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sabato 2 ottobre 2010

Al castello di Frontone si presentano due pubblicazioni realizzate dalle scuole di Frontone e Serra


Nella splendida cornice della sala convegni del castello, sabato alle ore 18 verranno presentati due piccole e deliziose pubblicazioni che documentano il percorso svolto da alcune classi della scuola primaria di Serra Sant'Abbondio e della secondaria di primo grado di Frontone, all'interno del progetto "Memoria e Ambiente".
Il progetto, di cui è referente l'insegnante Meri Angela Della Virginia, è promosso dall'ente Cea-Medit Silva di Frontone in collaborazione con l'Istituto comprensivo "G. Binotti" di Pergola cui le scuole appartengono.
Le pubblicazioni fanno seguito ad altri importanti prodotti realizzati nell'ambito dello stesso progetto, che vanta alcuni anni di presenza all'interno del piano dell'offerta formativa dell'istituto e promuove la ricerca storico antropologica e scientifico-ambientale dei territori dei comuni di Serra e Frontone e dell'entroterra ad essi limitrofo.
I due quadernetti, che verranno presentati dal dirigente scolastico dell'Istituto "Binotti", Angelo Verdini, e dal presidente dell'ente promotore del progetto di ricerca, Vincenzo Fatica, raccolgono e documentano il percorso di ricerca svolto nell'anno scolastico 2008-2009.
Un quadernetto si occupa della luna e della sua arcana funzione regolatrice rispetto alla vita delle piante, degli animali e delle persone nelle società rurali, la cui ricerca è stata svolta dalle classi di scuola secondaria; l'altro, frutto della ricerca delle classi di scuola primaria, tratta della gestione dei rifiuti dal passato alla contemporaneità. La struttura delle pubblicazioni ricorda i piccoli quaderni di scuola di un tempo, oggi quadernoni!
A corredo, i disegni degli alunni e le immagini significative rispetto ai temi e al percorso di ricerca.
Le copertine sono state curate dall'insegnante Marina Catena.

venerdì 7 maggio 2010

Tra Sant'Andrea di Suasa e Torre San Marco, un gesso per scrivere pensieri e poesie: Parole di Mezzeria


Domenica torna, Parole di Mezzeria, iniziativa dedicata alla valorizzazione dell’arte poetica e di tutte quelle forme espressive finalizzate alla comunicazione e allo scambio tra le persone.
La piccola strada di campagna che collega il borgo di Sant’Andrea di Suasa e la frazione di Torre San Marco in Provincia di Pesaro e Urbino verrà chiusa al traffico dall’alba al tramonto per permettere ai partecipanti di condividere l’importanza delle parole, il valore evocativo che per ciascuno di noi hanno, tra memorie, luoghi e immagini di istanti di vissuti.
All’inizio del percorso interessato dall’evento verrà offerto ai partecipanti un gesso per scrivere i propri pensieri e le proprie poesie direttamente sulla strada, potendo in questo modo non solo prendere parte attivamente all’iniziativa, ma trasformando questa piccola striscia di asfalto confinato nel verde della nostra regione, in un grande foglio a cielo aperto.
Inoltre sarà data a tutti la possibilità di leggere le proprie opere e riflessioni sulla poesia e sulla parola.


PAROLE DI MEZZERIA
lungo la strada che collega i borghi di
SANT’ANDREA DI SUASA
TORRE SAN MARCO

Dalle ore 10:00

Scrittura delle poesie lungo la carreggiata della strada

Spazio espositivo di presentazione delle Associazioni culturali presenti

Ore 10:30

Passeggiata ludo-poetica per le vie di Roncaglia

Laboratorio didattico per bambini Fate strada alle Parole! a cura di Duemilamusei

Dalle ore 12:30 alle ore 14:30

Degustazione di prodotti tipici a cura dell’Associazione Pro Suasa

Legg’io! Spazio autogestito aperto a tutti i partecipanti

Dalle 14:30

Il Juke Box poetico di Rosetta Martellini

Dalle ore 15:00 alle ore 17:00

Reading e Perfomance a cura delle Associazioni culturali presenti.

Ore 16:00

Laboratorio didattico per bambini Fate strada alle Parole! a cura di Duemilamusei

Ore 17:00

Salottino poetico “lungo la mezzeria” con i poeti Feliciano Paoli, Franca Mancinelli e Genni Ceresani (Libreria Zazie)

Ore 18:00

Poesia cooperativa a cura di Angelo Verdini

Ore 20:00

La musica di questa collina: concerto per collina solista, suoni elettronici e naturali di Nicola Casetta e Lorenzo Binotti.



Associazione Ignoranti di Spessore

lunedì 19 ottobre 2009

Nell'affascinante Eremo di Fonte Avellana protagonista la poesia


Nei giorni scorsi, si è svolta nella splendida “Sala Bellenghi” dell’Eremo di Fonte Avellana, la cerimonia di premiazione di due concorsi di poesia promossi dall’Ufficio Scolastico Regionale nell’ambito del Progetto Ministeriale “Amico Libro” che si occupa della promozione della lettura e della scrittura. Il concorso per le scuole Primarie e Secondarie di primo grado dal titolo “Piccoli poeti crescono” era riservato alle scuole del ciclo primario dell’entroterra della Regione, l’altro “Poeticamente abita l’uomo”, a tutti gli istituti superiori della Regione. Ciascun concorso era articolato in cinque tematiche: autoritratti, vicinanze affettive, il paesaggio dentro ai miei occhi, il mondo che non capisco, cosa ricorderò della mia infanzia-adolescenza.
Per l’occasione è stata anche presentata l’elegante e bella antologia che raccoglie tutte le poesie premiate e segnalate. Sono intervenuti il vicedirettore regionale Fulvio Izzo, l’esperto di poesia Arturo Verna, la responsabile del progetto e curatrice della pubblicazione-raccolta, Paola Martinelli e Angelo Verdini nella doppia veste di Dirigente Scolastico del territorio e di rappresentante del gruppo di ricerca “I Poeti dell’Eremo”. Il gruppo operante a Serra Sant’Abbondio, ha collaborato con l’USR nella ideazione e nella realizzazione di questo importante progetto culturale. Notevole l’affermazione degli studenti del nostro territorio, che ha visto un vincitore di tematica e ben dieci segnalazioni di merito.
All’evento hanno partecipato circa duecento persone provenienti da tutto il territorio regionale comprendente studenti, insegnanti e genitori che per un pomeriggio hanno potuto immergersi nella calda e suggestiva ospitalità dell’Eremo e del paesaggio in cui lo stesso è incastonato.

mercoledì 30 settembre 2009

“Caro Ranco”: premiato nell’ambito del Premio Nazionale di Cultura “Frontino Montefeltro” il libro realizzato dall’Istituto “Binotti” di Pergola


Ha ottenuto un riconoscimento speciale, assegnato dal Comune di Frontino nell’ambito della diciottesima edizione del Premio Nazionale di Cultura “Frontino Montefeltro”, il libro “Caro Ranco” (Edizioni Medit Silva, Frontone, 2009), realizzato dall’Istituto Comprensivo “Galliano Binotti” di Pergola. Il volume, curato dal dirigente Angelo Verdini e dall’insegnante Meri Angela Della Virginia, raccoglie i materiali di cinque anni di ricerca del progetto “Memoria e Ambiente”, realizzato dalla scuola primaria di Serra Sant’Abbondio e dalla scuola secondaria di primo grado di Frontone con la collaborazione del Centro di Educazione Ambientale Medit Silva. Dalla lettura del testo emerge la consapevolezza di un modello integrato di educazione ambientale, in cui l’oggetto del progetto deve essere un luogo del cuore, che si connota come “caro”. Di esso vanno catalogate e indagate tutte le evidenze cognitive e tutte le interpretazioni emotive, senza paura di sconfinamenti disciplinari o di infedeltà curricolari. In questa prospettiva, il titolo “Caro Ranco” fa riferimento a una fedeltà alla memoria della comunità di Frontone: se infatti il “caro” indica tenerezza, dedizione, appartenenza, il “ranco” è il nome di ciascuno di quei pezzi di terra di monte che veniva e viene assegnato in custodia ai capifamiglia del posto, che si assumono la responsabilità di curarlo, mantenerlo e migliorarlo, per poterlo poi riconsegnare ad altre mani, altrettanto intelligenti. Così il luogo del cuore diventa sede di incontro, alleanza educativa con gli altri soggetti che interagiscono con la scuola e che concorrono all’affermazione di una cittadinanza vera, stabile e duratura. In questo modo il paesaggio rappresenta lo sfondo integratore e il valore aggiunto della somma di questi luoghi.

“’Caro Ranco’ – si legge nella motivazione del premio – è un libro sorprendente e originale. E’ un bel libro, da guardare e leggere, ricco di illustrazioni, con una grafica accattivante, a partire dalla copertina e dalla quarta di copertina. E’ un libro realizzato con diligenza e passione da una scuola attenta e sensibile, che ha saputo legare in modo mirabile il suo scopo istituzionale e la cultura più profonda del territorio di appartenenza. Elevata risulta essere la qualità della ricerca antropologica intorno ad una importante eredità dal passato di una comunità, quella delle comunanze agrarie nelle terre montane di Frontone e Serra Sant’Abbondio, che insegnanti e alunni hanno saputo esplorare con dedizione e rispetto”.

lunedì 31 agosto 2009

Ad Arcevia "Lezioni di storia"


Giovedì 27 agosto si è tenuto ad Arcevia, presso il teatro Misa, il secondo incontro del ciclo “Lezioni di storia”. Il tema della serata era “le stragi naziste” – i massacri commessi da Wermacht e SS in Italia e a Monte Sant’Angelo.
L’incontro che si è protratto per oltre 3 ore, davanti ad una platea gremita e piena di giovani, ha visto gli interventi di Angelo Verdini rappresentante dell’ANPI di Arcevia e presidente della Società di Studi Storici Cesanensi e di Lutz Klinkhammer dell’Istituto Germanico di Roma ed esperto di storia dell’occupazione nazista in Italia
.

Dopo l’intervento iniziale di Verdini che ha spiegato il contesto storico e sociale in cui maturò l’eccidio di Monte Sant’Angelo e di Montefortino, 63 uccisi (tra partigiani e civili) nel maggio del 1944 ad opera di truppe tedesche (con probabile partecipazione di elementi italiani) e della successiva fucilazione da parte dei partigiani (luglio 1944) di 13 persone, ritenute spie o comunque fiancheggiatori dei fascisti in località Madonna delle cave, è stata la volta del professor Klinkhammer che ha parlato delle altre stragi compiute da esercito tedesco e SS in Italia, quelle di Sant’Anna di Stazzema, 560 morti, Monte Sole (Marzabotto, Monzuno e Grizzana Moranti), 778 morti di cui 213 bambini sotto i 12 anni e altre.

Dall’incontro è emerso come non solo i reparti più politicizzati e indottrinati come le SS, ma anche l’esercito regolare (Wermacht) presero parte ad azioni di guerra antipartigiane che si risolsero molto spesso con massacri di popolazioni civili. Il professore ha anche spiegato come questa realtà abbia colpito e sconvolto la stessa opinione pubblica tedesca, che riteneva l’esercito immune da tali atrocità.

Si è anche accennato ai crimini in stile SS che l’esercito fascista italiano, che occupava l’allora Jugoslavia e la Grecia, commise contro le popolazioni civili, sempre in seguito alla lotta antipartigiana, contribuendo a sfatare il mito degli “italiani brava gente”.

E’ inoltre emerso di come, in seguito al nuovo ordine mondiale che si venne a costituire al termine della guerra, e in nome dei buoni rapporti che si andavano ricostituendo tra le nazioni in Europa, l’Italia non richiese l’estradizione dei criminali nazisti responsabili delle stragi di civili in Italia, così come negò la consegna dei propri criminali alla Jugoslavia e alla Grecia che ne chiedevano l’estradizione.

Al termine dell’intervento dei relatori si è acceso un dibattito abbastanza acceso tra i presenti a testimonianza che gli eventi di cui si è parlato, soprattutto il massacro di Monte Sant’Angelo, Montefortino e Madonna delle cave, sono argomenti ancora vivi nella memoria e nelle coscienze della comunità arceviese anche a 65 anni di distanza dal loro avvenimento.

In definitiva una serata che ha visto protagonista la Memoria e il ricordo di fatti legati ad una delle pagine più buie, ma al contempo più eroiche della nostra storia recente, che attraverso la Resistenza e la Lotta di Liberazione, ha portato alla nascita dell’Italia Repubblicana.


Cristiano Ceccucci
ANPI Valcesano