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giovedì 22 gennaio 2009

Marotta: sull'hotel Holiday parte battaglia legale


L'opposizione non si arrende al cubo di cemento

"In queste settimane in merito alla vicenda della ristrutturazione dell’Hotel Holiday di Marotta - spiega il capogruppo di minoranza, Carlo Diotallevi - avevamo preferito tacere sulla stampa al fine di portare avanti un serio e propositivo lavoro in commissione assetto e uso del territorio, con lo scopo di riuscire a trovare una sintesi con la maggioranza che portasse ad una revisione del progetto nel senso di un contenimento dei volumi e di incremento delle distanze dai confini, in modo tale da avere un nuovo hotel con un impatto accettabile che non andasse a deturpare il lungomare di Marotta.

Ed invece la maggioranza al di la di alcune piccole modifiche non ha avuto il coraggio di modificare il progetto per renderlo armonioso al contesto del lungomare e cosi al posto dell’attuale fatiscente rudere sorgerà un enorme cubo di cemento che si aggiungerà al lungo elenco di orrori di Marotta: le Vele, l’Hotel Europa, il Cinzia. Anche noi volevamo fortemente recuperare la struttura ma non per creare un obbrobrio.


La nuova costruzione infatti avrà un volume notevole, circa 15000 mc contro gli attuali 6000 quindi due volte e mezza più grande dell’attuale ed occuperà tutto il lotto fino ai marciapiedi per un altezza di ben 16 metri. Abbiamo presentato diverse osservazioni per cercare di modificare il progetto ma la maggioranza le ha rigettate in blocco. Non sono bastate le perplessità trasversali emerse in commissione ed un lungo dibattito in aula per evitare questo scempio. La maggioranza poi è andata letteralmente in frantumi in quanto diversi consiglieri tra i quali Bertoldi, Morbidelli, Venturi e lo stesso Presidente Vergoni erano molto critici rispetto al progetto e anche il Sindaco e l’assessore Vergari avevano aperto la loro relazione affermando che il progetto non gli piaceva ma che si doveva approvarlo per permettere comunque il recupero della struttura. Assurdo ! Noi abbiamo rivendicato la sovranità ed autonomia del Consiglio Comunale che di fronte ad un progetto non condiviso che danneggia il territorio aveva il dovere di modificarlo sostanzialmente o di respingerlo ma la maggioranza timorosa e senza coraggio lo ha approvato! Veramente stucchevole poi è stata la commedia al momento del voto in quanto Venturi e Bertoldi si sono volutamente e politicamente dileguati mentre Vergoni e Morbidelli hanno smentito se stessi e si sono conformati al volere del Sindaco e di Vergari.


L'unico risultato ottenuto (presentato da tutta la commissione e votato all'unanimità) è stato quello di incrementare il numero di stanze riservate alla residenza turistica ed alberghiera da 20 a 21 in modo da evitare che queste in futuro possano essere trasfornmate in veri e propri appartamenti anche se occorrerà vigilare affinche i miniappartamenti RTA vengano utilizzati correttamente a rotazione. Per quanto riguarda il progetto appena approvato stiamo ora valutando l'ipotesi di ricorrere presso le opportune sedi giudiziarie per tutelare i diritti dei cittadini e del territorio. Insomma Vergoni e la maggioranza non hanno proprio nulla da vantarsi per il recupero dell’Holiday, semmai dovrebbero solo scusarsi con i cittadini".

domenica 18 gennaio 2009

Marotta: Vergoni, Holiday "Investimento per il turismo"


Ha seguito negli ultimi mesi costantemente la delicata questione dell’intervento edilizio proposto dalla società Holiday e per Enrico Vergoni, presidente della commissione urbanistica di Mondolfo, l’approvazione del progetto avvenuta mercoledì in consiglio comunale è stata una grande soddisfazione.

“Il turismo è senz’altro uno dei settori più importanti per Marotta. Noi amministratori dobbiamo salvaguardare la vocazione turistica della cittadina impegnandoci affinchè si ritorni a livelli di presenze accettabili e soprattutto facendo in modo che ci siano strutture ricettive in grado di accogliere”. Veniamo all’Holiday. “Dobbiamo essere lieti che imprenditori locali investano nella nostra città immettendo capitali in grado di generare quel volano irrinunciabile in questo momento di crisi. Un’operazione da quasi 6 milioni di euro può essere da stimolo all’economia locale aiutando le aziende che saranno coinvolte nella costruzione del plesso turistico residenziale. Ciò garantirà quindi una certa continuità di lavoro e successivamente, terminata l’opera, si creeranno opportunità specie per molti giovani. Come amministratori dobbiamo però svolgere anche la nostra funzione: vigilare in maniera attenta e scrupolosa e scongiurare qualsiasi violenza al territorio, coniugando lo sviluppo della nostra città con la sua salvaguardia. Quando vidi per la prima volta il progetto avvertii subito il rischio di una speculazione edilizia”. Cioè? “Avevo il timore che in un futuro non molto lontano i proprietari potessero chiedere la trasformazione delle camere dell’albergo in Rta (residenza turistica alberghiera), ossia in mini-appartamentini creando così un altro residence di circa 44 unità che avrebbe trasformato Marotta da città dormitorio in ghost town modello far west! Per questo motivo nella seduta della commissione del 9 gennaio ho presentato un emendamento, approvato poi in consiglio in maniera unanime, che obbliga i proprietari a modificare la struttura alberghiera affinchè le camere non siano inferiori a 21 unità. Questo eviterà ogni possibilità di discussione e contenzioso se in futuro si presenteranno richieste di modifica della destinazione d’uso. La legge regionale vieta la trasformazione in Rta per alberghi con più di 21 camere. Sono convinto che l’amministrazione abbia fatto un buon lavoro, riuscendo ad aggiustare e adattare le decisioni dei tecnici che negli ultimi anni hanno lavorato sul progetto. Siamo soddisfatti dell’operato del sindaco Cavallo che in questi mesi si è prodigato molto per Marotta, dall’inaugurazione di piazza Kennedy ai passi avanti sull’unità territoriale, alla delicata questione Holiday passando per la vertenza non ancora conclusa sul Casello ferroviario. Ora abbiamo davanti una sfida ancora più importante quella di dare una scuola a Piano Marina: il ritardo accumulato non è accettabile e il malcontento che inizia a serpeggiare è giustificato”.