell’Unione rappresenta il fallimento politico delle amministrazioni di Mondolfo, San Costanzo, Mondavio e Monte Porzio tutte, guarda caso, amministrate da sempre dal centrosinistra. Un’Unione dei Comuni nata con grandi propositi, ideali e progetti di incremento dell’efficienza che poi però si è trasformata in un ente partitico inutile, capace solo di aumentare poltrone e spese. Quello che noi dell’opposizione dicevamo da anni è stato confermato recentemente anche dall’indagine della Corte dei Conti la cui ultima relazione evidenzia che la nostra Unione è tra le peggiori. La gestione dei servizi dai singoli Comuni a quella consorziata, invece di creare un risparmio ha incrementato i costi del 16% senza alcun miglioramento in quantità e qualità. Un fallimento che noi dell’opposizione avevamo previsto e cercato di scongiurare. Più volte avevamo chiesto che venissero associati più servizi per rendere effettiva questa Unione ma nessuno ci ha ascoltati”.
E ora che fare?
“Si rende necessaria una profonda analisi politica. Le prospettive sono poche e faccio fatica ad immaginare altre ipotesi di nuove Unioni che ci possano riguardare. Forse Mondavio non sarebbe dovuto entrare nell’Unione Valcesano e avrebbe dovuto aderire all’Unione Roveresca, mentre oggi cerca addirittura di crearne una nuova con Fratte Rosa e San Lorenzo. Sinceramente però non credo che questo modo di procedere porterà a risultati. Le Unioni dei Comuni funzionano solo se caratterizzate da un’omogeneità territoriale e una forte volontà politica, nel nostro caso sono mancate entrambe e chi crede che si possa prescindere da questi fattori dimostra di puntare solo a finanziamenti facili da sperperare. Per quanto riguarda Mondolfo non ci resta che incrementare sempre più la collaborazione che da anni va avanti con il Comune di San Costanzo attraverso precise convenzioni, tutto il resto è fantapolitica, almeno fino a quando non cambieranno gli amministratori di Mondolfo e dei Comuni limitrofi”.

lunedì 30 novembre 2009

Unione dei Comuni, Graziano Ilari: "Un marchio di tutela e promozione di tutto ciò che è la Valcesano"


L’unione fa la forza. Lo sanno bene gli amministratori della media-alta vallata del Cesano che in queste settimane continuano a mettere in agenda incontri per cercare di associare servizi e magari mettere in piedi una nuova Unione dei Comuni. Nel dibattito entra anche Graziano Ilari, ex amministratore provinciale ed attuale segretario del Pd zona Alta Valle del Cesano. Lo fa con alcune proposte molto interessanti, strettamente personali, che non esprimono l’opinione del Pd pergolese e dell’alta Valcesano. “E’ utile e necessario associare i servizi per renderli più efficienti e per razionalizzarne i costi, soprattutto nel caso di comuni medio piccoli come i nostri. I servizi vanno associati tra realtà omogenee e non troppo lontane altrimenti tutto viene vanificato. L'efficienza di un servizio associato non si misura dall'altezza del campanile o dalla voce grossa degli enti che interagiscono tra loro ma sulla reale risposta che viene data al cittadino. Dietro un'operazione di questo genere occorrono amministratori che ci credano veramente, che informino e coinvolgano i cittadini sulle iniziative da intraprendere e operatori pronti ad investire la propria professionalità”.
Ilari propone la creazione di un marchio di tutela e promozione di tutto ciò che è la Valcesano.
“Ho in mente un'entità territoriale che si chiama valle del Cesano che va dalla sorgente alla foce del fiume, dal Catria all’Adriatico. Sul modello della più prestigiosa Val d'Orcia nel Senese o del vicino Montefeltro. Sono dell'opinione che vada creato un marchio soprattutto nel settore turistico, culturale e delle produzioni agricole. Tutto ciò che è Made in Valcesano deve essere immediatamente riconoscibile come sinonimo di qualità e garanzia per il cliente, per il consumatore. Attivare sinergie per promuovere un intero territorio è vantaggioso per tutti, bisogna fare sistema”.
Sul fronte amministrativo?
“Credo che Pergola, Frontone e Serra Sant'Abbondio debbano continuare una stretta collaborazione come hanno fatto in molti settori negli ultimi anni magari correggendo errori se ce ne sono stati e ovviando incomprensioni, ma nessuno deve permettersi di innalzare barriere preconcette e strumentali. Questa sinergia fra i Comuni dell'Alto Cesano dovrebbe essere messa in relazione con San Lorenzo in Campo, Fratte Rosa e Mondavio. Non credo ad unioni di comuni troppo grandi che mettano insieme territori disomogenei. Dopo lo scioglimento della Cm del Catria e Cesano e la disgregazione dell'Unione Valcesano preserverei ciò che di buono in queste realtà già esiste come ad esempio per la Cm il Centro Socio Educativo Margherita di Pergola e poi proseguirei nell'associare servizi tra Frontone-Pergola-Serra Sant'Abbondio da un lato e Fratte Rosa-Mondavio-San Lorenzo in Campo dall'altro”.

giovedì 26 novembre 2009

Marotta Unita, Enrico Vergoni: "O legge regionale o raccolta firme!”


Ormai ovunque si parla dell’unificazione di Marotta. Per strada, in consiglio comunale, nei bar ma soprattutto su internet l’annosa questione monopolizza il dibattito. Da qualche giorno tiene banco il comunicato che il Comitato Cittadino Mondolfese ha inviato al Comitato Pro Marotta Unita e all’associazione culturale Malarupta per iniziare a dialogare sul tema. Apertura sì ma anche netta contrarietà all’unificazione di Marotta sotto il Comune di Mondolfo. Intanto diversi consiglieri comunali prendono posizione.

“La notizia dell’apertura di un dialogo tra i rispettivi comitati cittadini – esordisce Enrico Vergoni – è lodevole e va sicuramente nella giusta direzione. Ho sempre ritenuto infatti che la visione amministrativa non debba scaturire da occhi campanilistici ed identitari ma tenendo in considerazione parametri oggettivi che mirino allo sviluppo della città nella sua interezza, perchè il fatto che Marotta se la deve vedere con due Comuni significa, in primo luogo che è la sua vitalità economica a rischiare di essere messa in difficoltà. Qui non si tratta di “lagnanze” fine a se stesse ma di un sistema di sviluppo di una città di medie dimensioni che viene palesemente frenato dal non essere contenuto in un’unica dimensione amministrativa. Pensiamo ad esempio agli operatori turistici che devono fare i conti con due piani spiaggia e altrettanti piani acustici, o ai nostri commercianti che se la vedono con regolamenti per i pubblici servizi adottati senza il ben che minimo coordinamento e si potrebbe continuare citando la questione del cimitero o i piani urbanistici per i nostri costruttori. Per questi motivi il referendum è l’unico traguardo che abbiamo davanti, e dobbiamo lottare per raggiungerlo anche perchè sono convinto che tra la cittadinanza la questione sia molto più sentita rispetto a dieci, quindici anni fa. Lo vedo quotidianamente dalla pagine di marottaunita.it, progetto web seguito ogni giorno da centinaia di contatti”.

Un’unità amministrativa sotto Mondolfo che secondo Vergoni è fondamentale ancor di più ora che si è dissolta l’Unione Valcesano.

“E’ questo che dobbiamo sforzarci di far capire. La nostra vallata ha sempre sofferto l’essere schiacciata tra la realtà fanese e senigalliese; un mosaico di piccole tessere, piccoli Comuni di poche migliaia di abitanti, divisi in due Provincie con un sistema viario ottocentesco e alla foce una cittadina spezzettata in tre Comuni. La mission dell’ente sovracomunale era proprio quella, al di là dei servizi e di una razionalizzazione delle risorse, fare squadra perchè insieme si “pesava” di più nei tavoli che contano. Ora che il progetto è naufragato l’ultimo treno resta la creazione di un macro–comune costiero che superi i 15.000 residenti. La sfida si presenta difficile ma non possiamo tirarci indietro e quindi o legge regionale o raccolta firme!”

giovedì 19 novembre 2009

Valcesano: Unione dei Comuni o Comune Unico? Ecco cosa ne pensano i politici




E’ il tema più caldo del momento. Quale futuro per i Comuni della media-alta valle del Cesano dopo la conclusione delle esperienze dell’Unione Valcesano e della Comunità montana del Catria e Cesano. Sono giornate di incontri continui tra i vari sindaci. Quali servizi associare? E con chi? Meglio un’Unione dei Comuni, o il Comune unico della media valle del Cesano, frutto della fusione tra Mondavio, San Lorenzo in Campo e Fratte Rosa? Se i primi cittadini al momento non si sbottonano, lo fanno alcuni esponenti politici e consiglieri comunali.
“La mia opinione, e quella del centro destra mondaviese – spiega Moris Stortoni, coordinatore locale del Pdl – è favorevole a una gestione associata di quanti più servizi possibili tenendo conto dell'economicità delle scelte e della qualità del servizio erogato. Gli obiettivi sono favorire lo sviluppo di politiche rispondenti ai bisogni della comunità; incrementare la qualità dei servizi e delle protezioni sociali; dare vera capacità di investimento agli Enti locali. Siamo pronti a confrontarci con le parti chiamate in causa nella scelta di una nuova Unione. Valuteremo ogni sensata proposta, compresa quella che viene dall'associazione Fusiamoci. Intendiamo chiedere il rovesciamento dei metodi finora adottati, ovvero delle scelte che abbiamo dovuto accettare obtorto collo, rivelatesi fallimentari. Parlo dell'Unione Valcesano”.
Il consigliere del Comune di Fratte Rosa, Lucio Guerra, pensa non sia opportuno costituire una ulteriore Unione di Comuni.
"La gestione associata dei servizi è l'unica strada percorribile per i piccoli Comuni e potrà avvenire solo con un percorso sostenibile di condivisione e coesione d'intenti. Non ho mai creduto nell'Unione Valcesano, nata con lo scopo di unire comuni da Pergola a Mondolfo, con una profonda disomogeneità di territorio, problemi e strategie. Non penso sia opportuno costituire una nuova Unione ne tantomeno che sia possibile arrivare a una fusione senza un percorso di alcuni anni che possa invertire la politica della esternalizzazione dei servizi. Il primo passo dovrà essere quello di gestire servizi direttamente, in maniera associata, con un risparmio per le famiglie. Per Fratte Rosa, San Lorenzo e Mondavio la cosa migliore è quella di iniziare un percorso all'interno dell'Unione Roveresca, una delle poche che funziona in maniera sufficiente, e che ha già una sua struttura politico-amministrativa che potrebbe diminuirne i costi raggruppando più Comuni”.
Scettica sul Comune unico la consigliera laurentina, Nancy Feduzi.
“Associare i servizi, facile a dirsi, ma poi conti alla mano avendo già fatto un’esperienza, questi costano di più. Bisogna vedere cosa abbiamo come Comune da poter associare e gli altri da mettere sul piatto. Non si tratta di campanilismo, ma dei costi che non devono gravare sui cittadini. Non sono contraria a un’Unione dei Comuni ma per ora l’unica che funziona è quella del Pian del Bruscolo. Comune Unico? Esistono Comuni da 60 abitanti e ancora non cedono, pensate alla nostra realtà, non credo che si possa verificare mai a meno che non venga imposto da leggi nazionali. Per ora mi sembra un pensiero utopico, ma chi ci crede è giusto che ci lavori”.

Mondolfo, in consiglio si parla di amianto e Unione Valcesano


Sarà un consiglio comunale come sempre con tanta carne al fuoco quello in programma giovedì alle ore 21. Si partirà con una relazione dell’assessore Sergio Sgammini riguardo a una variazione di assestamento generale di bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2009.
Si farà calda poi la seduta quando si parlerà dello scioglimento dell’Unione Valcesano che dovrebbe avvenire a fine anno. Nelle settimane scorse la lista civica “Per cambiare” e il consigliere di minoranza di Rifondazione Comunista, Roberto Ciachini, avevano richiesto al sindaco Pietro Cavallo, la convocazione straordinaria del consiglio comunale per approfondire i motivi che hanno portato all’esaurimento dell’esperienza e le strategie future.

Il punto successivo è collegato, in quanto si discuterà della variazione soggettiva nei prestiti dell’Unione Valcesano assunti con la cassa depositi e prestiti. Di una permuta di aree ricadenti nel Piano Particolareggiato di esecuzione di Marotta e dell’adozione di un piano di lottizzazione, relazionerà l’assessore Vergari.
Spazio quindi alle tante interrogazioni della minoranza. La più importante sicuramente quella presentata dal capogruppo Carlo Diotallevi in merito all’esistenza nel territorio comunale di coperture in cemento-amianto. La lista civica vuol sapere se da parte dell’Ufficio Ambiente è stato eseguito un monitoraggio preciso. Il sindaco nell'ultimo consiglio comunale aveva rinviato la discussione dell'interrogazione assicurando che sarebbero stati effettuati quanto prima i controlli.
Porta sempre la firma di Diotallevi, l’ordine del giorno relativo alla raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Si tornerà poi a parlare del potenziamento della Guardia costiera di Marotta.
Roberto Ciaschini interrogherà in ordine alla valutazione dell’impatto ambientale di un’attività svolta in via Allende e alla possibilità di anticipare l’accoglienza dei bambini della scuola Materna di via Fermi.
Infine, il consigliere Bassotti chiederà spiegazioni sul problema di allagamento di via Piemonte e dei riversamenti nella sottostante scarpata.

venerdì 6 novembre 2009

Unione Valcesano, Vergoni: "Si chiude per miopia politica di qualche sindaco. Ma le obbligazioni vanno onorate, a Mondolfo non si fa beneficienza"


Si è riaperto dopo la richiesta da parte delle minoranze di un consiglio comunale straordinario, il dibattito sull’Unione Valcesano che a fine anno verrà sciolta.
“Il discorso – esordisce il consigliere comunale Enrico Vergoni – ha preso una piega sbagliata. Ci si è focalizzati solo sull’aspetto economico-gestionale, seppur importante, e si è tralasciato il vero problema: quello di dare all’Ente un’identità e un indirizzo per il futuro”.
Partiamo dall’aspetto economico.
“Sul presunto aumento dei costi rilevato dalla Corte dei Conti e sbandierato dal Pdl; la magistratura contabile ha certificato un aumento delle spese dell’Unione del 16%, invitando gli amministratori a maggior oculatezza nella gestione. La giunta ne ha preso atto e ha puntualizzato che gli aumenti sono stati tutti assorbiti da interventi sociali che si sono richiesti negli ultimi esercizi”.
Quali?
“Ben 55.000 euro per ampliamento del servizio asilo nido, 30.000 per il trasporto scuolabus, 90.000 per l’adeguamento Istat dei contratti del personale casa di riposo, 50.000 per la gestione pulmini, 140.000 per la qualificazione del personale infermieristico della casa riposo, 20.000 per il servizio assistenza ragazzi sugli scuolabus. Con che coraggio si può lucrare su questi numeri, quando le somme vengono impiegate per fornire servizi a famiglie che da sole non riuscirebbero a svolgere? Secondo un dato del Ministero del Welfare soltanto il 6% dei Comuni è provvisto dell’asilo nido. Nella nostra realtà, grazie all’Unione, possiamo fornire il servizio che aiuta tante giovani donne a non dover rinunciare alla professione. Nei prossimi anni il nostro obbiettivo sarà quello di spendere ancora più soldi per un ulteriore ampliamento perchè le famiglie si aiutano investendo e non abbaiando alla luna o facendo la sfilata al Family day. Stesso discorso per la casa di riposo: nessuno vuole tenere gli anziani non autosufficienti in casa ed allora cosa dobbiamo fare, lasciarli sul marciapiede?”
Passiamo alla parte politica.
“L’Unione ha svolto un buon lavoro, ma purtroppo la miopia politica di qualche sindaco ha portato alla dismissione dell’Ente. Primi cittadini che non hanno mai capito l’importanza del progetto e che la mission delle associazioni di comuni non è quella di risparmiare poche migliaia di euro ma di associare servizi e superare quel municipalismo che non porta vantaggi. Ormai il dado è tratto, dal primo gennaio la Valcesano sarà estinta ma non per questo i servizi offerti. L’attività sia dell’asilo sia della residenza anziani continueranno e il nostro Comune, grazie all’impegno del sindaco, farà la sua parte per garantire i servizi che sono ciò che interessa ai cittadini”.
Infine Vergoni si rivolge ai sindaci di Monte Porzio e Mondavio.
“I Comuni fuoriusciti avevano contratto delle obbligazioni superiori a 200mila euro che dovranno essere onorate perchè il contribuente mondolfese-marottese non fa beneficenza”.

martedì 3 novembre 2009

Unione Valcesano, Carlo Diotallevi chiede un consiglio comunale straordinario. "Gli amministratori che hanno causato il fallimento rispondano"


"Era fine giugno quando i Sindaci di Mondavio e Monteporzio annunciavano all’unisono l’uscita polemica e fragorosa dall’Unione dei comuni Valcesano, ebbene da allora nessuno ci ha fatto sapere che fine farà e quali scelte verranno fatte per il futuro. E’ inammissibile che i Sindaci dei comuni rimasti non abbiano riferito ai rispettivi Consigli Comunali sulle motivazioni, le responsabilità e le strategie future di quest’Unione che di fatto non c’è più. Ecco perché come Lista Civica Per Cambiare insieme al Consigliere di RC Ciaschini Roberto abbiamo chiesto una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale di Mondolfo.
La cosa sembra davvero paradossale se pensiamo che solo pochi mesi fa l’ex Presidente dell’Unione Lucarini teorizzava (in pieno delirio pre elettorale) addirittura un’Unione di tutta la vallata del Cesano che si sarebbe trasformata poi in un unico Comune. Da ridere, per non piangere.
Un’Unione dei comuni, quella della Valcesano, nata con grandi propositi, ideali e progetti di incremento dell’ efficienza e della cooperazione che poi però si è trasformata di fatto in un ente partitico inutile, capace solo di aumentare le poltrone e le spese. Quello che noi dell’opposizione dicevamo da anni e che alcuni mesi fa è stato confermato anche dall’indagine della Corte dei Conti marchigiana è stato recepito anche dai Comuni di Mondavio e Monteporzio che sono quindi usciti dall’Unione Valcesano perché diventata un carrozzone che ha prodotto solo aumenti dei costi senza incrementare i servizi per i cittadini.
Un fallimento che noi dell’opposizione avevamo previsto e cercato di scongiurare perché inizialmente avevamo creduto a questo progetto che potenzialmente, poteva e doveva, dare alla nostra vallata un ruolo più importante sia politicamente che dal punto di vista turistico ed economico. Più volte abbiamo infatti chiesto che venissero associati più servizi per rendere effettiva questa Unione ma nessuno(nemmeno i sindaci di Mondavio e Monteporzio), ha sostenuto le nostre proposte. Tutto ciò, come dicevo, è stato certificato dalla Corte dei Conti la cui ultima relazione evidenziava che la nostra Unione era tra le peggiori. La gestione dei servizi dai singoli Comuni a quella consorziata, invece di creare un risparmio ha incrementato i costi del 16% senza alcun miglioramento in quantità e qualità. Comparando i costi dei servizi del bilancio dell’Unione per l’anno 2006 con i relativi importi di spesa dei singoli Comuni pre – Unione per l’anno 2002, si nota un aumento addirittura del 28%. Tutti i servizi risultano accresciuti in termini di costo senza che vi sia stato un aumento della qualità degli stessi.

Purtroppo gli interessi partitici di chi ha amministrato l’Unione in questi anni hanno affossato questo grande disegno. Ora si rende necessaria una profonda analisi politica sul futuro di questa Unione che di fatto già non c’è più. Gli amministratori che hanno causato questo disastro dovranno risponderne ora in Consiglio Comunale e soprattutto ai cittadini".


Carlo Diotallevi
Capogruppo della Lista Civica “Per Cambiare”

giovedì 6 agosto 2009

Unione Valcesano, Federico Talè nuovo presidente fino allo scioglimento dell'ente. E poi?


Con le elezioni amministrative andate in archivio è tornato a riunirsi il consiglio dell’Unione Valcesano. Tante le novità importanti ad iniziare dal successore dello storico presidente dell’Ente, Giuliano Lucarini. A maggioranza, con qualche voto anche dell’opposizione, è stato eletto alla guida dell’Unione, Federico Talè. In giunta insieme al primo cittadino di Mondavio siederanno il vice presidente Alvise Carloni e i sindaci di San Costanzo e Monte Porzio, Margherita Pedinelli e Attilio Patrignani. Ma la vita dell’Unione Valcesano sarà breve. Dopo che i consigli comunali di Mondavio e Monte Porzio hanno deliberato l’uscita dall’unione dei comuni, infatti, l’ente da qui a fine anno quando si scioglierà, avrà tempo giusto per sistemare e gestire l’utile che si aggira intorno ai 175.000 euro, i vari investimenti fatti in questi anni, più occuparsi dell’ordinaria amministrazione. La conclusione di quest’esperienza che più o meno coinciderà con quella della Comunità montana del Catria e Cesano sta aprendo un ampio ventaglio di ipotesi.
Ormai da qualche settimana, appena i consigli comunali di Pergola, San Lorenzo in Campo, Fratte Rosa, Monte Porzio e San Costanzo si sono insediati, i sindaci hanno iniziato una serie di incontri per capire quali strade intraprendere per mettere insieme i vari servizi. Tanti gli scenari che si stanno aprendo. Ne va del futuro della vallata del Cesano e per questo al momento nessun primo cittadino vuole sbilanciarsi. L’unico elemento piuttosto certo è che l’esperienza iniziata all’interno dell’Unione Valcesano tra i Comuni di Mondavio e Monte Porzio sarà rafforzata. Le due amministrazioni hanno in comune il segretario, la polizia municipale e parte dell’ufficio tecnico. E’ da scartare la proposta che l’ex presidente Lucarini aveva fatto in campagna elettorale, cioè quella di un’unione allargata da Mondolfo a Pergola. Nella cittadina dei Bronzi dorati si spinge per un proseguo dell’esperienza della Cm del Catria e Cesano con Fratte Rosa e San Lorenzo in Campo. Il Comune laurentino però guarda anche ad altri scenari, a un’unione nuova di zecca e in seconda battuta alla Roveresca dove sarebbe ben accolto Mondavio. Tra le tante ipotesi c’è poi quella di un Comune unico tra Fratte Rosa, Mondavio e San Lorenzo in Campo a cui stanno lavorando un gruppo di persone dei tre centri, che presto daranno vita ad un’associazione.

sabato 4 luglio 2009

La decisione di Mondavio e Monte Porzio di uscire dall'Unione Valcesano? Per i lettori: "Giusta, ora l'Unione con S.Lorenzo e Fratte Rosa"


Sondaggio: Come giudichi la decisione di Mondavio e Monte Porzio di uscire dall'Unione Valcesano? E cosa pensi in generale dell'Ente?

I lettori de L'Occhio della ValCesano così hanno risposto
:

Era ora 11 (36%)

Un errore 1 (3%)

L'Unione non serve 3 (10%)

Giusta, ora devono unirsi con S.Lorenzo e Fratte Rosa 18 (60%)

Mondavio deve entrare nell'Unione Roveresca 2 (6%)

L'Unione è utile 2 (6%)

Devono uscire anche San Costanzo e Mondolfo 8 (26%)

martedì 30 giugno 2009

Unione Valcesano? Vergoni pensa a una Unione Costiera


"In questi ultimi giorni si è molto discusso in merito al futuro dell’Unione Valcesano con l'annuncio di Monteporzio e Mondavio di uscire dall'associazione intercomunale (assolvendo prima alle obbligazioni contratte, che nel caso di Monte Porzio ammontano a più di 200 mila euro!).
Vorrei contribuire anche io all’interessante dibattito partendo però da un'angolazione diversa: Marotta ed il suo sviluppo.
Negli ultimi decenni si è parlato fino alla noia della nostra città come capoluogo di vallata, come centro strategico e alle tante parole non è seguito un bel niente, nessun tavolo permanente, nessuna discussione e addirittura in questo ultimo periodo, con il verificarsi della drammatica crisi industriale con centinaia di lavoratori a rischio, nessun sindaco ha sentito la necessità di proporre un incontro tra tutte le amministrazioni comunali per organizzarsi e rispondere con una sola voce alle istanze di queste famiglie, tutti invece impegnati a litigare per i posti in lista per le amministrative.
E’ ora di prendere atto che la Val Cesano esiste solo in quanto luogo geografico e non politico e per questo lancio una proposta che è tutt’altro che provocatoria ma risponde realmente alle esigenze della nostra comunità: quella di creare un'unione o delle convenzioni su singole competenze (es. i vigili) tra Mondolfo e Fano; dal momento che la nostra città è divisa tra questi due comuni e che l’unificazione è impresa ardua penso che ricondurre Marotta nell’alveo dello stesso ente sovracomunale potrebbe essere una risposta efficacie che avrebbe anche il vantaggio dell’omogenità culturale. Infatti mi si dica cosa hanno in comune un abitante di Piano Marina e uno che vive sopra Pergola che si sente logicamente più attratto dalla limitrofa provincia di Ancona.
Pensiamo ai nostri imprenditori, artigiani e commercianti che sicuramente si sentono più in sintonia con i loro colleghi “oltre confine”(!) che con chi dista 40 km verso l’entroterra, e con una Unione Costiera, specie in un momento di crisi, si possono fornire risposte serie per un territorio che, al di là dell’appartenenza a minicipi diversi, è largamente uniforme e presenta una forte univocità economica – produttiva.
Sono anni che si divaga di un solo corpo di polizia municipale, ebbene farlo con la città della Fortuna piuttosto che con i comuni dell’entroterra avrebbe l’effetto di garantire un servizio migliore e su scala abbattere i costi, si consideri che a Marotta nell’arco di 1 km ci sono due sedi dei vigili urbani, una davanti alla stazione ferroviaria e l’altra in via Ferrari, si potrebbe fare come l’Arma dei Carabinieri che ne hanno una grande e funzionale.
Anche per i nostri operatori turistici ci sarebbe un grande vantaggio, infatti non avrebbero più due riferimenti ma solo l’Unione Costiera per la gestione del piano acustico, per il regolamento dei pubblici esercizi ecc.
Sono convinto che chi propone forme di associazioni comunali di vallata sia in buona fede ma queste forme devono essere modellate su misura dei cittadini come un abito e non imposte come una camicia di forza da chi si diverte a giocare a risiko con la cartina geografica; per Marotta, a mio avviso, una alleanza strategica con Fano,che grazie al testo unico delle leggie sull’ordinamento locale d.lgs n.267/2000 può aderire alle associazioni tra municipi, rappresenta un’occasione e un volano da non perdere".


ENRICO VERGONI
Consigliere comunale Mondolfo-Marotta

Mondavio, Stortoni plaude alla scelta di uscire dall'Unione Valcesano


"Finalmente si chiude una fase e se ne apre una nuova che il PDL condivide. Mondavio esce dall'unione valcesano e questo ci trova pienamente concordi. Il PDL è concorde con questa scelta e a riprova di questo mi sento di ricordare che sin dal 2003 criticammo la scelta di aderire all'unione con Mondolfo e San Costanzo. Per anni abbiamo insistito sulla inopportunità di associarci a Comuni con un territorio non omogeneo al Nostro e molto diversi da Mondavio.
Per anni abbiamo anche fatto i "conti in tasca" al Nostro Comune che, carte alla mano, ha perso in contributi pubblici decine di migliaia di euro (se avesse aderito ad esempio all'unione roveresca questo non sarebbe accaduto) e non è riuscito, come sottolineato dal PD e dal Sindaco, a mettere in unione alcuni servizi importanti.
Certo gli uffici Comunali di Mondavio svolgono un lavoro ottimo con professionalità e senza un reale sperpero di denaro, ma dall'unione con Comuni affini al Nostro, troveremo tutti quanti vantaggi. Vantaggi economici e professionali, anche in considerazione del fatto che negli ultimi anni il personale è diminuito ma la mole di lavoro è aumentata.
Le possibilità ora sono due, o creare una nuova unione con i Comuni di Monte Porzio - San Lorenzo e Fratte Rosa o riaprire il capitolo unione roveresca. Posizioni da valutare attentamente.
In definitiva è la posizione che per anni è stata ribadita dal centro destra e dal gruppo consigliare "Mondavio Unita", oggi condivisa dal centro sinistra. Una convergenza che apre scenari positivi per il Nostro Comune. Anche se tra gli elogi qualcuno se lo vuole dimenticare".


Il Popolo della Libertà
Coordinatore Comunale
Moris Stortoni

domenica 28 giugno 2009

Un Comune unico tra Mondavio, San Lorenzo in Campo e Fratte Rosa






Quale futuro per la media vallata del Cesano? Mentre Mondavio esce dall'Unione Valcesano e Monte Porzio è pronto a seguirlo, c’è chi propone la formazione di un Comune unico tra San Lorenzo in Campo, Mondavio e Fratte Rosa.
L’idea è nata da un gruppo di persone, tra cui diversi ex amministratori dei tre paesi. Claudio Befera, Lamberto Barbadoro, Paolo Rosini e Stefano Tenti dopo alcuni incontri escono allo scoperto
.

“Il sistema amministrativo territoriale risale alla fine dell’ottocento. Esso non è più soddisfacente per le moderne esigenze. Il riordino territoriale è sempre più necessario, ne è dimostrazione la moltitudine di organismi paralleli e sovrapposti a Comuni e Provincia la cui costituzione è spesso giustificata dalla impossibilità tecnica-economica che hanno anche molti dei 67 Comuni della nostra Provincia di erogare ai cittadini direttamente servizi di qualità a costi adeguati. Esiste anche un’altra possibilità fortemente incentivata dalle vigenti norme ordinarie e prevista dalla Costituzione italiana alternativa alle forme di cooperazione sinora attuate dalle amministrazioni: la creazione di un Comune unico tra più contermini, attraverso la “fusione”. Noi sostenitori proponiamo di aprire il dibattito e il confronto sull’opportunità di costituire questo nuovo Comune, che con circa 8.400 abitanti, diventerebbe l’ottavo della Provincia”.
Qual è l’obiettivo?
“La fusione è sostenuta finanziariamente da Stato e regioni principalmente per razionalizzare l’uso delle magre risorse finanziarie disponibili. Un Comune più grande otterrebbe maggiori finanziamenti e contributi statali da utilizzare per fornire servizi migliori alla comunità, evitandone la dispersione. La proposta pur avendo finalità di carattere economico, volte a generare risparmi e riduzione degli sprechi, genera indiscussi vantaggi sociali e politici. Avrebbe più potere rappresentativo, essendo composto da un numero maggiore di persone che andrebbero a formare un gruppo politico più forte con più possibilità di vedere approvate le proprie richieste. Sarebbe più efficiente nel garantire ai suoi abitanti attività culturali e strutture educative, sportive e ricreative. Si otterrebbero vantaggi nello svolgimento di attività di programmazione, dato che si potrebbe destinare le singole porzioni di territorio agli usi più compatibili alla natura del territorio stesso: si avrebbero così zone produttive concentrate, con vocazione turistica salvaguardate da elementi di disturbo, agricole non contaminate da fattori inquinanti esterni come industrie nocive e discariche. Il dibattito sull’opportunità di fondere i Comuni, potrà dar vita a interessanti discussioni e a buone idee per il futuro della nostra comunità. Invitiamo intanto i nostri concittadini a esprimere il loro parere all’indirizzo e-mail comunico.valcesano@virgilio.it”.

E’ certo che le prossime settimane, dopo lo scossone provocato dal Comune di Mondavio che ha fatto le valigie dall’Unione Valcesano, saranno dense di incontri tra i nuovi amministratori dei Comuni della media vallata. Per i sindaci di Mondavio, Fratte Rosa, San Lorenzo in Campo e Monte Porzio, ma con ogni probabilità anche Pergola, c’è da decidere quale strada intraprendere per gestire in maniera associata importanti servizi così da diminuire i costi. Le ipotesi principalmente sono due: entrare nell’Unione Roveresca o creare un Ente nuovo di zecca. Ma sicuramente sarà vagliato anche l’innovativo progetto di fusione.

Unione Valcesano, Margherita Mencoboni: "Un carrozzone, con un pò di ritardo l'hanno capito anche i sindaci di Mondavio e Monte Porzio"


Margherita Mencoboni consigliere uscente dell'Unione Valcesano interviene dopo le dichiarazioni del sindaco di Mondavio di uscire dalla stessa Unione dei Comuni.

"Apprendo con piacere quanto dichiarato dal Sindaco di Mondavio che il Comune di Mondavio uscirà dall’Unione Valcesano, elencando alla stampa una serie di motivazioni che coincidono con alcuni concetti espressi da me come Consigliere dell’Unione nel corso di questi ultimi 5 anni .
In questi 5 anni come Consigliere dell’Unione ValCesano ho più volte affermato che l’unione Valcesano era un carrozzone che è servito a qualche amministratore per avere qualche indennità in più e che in realtà anche i cittadini di San Costanzo i benefici in termini di servizi non li hanno avuti anzi non si sono proprio accorti che alcuni servizi sono passati all’Unione Val Cesano. Faccio un esempio prima dell’entrata nell’Unione il Comune di San Costanzo aveva 4 posti nell’asilo nido, dopo aver aderito all’Unione i posti sono rimasti 4.
Tra l’altro in più di una occasione ho rimarcato che l’Unione Valcesano nata nel 2000 aveva come obbiettivo di unificare il servizio della polizia municipale, dell’Ufficio tecnico ecc.. Invece questi servizi non sono mai stati trasferiti, l’Unione dei Comuni non ha conseguito gli obiettivi di abbattere i costi e potenziare i servizi, questo giudizio che è stato suffragato anche dal documento della Corte dei Conti delle Marche.
Nella relazione i servizi erogati dall’Unione del 2006 con la somma dei costi di analoghi servizi prestati n 2002 dai singoli comuni c’è stato un incremento pari al 28% che al netto dell’inflazione è del 16,38%.
Fra le 4 unioni presenti in tutta la Regione solo quella di Castelcolonna Monterado + 70,5 e quella della Media Vallesina +25,02 hanno fatto peggio. Tutte le altre sono state piu’ virtuose di noi. Nelle 14 unioni delle Marche oltre il 50% delle risorse spese per i servizi gestione del territorio e dell’ambiente e la polizia municipale, l’unione Valcesano non gestisce nessuno di questi due servizi!
Inoltre i cittadini non hanno rilevato alcun miglioramento nello standard qualitativo dei servizi poteva e si doveva fare molto di più, soprattutto nella gestione di alcuni servizi fondamentali che l’Unione Valcesano ha del tutto ignorato, come la raccolta rifiuti, la polizia municipale, il turismo.
Si può solo concludere che l’Unione Val Cesano è stato un fallimento e il principale artefice del suo fallimento è stato il suo Presidente uscente Giuliano Lucarini che tra l’altro non so se ci ha mai creduto fino in fondo. Basti pensare che il Comune di San Costanzo è l’unico Comune dell’Unione che non fa gestire la Palestra all’Unione ma all’ASPES, questo ne è un esempio! Questa Unione si è tradotta esclusivamente in un’operazione politica di spartizione delle poltrone. Voglio solo ricordare un dato nel 2006 a fronte di 98.000 euro di contributi ottenuti ne sono stati spesi ben 54.000 per le indennità di funzione degli amministratori.
Plaudo i Comuni di Mondavio e Monteporzio che anche se con un pò di ritardo hanno finalmente deciso di fare questa scelta!"

sabato 27 giugno 2009

Unione Valcesano, Carlo Diotallevi: "Un fallimento annunciato"


"Quello che noi dell’opposizione dicevamo da anni e che alcuni mesi fa è stato confermato anche dall’indagine della Corte dei Conti marchigiana oggi viene recepito anche dai Comuni di Mondavio e Monteporzio (comunque comuni amministrati dalla sinistra e quindi non certo vicini a noi politicamente)che escono polemicamente dall’Unione Valcesano perché è diventata un carrozzone che ha prodotto solo aumenti dei costi senza incrementare i servizi per i cittadini.
Il tragico epilogo annunciato dai sindaci di Mondavio e Monteporzio segna il fallimento di un Unione dei comuni nata con grandi propositi ideali e progetti di incremento dell’ efficienza e della cooperazione che poi però si è trasformata in un ente partitico capace di aumentare solo le poltrone e le spese.
Non possiamo però gioire per questo fallimento perché inizialmente avevamo creduto a questo progetto che potenzialmente poteva e doveva dare alla nostra vallata un ruolo più importante sia politicamente che dal punto di vista turistico ed economico. Purtroppo gli interessi partitici di chi ha amministrato l’Unione in questi anni hanno affossato questo grande disegno. Va anche detto però che i Sindaci di Mondavio e Monteporzio non possono comunque imputare solo ad altri le colpe di questo disastro politico ed economico perché sono tutti, Lucarini in primis, responsabili in quanto più volte noi dell’opposizione abbiamo chiesto che venissero associati più servizi per rendere effettiva questa Unione ma nessuno(nemmeno i sindaci di Mondavio e Monteporzio), ha sostenuto le nostre proposte. Tutto ciò, come dicevo, è stato certificato dalla Corte dei Conti la cui ultima relazione evidenzia che la nostra Unione è tra le peggiori. La gestione dei servizi dai singoli Comuni a quella consorziata, invece di creare un risparmio ha incrementato i costi del 16% senza alcun miglioramento in quantità e qualità. L’aumento nel settore amministrazione e controllo è addirittura del 76%, viabilità e trasporti del 41%. Comparando i costi dei servizi del bilancio dell’Unione per l’anno 2006 con i relativi importi di spesa dei singoli Comuni pre – Unione per l’anno 2002, si nota un aumento del 28%. Tutti i servizi risultano accresciuti in termini di costo senza che vi sia stato un aumento della qualità degli stessi.
E’ l’unica Unione e che non gestisce i due servizi più importanti: raccolta rifiuti e polizia municipale. L’unico scopo in questi anni è stato quello di prendere più trasferimenti per poi utilizzarli male.
Andava gestito in unione anche il settore dell’urbanistica e mancano delle funzioni di controllo interne perché si creino dei risparmi. Quest’Unione, l’unica con un Comune che si affaccia sul mare, non ha nemmeno un unico ufficio turistico .
Questi dati non potevano che portare al fallimento dell’Unione Valcesano ed ora si rende necessaria una profonda analisi politica sul futuro di questa Unione che di fatto già non c’è più.
Gli amministratori che hanno causato questo disastro dovranno risponderne al Consiglio dell’Unione ai relativi Consigli Comunali ed ai cittadini".

Carlo Diotallevi
Capogruppo della Lista Civica “Per Cambiare” di Mondolfo

venerdì 26 giugno 2009

Come giudichi la decisione di Mondavio e Monte Porzio di uscire dall'Unione Valcesano? E cosa pensi in generale dell'Ente?


Come giudichi la decisione di Mondavio e Monte Porzio di uscire dall'Unione Valcesano? E cosa pensi in generale dell'Ente?

- Era ora
- Un errore
- L'Unione non serve
- Giusta, ora devono unirsi con S.Lorenzo e Fratte Rosa
- Mondavio deve entrare nell'Unione Roveresca
- L'Unione è utile
- Devono uscire anche San Costanzo e Mondolfo




I sondaggi de L'Occhio della ValCesano non hanno valore statistico ma si tratta di rilevazioni aperte con lo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione

Mondavio esce dall'Unione Valcesano, Monte Porzio pronto a seguirlo


Una scelta difficile e molto coraggiosa, una decisione che apre nuovi scenari per i Comuni della vallata del Cesano. Dopo una lunga riflessione, Mondavio uscirà dall’Unione Valcesano. Lo farà questo pomeriggio durante il consiglio comunale nel quale il sindaco Federico Talè porterà una delibera con la quale il centro roveresco “romperà” con l’Unione dei Comuni nella quale era entrato il 18 novembre del 2003 e dove dal 2002 erano già presenti Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio.
“Nell’ultima riunione di maggioranza – esordisce il primo cittadino mondaviese – abbiamo preso questa decisione all’unanimità. Mondavio nell’Unione Valcesano è periferico. In 4-5 anni non siamo purtroppo riusciti a mettere insieme i servizi importanti, fatta eccezione per il trasporto scolastico. Ci sono troppe differenze soprattutto con due Comuni, mi riferisco a San Costanzo e Mondolfo. Quest’ultimo è una realtà di circa 12.000 abitanti ed oggettivamente ha esigenze e problematiche molto differenti dalle nostre seppur con il sindaco Cavallo, che stimo molto, c’è sempre stato un ottimo rapporto. San Costanzo, invece, anche da un punto di vista territoriale è molto lontano e diverso da Mondavio e dai Comuni della media vallata del Cesano”.
E ora che prospettive si aprono per Mondavio?
“Ci sono due strade, l’importante è associare i servizi con Comuni territorialmente omogenei e che hanno le stesse esigenze così che si possa arrivare a dei veri risparmi. Noi già con Monte Porzio abbiamo in comune il segretario, la polizia municipale e parte dell’ufficio tecnico, ma in una nuova Unione vedrei bene anche San Lorenzo in Campo e Fratte Rosa. Valuteremo comunque anche la possibilità di entrare nell’Unione Roveresca”.
La minoranza consiliare appoggerà in pieno la decisione del primo cittadino.
“Elogiamo ed appoggeremo il sindaco – sottolinea il capogruppo Attilio Rotatori – in questa scelta così importante che ha preso in autonomia anche dai vertici del suo partito. I servizi vanno associati realmente, Mondavio deve guardarsi intorno perché non è possibile sostenere ancora i costi di un ufficio tecnico troppo numeroso e quelli di segreteria”.

Con il voto di oggi s’interrompe l’esperienza dell’Unione almeno nella composizione che ormai ha dal 2003. Un anno prima, il 15 luglio del 2002, si era formalmente costituita l’Unione Valcesano. Diversi i servizi gestiti, ma è pur vero che nel percorso non sono mancati i problemi, ad esempio, per il commissariamento prima del Comune di Mondolfo e poi di quello di Mondavio. L’ultimo presidente dell’Unione Valcesano, Giuliano Lucarini, alla vigilia delle elezioni del 6-7 giugno aveva più volte auspicato un Ente ancora più allargato, da Marotta fino a Pergola.
Lo scenario che si apre ora è, invece, completamente diverso anche perché alla decisione di Mondavio seguirà a breve quella di Monte Porzio, come conferma il sindaco Attilio Patrignani.
“Sarà consequenziale la nostra scelta, porterò la delibera nel prossimo consiglio comunale. Poi apriremo nel frattempo che la decisione verrà ratificata, il 1° gennaio 2010, una consultazione per capire cosa recepisce la cittadinanza. Vedremo quindi come comportarci, certo un Comune piccolo come Monte Porzio se esce Mondavio non può rimanere con Mondolfo e San Costanzo. Studieremo poi la possibilità di un’altra Unione magari con Mondavio e San Lorenzo in Campo per mettere insieme intanto la raccolta differenziata porta a porta.”

mercoledì 13 maggio 2009

Unione Costiera tra Mondolfo e Fano: è l'idea del consigliere Enrico Vergoni












In questi ultimi mesi si è molto discusso in merito al futuro dell’Unione Valcesano, su un suo possibile allargamento verso Pergola per creare un ente unico per tutta la vallata. Sull’argomento interviene il consigliere di maggioranza di Mondolfo, Enrico Vergoni, partendo da un angolazione diversa: Marotta ed il suo sviluppo
.
“Negli ultimi decenni si è parlato fino alla noia della nostra città come capoluogo di vallata, centro strategico e alle tanta parole non è seguito nessun tavolo permanente, discussione e in questo ultimo periodo, con il verificarsi della drammatica crisi industriale con centinaia di lavoratori a rischio, nessun sindaco ha sentito la necessità di proporre un incontro tra le Amministrazioni comunali per organizzarsi e rispondere con una sola voce alle istanze di queste famiglie. Sono tutti impegnati a litigare per i posti in lista per le amministrative. E’ ora di prendere atto che la Valcesano esiste solo in quanto luogo geografico e non politico e per questo lancio una proposta che risponde alle esigenze della comunità”.
Quale?
“Creare un’unione tra Mondolfo e Fano. Dal momento che la nostra città è divisa tra questi due Comuni e che l’unificazione è impresa ardua, penso che ricondurre Marotta nell’alveo dello stesso ente sovracomunale potrebbe essere una risposta efficace che avrebbe anche il vantaggio dell’omogeneità culturale. Mi si dica cosa hanno in comune un abitante di Piano Marina e uno che vive sopra Pergola che si sente più attratto dalla limitrofa provincia di Ancona. Pensiamo ai nostri imprenditori che si sentono più in sintonia con i loro colleghi “oltre confine” che con chi dista 40 km verso l’entroterra. Con una Unione Costiera, specie in un momento di crisi, si possono fornire risposte serie per un territorio che, al di là dell’appartenenza a Municipi diversi, è uniforme e presenta una forte univocità economica–produttiva. Per Marotta, un’alleanza strategica con Fano, che grazie al testo unico delle legge sull’ordinamento locale può aderire alle associazioni tra municipi, rappresenta un’occasione e un volano da non perdere”.

martedì 14 aprile 2009

L’avanzamento della ricerca nelle malattie neuromuscolari: se ne parla a Marotta

“L’avanzamento della ricerca nelle malattie neuromuscolari” è il titolo dell’interessante convegno che si terrà venerdì alle 9.15 presso l’Auditorium della Croce Rossa di Marotta. L’incontro è organizzato dalla sezione Uildm di Ancona in collaborazione con la Fondazione Dante Paladini onlus e l’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona, con il patrocinio del Comune di Mondolfo, Unione Valcesano e Assemblea regionale delle Marche.

L’iniziativa sarà un’importante occasione di approfondimento scientifico relativamente alla diagnosi differenziale delle malattie neuromuscolari e di aggiornamento delle conoscenze genetiche e prospettive terapeutiche, grazie alla partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti italiani in materia. Il convegno organizzato da Bruno Pesaresi si rivolge in particolare a tutte le professioni sanitarie, pazienti e loro familiari, associazioni. I relatori saranno Corrado Angelini, capo dipartimento Neuroscienze all’Università di Padova, Alessandra Ferlini, capo dipartimento Medicina Sperimentale all’Università di Ferrara, Adriano Chiò dell’Università di Torino e Eugenio Mercuri del Policlinico Gemelli di Roma.
“Ringraziamo – spiegano gli organizzatori – l’assessore regionale Vittoriano Solazzi per la sua partecipazione e il forte contributo per la realizzazione di questo importante appuntamento su un tema che nella nostra realtà locale colpisce decine di individui soprattutto in età scolare. Ricordiamo che sarà anche possibile, in seno al convegno, aderire all’Uildm per l’anno in corso. Nei prossimi mesi sempre sotto la guida del Dott. Pesaresi creeremo altre occasioni di incontro volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e a raccogliere fondi da destinare alle famiglie colpite da questa malattia e ai centri di ricerca”.