Ricerca personalizzata
Visualizzazione post con etichetta Domenico Papi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Domenico Papi. Mostra tutti i post

martedì 6 luglio 2010

In consiglio provinciale, bocciata la mozione anti-burqa



PESARO – Bocciatura in consiglio provinciale per la mozione anti-burqa presentata dal capogruppo della Lega Giorgio Cancellieri, che ha raccolto solo i voti a favore di Pdl e Udc (con i sì anche di Giuseppe Magnanelli e Katia Perugini del Pd, che però hanno poi dichiarato di avere utilizzato in modo errato il sistema automatizzato di voto).

Astenuto Gaetano Vergari (Psi). Il documento sollecitava una legge al Parlamento per vietare «l’uso di veli o vestiti che rendano impossibile il riconoscimento della persona», prevedendo «il fermo immediato» nel caso di rifiuto a farsi identificare.

«Si pongono due questioni, una di ordine pubblico e l’altra a livello di libertà personale», ha detto Cancellieri, ma per Silvia Terenzi (Pd), «il problema è culturale e va affrontato senza strumentalizzazioni verso le donne. Il fine è la convivenza multiculturale e multireligiosa: il luogo ideale per fare integrazione è la scuola».

Concetti condivisi anche da Daniele Tagliolini (Pd): «Solo casi sporadici nel territorio. Il ministero dell’Interno ha già dato parere negativo sull’ordinanza di Cancellieri: abbiamo già le leggi e gli strumenti per attuare le verifiche. E finchè non intervengono nuove norme ci basiamo su questi…».

Interrogativi sulla consistenza provinciale del fenomeno sono stati sollevati da Massimo Papolini: «A Pesaro non risultano casi – ha spiegato il capogruppo Idv – . La proposta di Cancellieri si basa solo sulla sicurezza, ma bisogna investire anche su scuola e cultura».

Appoggio a Cancellieri dal capogruppo Pdl Antonio Baldelli: «E’ una questione di democrazia, libertà e ordine pubblico», mentre Domenico Papi (Pd) ha tracciato la sintesi della maggioranza: «Ci sono norme sufficienti per affrontare il problema: per la nostra realtà territoriale, l’ordine del giorno non può essere condiviso». E così il documento non è stato approvato dall’assemblea.

In apertura di seduta il Pdl è tornato, con le posizioni già note, sulla vicenda concorsi.
Interpellata, l’assessore al personale Daniela Ciaroni ha risposto: «E’ ora che i consiglieri della minoranza smettano di insistere su questo tema: le caratteristiche tecniche dei concorsi e delle assunzioni sono previste dalle leggi e dai regolamenti e portate avanti dagli uffici competenti. All’amministrazione spetta programmare l’attività amministrativa e garantire che ci siano i presupposti perché questa proceda. Ed è quello che ha fatto e sta facendo…».

lunedì 28 giugno 2010

Manovra, il consiglio provinciale chiede modifiche. Riccardo Pascucci ha ufficializzato la fuoriuscita dall’Idv, siederà nel Gruppo misto




PESARO – «Si sta avvicinando il dibattito in Senato e gli emendamenti devono essere presentati entro il 5 luglio. Dobbiamo discutere oggi per modificare la manovra, altrimenti è tardi…»
In consiglio provinciale Renzo Savelli (Rc) ha chiesto di votare l’urgenza per anticipare il suo ordine del giorno: l’opposizione si è rifiutata, uscendo dall’aula.
Per il capogruppo del Pdl Antonio Baldelli, «vengono stravolti i lavori: ci sono ordini del giorno che aspettano di essere discussi da ottobre. La conduzione della maggioranza è arrogante: tutti i consiglieri hanno gli stessi diritti…». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giorgio Cancellieri (Lega).
Ma, dall’altra parte, il capogruppo del Pd Domenico Papi ha osservato: «Andava discusso, c’erano le condizioni perché l’ordine del giorno riguarda tutti».
Matteo Ricci: «E’ un’uscita incomprensibile, la protesta è bipartisan in tutta Italia ma da noi l’opposizione è spaccata sul tema, perché alcune amministrazioni di centrodestra hanno aderito al documento per la modifica del decreto predisposto in conferenza delle autonomie. Noi rappresentiamo gli interessi di tutti i cittadini, non dei partiti. Dobbiamo continuare a spiegare l’impatto della manovra, e batterci per la sua modifica: altrimenti le conseguenze saranno drammatiche. Evidentemente, nell’opposizione, non tutti hanno la spina dorsale e il coraggio di Formigoni o della Polverini, che hanno fatto un’analisi reale della situazione…».
I numeri sono quelli già evidenziati: 140 milioni di euro in meno da qui al 2012 per Provincia e Comuni. Il numero legale è stato comunque garantito dalla maggioranza e alla fine è passato il documento di Savelli: «Abbiamo fatto le nostre proposte: è una contromanovra che non ricade su cittadini e enti locali ma sui ricchi – ha spiegato il consigliere di Rc-. Vogliamo inviarla al Governo…». Nell’ordine del giorno, tra l’altro, si chiede di considerare «la riduzione del numero dei ministeri; la lotta all’evasione fiscale; la riduzione del prelievo fiscale su stipendi da lavoro e basse pensioni; una tassa del 5% sui patrimoni superiori al milione di euro».
In apertura di seduta Ricci, interpellato da Daniele Sanchioni (Pd), ha puntualizzato sulla situazione relativa all’ex zuccherificio di Fano: «E’ necessario guardare all’area in termini strategici. Abbiamo lanciato l’idea della Cittadella del Sapere per risolvere problemi collegati tra loro. E fornire opportunità concrete per edilizia scolastica, valorizzazione del centro storico e ripresa economica». Poi ha proseguito: «La risposta è stata negativa, ma dopo le elezioni ci hanno nuovamente chiesto di collaborare. Durante il sopralluogo, la proprietà ha chiuso sulle nostre proposte. Abbiamo messo a disposizione il nostro tecnico per aprire un tavolo progettuale, che ad oggi non è stato ancora costituito. Ci hanno chiesto di partecipare come protagonisti, ma poi siamo stati tagliati fuori». Non solo: «Si è aggiunto, nel frattempo, un nuovo episodio grave: il catalogo che promuove il centro commerciale. Ed è un episodio che andrebbe chiarito al più presto. C’è anche lo slogan: “Madonna Ponte, un grande centro vicino al centro”. Se l’obiezione è che si è gia costruito, rispondo che la pubblica amministrazione non può essere messa davanti al fatto compiuto: non è un valido argomento…». Conclusione: «Vorremmo dare una mano: servono scelte che vadano a vantaggio dei i cittadini e chiediamo il tavolo progettuale, come già concordato. Altrimenti, se si proseguirà su questa strada, possiamo fare solo ciò che ricade nelle nostre competenze: verificheremo la compatibilità della eventuale variante al Ptc attuale e a quello futuro...».

Interpellanza di Giulio Tomassoli (Pdl) sull’elettrodotto Teramo-Fano: «Passerà sopra le case della gente: che effetti ci sono per la salute? E’ tecnicamente possibile interrare l’infrastruttura, evitando danni per la cittadinanza…».
Ha risposto l’assessore Massimo Galuzzi: «Terna, che è la concessionaria pubblica del Governo, sta studiando l’intervento per il raddoppio della rete esistente di alta tensione. Sulla questione, la Provincia ha competenze esclusive di coordinamento e raccordo: abbiamo già attivato i tavoli di concertazione con i Comuni interessati, Terna e l’Arpam. Si stanno acquisendo tutti gli elementi perchè i Comuni, che sono i principali interlocutori, possano valutare con grande attenzione la proposta avanzata».
Tra gli altri, è passato l’ordine del giorno, proposto da Gabriele Berardi (Pd) e firmato da tutti i capigruppo, «per il trasferimento della proprietà dell’immobile dell’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria e del fabbricato destinato a residenza sanitaria assistenziale dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna», considerato che «il mancato trasferimento «danneggia i cittadini della Valmarecchia con grave danno alla sicurezza e alla salute della popolazione».

Mentre Riccardo Pascucci ha ufficializzato la fuoriuscita dall’Idv: «Da oggi siederò nel Gruppo misto. Il divieto di cumulo di cariche, deliberato dall’esecutivo nazionale del partito, deve valere per tutti: su 5 casi analoghi nelle Marche – e per qualcuno è triplo incarico -, per 4 sono state rilasciate deroghe, per me c’è stata discriminazione. E questo è fuori luogo, per un partito che si considera paladino della giustizia e delle regole. Il mio rammarico è che non possa sedersi in questa assemblea, come naturale successore, Federico Rovinelli: un giovane capace e brillante, socio in agenzia del vicepresidente Davide Rossi. Confermo il mio pieno appoggio al centrosinistra, come da mandato elettorale, sia in Comune che in Provincia…».

martedì 22 giugno 2010

Consiglio provinciale, sì alla delega alla Famiglia


PESARO – Si esce dal consiglio con una delega in più per la giunta di via Gramsci. E’ quella alla Famiglia: l’assemblea, all’unanimità, ha approvato l’ordine del giorno presentato da Marcello Mei (Udc).
Ha spiegato Matteo Ricci: «La delega sarà attribuita all’assessore Daniela Ciaroni». E sul tema l’amministrazione insisterà in futuro, «anche in sede di definizione del piano strategico, perché – ha sottolineato il presidente della Provincia - la famiglia è uno dei pilastri della società: lo abbiamo visto anche nella crisi economica».
Ricci ha poi annunciato, per il 2011, una novità: la festa dedicata ai nuovi nati, che si affiancherà a quella della longevità. Favorevole alla nuova delega, in primis, il presidente dell’assemblea Luca Bartolucci. Che si è detto «contrario al familismo che relega le famiglie esclusivamente in ambito domestico» E ha lanciato le prime proposte: «Si può istituire una Consulta per l’ascolto, totalmente gratuita. O favorire campagne di promozione e di valorizzazione, come si è fatto per gli anziani e il lavoro».
Si è parlato anche di modifiche al regolamento dell’assemblea e delle commissioni, con l’ordine del giorno presentato da Daniele Lunghi (Lega). «Si dedica gran parte del tempo alla discussione di questioni che non rientrano nelle nostre competenze – ha sottolineato il consigliere del Carroccio -. Non bisogna esagerare: così si crea disaffezione nei cittadini. Bisogna essere pragmatici. E limitare gli interventi: il consiglio ha un costo e se ne fa spesso un uso improprio». Si è toccata quindi la vicenda delle indennità. Poi è partito il dibattito a tutto campo.
Roberto Giannotti (Pdl): «Sono favorevole al meccanismo della penalità: chi non viene al consiglio deve pagare. Ma è giusto che i consiglieri abbiano una indennità di carica dignitosa».
Giorgio Baldantoni (Pd): «Lunghi fa populismo. In consiglio si discute: è la democrazia. E sull’indennità di carica si può ragionare, sulla base dei bilanci. Ma è stata reintrodotta dal Governo, che fa i tagli agli enti locali e non ha indicato la copertura per l’operazione…».
Domenico Papi (Pd): «Giusto discutere sulle modifiche del regolamento. Ma la proposta di Lunghi si deve fermare qui: in Provincia c’è spazio per discutere anche di temi generali. Non si deve cadere nella demagogia, perché poi si sconfina nell’antipolitica».
E’ stato Bartolucci a dare chiarimenti: «La maggioranza non ha mai chiesto di contingentare i tempi per rispetto delle espressioni della minoranza. Ora la richiesta viene fatta dall’opposizione: meglio ragionarci in sede di commissione». Sull’indennità di carica, il presidente del consiglio ha aggiunto: «Aspettiamo il decreto che definisce i termini della questione, perché altrimenti gli atti sono impugnabili. Si discuterà poi sul “quantum”, ma vogliamo conciliare la dignità dei consiglieri con i bilanci, senza togliere risorse che servono per i servizi dell’Ente».

Alla fine, c’è accordo generale solo sulla necessità di rivedere il regolamento in sede di prima commissione, «per articolare in maniera più funzionale gli interventi dei consiglieri». Tolto invece, il riferimento al minutaggio e al «limite degli interventi» E così emendato, il documento di Lunghi è passato all’unanimità. Così come l’ordine del giorno di Mei che invita il Governo a «rivedere la legge già approvata sui tagli alla composizione numerica dei consigli comunali, che entrerà in vigore nel 2011». «E’ a rischio la partecipazione democratica – ha spiegato il capogruppo dell’Udc –. Va bene il contenimento dei costi della politica, ma gli sprechi sono altrove. A cominciare dal Parlamento…».
In apertura di seduta si è affrontato anche il problema dell’erosione marina della costa: «Bisogna insistere con la Regione per i finanziamenti da destinare alle scogliere: i ripascimenti non risolvono la situazione», ha osservato Massimo Rognini (Pdl).
Ma per l’assessore Tarcisio Porto, tuttavia, «i ripascimenti sono, al momento, l’unica soluzione percorribile. Perché gli interventi strutturali richiedono centinaia di milioni di euro. Ma chiederemo al ministero un progetto strategico per la circolazione sottocosta e il deposito dei sedimenti».

Interpellanza di Giannotti sulla messa in sicurezza della provinciale “Sanatorio-Candelara”, in prossimità della struttura sanitaria di Galantara: «La questione è annosa: serve una rotatoria o una canalizzazione del traffico – ha detto il consigliere della minoranza -. C’è il progetto dell’ufficio tecnico della Provincia e l’intesa con il Comune: perché non si va avanti?».
Ha risposto l’assessore Massimo Galuzzi: «L’intervento è necessario ed è stato già messo in preventivo. Abbiamo già fatto il sopralluogo con il Comune. In un primo momento si è pensato a una rotatoria. Ma poi si è rivisto il progetto, perché si reputano migliori altre soluzioni tecniche. C’è il nostro impegno per procedere in tempi rapidi, compatibilmente con le risorse disponibili…».

lunedì 24 maggio 2010

Dal consiglio passerà la Provincia del 2020


Matteo Ricci ha illustrato i «progetti per una comunità più felice»

PESARO – «Non possiamo inventarci poteri non conferiti. Se l’impedimento è di natura urbanistica, la competenza è del Comune».
Così l’assessore Tarcisio Porto ha risposto in consiglio provinciale all’interpellanza presentata da Giorgio Cancellieri (Lega) sull’impianto di recupero di ceneri e rottami di zinco della ditta Rossi a Fermignano. Il consigliere della minoranza ha sottolineato che «nel sito c’è un solo camino. Ma le emissioni non sono omogenee. E quindi dovrebbero essere due. La Provincia non può autorizzare emissioni in atmosfera basandosi solo sull’autocerticazione di un’impresa. E non ascoltando il Comune». Ma Porto ha ribadito: «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Il parere urbanistico spetta al Comune. La Provincia non fa da sé: si avvale di organi scientifici certificati come l’Arpam. E in Conferenza dei servizi abbiamo solo dato un contributo istruttorio…».
Sulla vicenda dei fagiani moribondi è intervenuto Roberto Giannotti (Pdl): «I dirigenti dell’Atc hanno respinto responsabilità, così come quelli della Provincia: di chi è stata la colpa?».
Ha risposto Matteo Ricci: «Al momento della consegna dei 500 fagiani nessuno ha rilevato nulla. Le condizioni della selvaggina erano buone. Abbiamo sentito il presidente dell’Atc e stiamo cercando di chiarire la vicenda…». Poi ha aggiunto: «Siamo da mesi in trattativa con gli Atc: una delle ipotesi è che subentrino a noi nella gestione del cntro di allevamento della selvaggina. In caso contrario, chiuderemo lo stesso la struttura. Vogliamo far crescere la caccia tradizionale, che si è indebolita. C’è da lavorare su quella stanziale…».

Altra interpellanza di Giannotti sul «salario onnicomprensivo riconosciuto al personale di supporto agli organi politici». Ha detto il consigliere del Pdl: «Perché è stato escluso dalla delibera di giunta il personale assegnato all’ufficio di presidenza del consiglio e quello assegnato alla segreteria dei singoli assessori?».
Ha risposto l’assessore Daniela Ciaroni: «Il personale dell’ufficio di presidenza è escluso perché la legge (decreto legislativo 267/2000) non lo contempla nelle ipotesi di attribuzione dell’indennità. Per le segreterie degli assessori si è scelto di attribuire, al momento, il salario onnicomprensivo solo alla capoufficio per il rilevante carico di lavoro. Con l’attribuzione dell’indennità, va ricordato che il dipendente non percepirà più gli altri emolumenti…»
Sull’applicabilità dell’indennità al personale a tempo indeterminato, la Ciaroni ha puntualizzato: «Già dal 2000, il ministero dell’interno ha dato pareri positivi in tal senso. Allo stesso modo si sono espresse l’Anci e l’Aran. E anche la Provincia di Rimini, nel 2009, ha previsto questa possibilità».

Poi spazio alla presentazione del Piano strategico di Matteo Ricci, che ha esposto al consiglio le linee di “Provincia 2020. Progetti per una comunità più felice”. Ribadendo ai consiglieri quanto già espresso pubblicamente. Nel nuovo Ptcp (Piano territoriale confluiranno i piani settoriali obbligatori (rifiuti, attività estrattive e energia) e i paini settoriali facoltativi (turismo, risorse idriche, innovazione, sport e altro). «Ora ci saranno 6 mesi di dibattito e confronto – ha spiegato Ricci -, in tutte le sedi. La fase partecipativa prevedrà il coinvolgimento, tra l’altro, di sindaci e rappresentanti di enti locali, istituzioni, partiti politici, associazioni di categoria, sindacati e ordini professionali. Verranno costituiti gruppi di lavoro e forum tematici territoriali. E ci sarà il “Tour dei Teatri”, con assemblee pubbliche nei teatri della provincia. Tutti potranno contribuire, anche sul web e facebook. Poi valuteremo le proposte e torneremo in consiglio…».

Nel dibattito voci critiche dal Pdl.

Per il capogruppo Antonio Baldelli, «mancano i progetti concreti. Con la green economy si corre il rischio di sottrarre terreni all’agricoltura. Mettendo a repentaglio gli incentivi comunitari…».

Per Mattia Tarsi, il Piano «è uno slancio di marketing privo di contenuti. Si è presentato un prodotto ma i Piani strategici vanno ben definiti. Nonostante questo, saremo vigili e propositivi, a partire dalla commissione urbanistica, perché si tratta di una grande occasione per il territorio. E in questo caso le ideologie vanno messe da parte…». Appoggio dalla maggioranza.

Per il capogruppo Domenico Papi (Pd), «l’idea di Ricci coglie una visione e sa guardare al futuro. Ci si assume l’onere di gestione di un presente difficile. Ma anche il rischio di costruire, guardando al domani».
Giorgio Baldantoni (Pd): «Nel progetto ci sono temi importanti, dal Piano dell’innovazione allo spostamento della ferrovia. E spero che venga inserito anche il collegamento Pesaro-Fano, partendo dal declassamento della statale: bisogna ripensare l’attraversamento».
Mentre Marcello Mei dà fiducia a Ricci: «Ci piace l’impostazione di una pubblica amministrazione che non si chiude dentro il Palazzo. E vedo uno sforzo nel costruire l’eredità delle generazioni future. Poi daremo il nostro giudizio alla fine…».

lunedì 10 maggio 2010

Consiglio provinciale, “fazzoletti verdi” e “coccarde tricolori”. Ricci: "C’è solo bandiera della Repubblica italiana". Scontro anche sul crocifisso



PESARO – Il consiglio provinciale si apre senza i rappresentati del Carroccio. Poi arrivano, fazzoletti verdi al collo, Giorgio Cancellieri e Daniele Lunghi. Chiedono subito la parola: «Matteo Ricci ci chieda scusa – apre Lunghi -. Non per avere offeso i leghisti, ma per avere leso il diritto di pensiero. Vedremo se sarà coerente quando si voterà l’ordine del giorno sul burqua. Che rappresenta un fanatismo religioso ben più minaccioso delle idee leghiste…».

Nel frattempo, il presidente della Provincia distribuisce ai consiglieri decine di coccarde tricolori. Che sono indossate dalla giunta, dal presidente del consiglio e da tutto il centrosinistra. Ma non vengono puntate sulle giacche da Lega e Pdl. L’ordine del giorno contro “i fazzoletti verdi”, sottoscritto da Ricci e dai capogruppo di maggioranza viene depositato: sarà discusso nelle prossime sedute.

Ma intanto, in sala Pierangeli, il termometro si scalda. Con il drappello guidato dal parlamentare Luca Paolini che assiste ai lavori dell’assemblea con i simboli “padani”: «C’è un’ambiguità diffusa – spiega Ricci, che ha anche esposto pubblicamente un cartello inneggiante all’unità del Paese -. Bisogna fare chiarezza: il fazzoletto verde è il simbolo di un partito o di un altro presunto Stato? Perché per noi, dentro le istituzioni, c’è solo una bandiera. Che è quella della Repubblica italiana…».
Reazioni. Domenico Papi (Pd): «La forma, spesso, è anche sostanza: totale sostegno all’ordine del giorno di Ricci». Gaetano Vergari (Sinistra e socialismo): «Sono completamente d’accordo con il richiamo all’unità nazionale del presidente della Provincia».
Roberto Giannotti (Pdl): «Qualsiasi proposta contraria all’unità nazionale non ci trova d’accordo. Il federalismo è un’altra cosa. E i consiglieri provinciali della Lega si sono sempre mostrati responsabili».
Marcello Mei (Udc): «La proposta di Ricci è corretta, se impostata sulla difesa della coesione del Paese. Ma non sono d’accordo sulle modalità usate. Mi spiace, però, che il Pdl - storicamente attento al tricolore -, non abbia voluto indossare le coccarde …».
Giorgio Cancellieri (Lega) «Ricci ha fatto strategia politica: il fazzoletto è il simbolo della nostra identità. Sarebbe meglio dedicare le energie ad altri problemi…».
Ma il presidente della Provincia sottolinea: «E’ inconcepibile assistere ai comportamenti, ormai quotidiani, di ministri che irridono l’unità nazionale. Bisogna capire se c’è una secessione lenta in atto: non è una questione personale contro i consiglieri provinciali della Lega». E ancora: «Ormai siamo assuefatti a tutto: è possibile che un ministro che deve rappresentare tutta l’Italia venga a Pesaro e dica: “Scegliete se volete essere il sud del Veneto o il nord della Calabria?”. Noi siamo orgogliosamente marchigiani e siamo la cerniera del Paese…».

Poi il dibattito si sposta sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, con l’ordine del giorno presentato da Antonio Baldelli (Pdl). Che ne chiede l’affissione anche nella sala del consiglio provinciale.
Ma su questo ultimo punto, però, la maggioranza chiede un emendamento: «Siamo favorevoli a esporre il crocefisso nelle scuole – spiega Domenico Papi (Pd) -. Ma per rispetto di tutte le posizioni rappresentate, riteniamo opportuno che non venga affisso nella sala del consiglio».
Passa l’emendamento (voto contrario di Pdl, Lega e Udc) e l’ordine del giorno a difesa del simbolo cristiano, così modificato, viene approvato con l’astensione di Vergari (Sinistra e socialismo) e il voto contrario di Renzo Savelli (Rc) e Massimo Papolini (Idv).

Si discute, in chiusura, l’ordine del giorno sulle carenze degli insegnanti di sostegno per gli studenti disabili. «C’è il carattere di urgenza – dice Papi, che l’ha presentato – perché a giorni scadono i termini per definire gli organici. E ci sono problemi veri per le scuole e i ragazzi».
Ma Baldelli chiede di sospendere la seduta: «Non siamo stati coinvolti e la battaglia è bipartisan. Vogliamo anche noi firmare il documento». Alla fine si trova l’accordo. E passa all’unanimità l’ordine del giorno che invita il Governo a «operare uno stralcio dell’articolo della Finanziaria 2008, dichiarato illegittimo dalla corte costituzionale». Per definire, così, «la dotazione organica sulla base del numero degli alunni realmente iscritti»; conferire nuovamente «agli uffici scolastici regionali il potere di deroga per le risorse assegnabili in corso d’anno, nel caso di disabilità gravi» e garantire «un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili».

venerdì 11 dicembre 2009

Centrale turbogas, un secco no da tutti i gruupi consiliari della Provincia


Non è tempo per le speculazioni politiche. Potrebbe essere questo il messaggio che emerge dal confronto dei capigruppo consiliari della Provincia di Pesaro e Urbino sullo scottante tema della Turbogas di Corinaldo. Infatti, tutti i sette gruppi si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda nel denunciare il grave danno a cui le Valli del Cesano e del Misa andrebbero incontro se il progetto divenisse realtà.

"Il 14 dicembre prossimo, la Conferenza dei Servizi si riunirà per dare il suo parere, occorre ribadire ancora una volta, seppure dubbi in merito non dovrebbero esserci, la netta contrarietà di tutto il Consiglio e la Giunta Provinciale e portare avanti una decisa opera di dissuasione".


Secondo Domenico Papi, capogruppo del PD: “il progetto, viste le sue dimensioni abnormi, non tiene conto delle peculiarità della nostra Provincia, caratterizzata da un equilibrio magico tra diversi elementi, naturali ed architettonici. Una centrale di queste dimensioni, con l’impatto che ne deriva, significherebbe snaturare la nostra più grande ricchezza”.

Parere fermo lo esprime anche Antonio Baldelli, capogruppo del PDL, il quale dichiara: ”Purtroppo il nostro entroterra da tempo è stato maltrattato con scelte gravemente dannose, basti pensare alla vicenda Agroter e all’autorizzazione regionale per una centrale a biomasse a Schiappe. Ora vogliono imporci anche una centrale turbogas, sito altamente inquinante”.

Secondo IDV, rappresentati da Papolini e Pascucci: ”La Regione ha individuato nel suo PEAR le direttrici anche per quanto riguarda le fonti di energia, si parla di piccole centrali a co-generazione e di impulso alle fonti rinnovabili. Il modello marchigiano è attento alla conservazione del valore paesaggistico, ambientale e alla qualità della vita, perdere questi valori significa rinunciare alla nostra marchigianità".

Anche la Lega con il Capogruppo Cancellieri condivide: ”noi della Lega siamo contrari ai no a priori, il bisogno di energia è un’esigenza da non sottovalutare; tuttavia, riteniamo che debbano essere i cittadini interessati a doversi esprimere e non è ammissibile che un progetto di tale portata, i cui beneficiari rappresentano un’area ben più vasta di quella interessata dall’impianto, vada avanti nonostante la ferma opposizione dei residenti. Si al fotovoltaico e ad impianti che mantengano il carico ambientale a livelli di sostenibilità”.

Per il Capogruppo di Sinistra e Socialismo Gaetano Vergari: ”L’impianto Turbogas di Corinaldo non va assolutamente realizzato in quanto in contrasto con il Piano Regionale; inoltre, non è possibile che la politica energetica venga operata da società private, attraverso allettanti proposte, che tentano le “povere” amministrazioni comunali. Occorre prendere decisioni in base a considerazioni complessive di carattere almeno regionale e naturalmente nazionale”.

Il Capogruppo di Rifondazione Renzo Savelli ribadisce: “La nostra Regione sta diventando sempre di più un punto di riferimento per il turismo nazionale ed internazionale, ciò è dovuto non solo al ricco patrimonio artistico e culturale che le marche possiedono, ma anche alla suggestione dei paesaggi marittimi, collinari e montani. Ogni intervento che viene operato su questo nostro territorio va valutato attentamente per non stravolgerlo, come sarebbe nel caso della malaugurata realizzazione della centrale di Corinaldo. Il problema dell’approvvigionamento energetico esiste, ma la giusta risposta consiste nel risparmio, nella realizzazione di piccole centrali, specie quelle di co-generazione, nel solare e dove possibile anche nell’eolico".

Anche Marcello Mei, Capogruppo UDC è categorico sulla sua posizione: ”Come UDC, siamo in linea con la decisione espressa dalla Regione e concordi con agli altri gruppi consiliari della Provincia; contrastiamo in pieno un modo di fare che non tenga conto del parere e delle esigenze dei cittadini".

martedì 15 settembre 2009

Provincia: "Questione Centro Italia e tagli alla scuola, si aprano tavoli di confronto con il Governo"


Il Consiglio provinciale rilancia il nodo della crisi economica e vuole tamponare le conseguenze della riforma Gelmini

Non proteste ma proposte. O meglio "tavoli di confronto". È la linea di azione che si è dato il Consiglio provinciale nei confronti del Governo: per arginare i "gravi effetti della crisi economica e la difficile ripresa" del Centro Italia; affinché i tagli al personale della scuola non "devastino il tessuto sociale del nostro territorio"; per sollecitare un "fondo straordinario" che permetta di gestire la secessione della Valmarecchia e gli "alti costi del passaggio non ricadano sulla comunità".



Questioni chiave contenute negli ordini del giorno e negli interventi che hanno animato il dibattito in questa ripresa autunnale dell'attività amministrativa di viale Gramsci che lunedì pomeriggio hanno avuto il via libera dell'assemblea consiliare con votazioni diversificate e "trasversali", oltre gli steccati tra maggioranza e opposizione. Segnale di pragmatismo e voglia di decidere per risolvere i problemi di cittadini e imprese.


Ha lanciato un segnale d'allarme e al tempo stesso ha indicato un binario guida lungo il quale lavorare, il presidente della Provincia Matteo Ricci, sollevando anche in sala Pierangeli la "Questione Centro Italia". Il caso, che ha innescato un dibattito a livello nazionale, è ormai noto: la Lega Nord e il cosiddetto "Partito del Sud" la fanno da padrone nel condizionare le politiche del Governo, mentre il cuore dello Stivale rischia di rimanere inascoltato, schiacciato e quindi penalizzato.


"Si parla tanto di questione settentrionale e questione meridionale, e intanto il Centro Italia corre il serio pericolo di uscire dalla crisi economica con problemi ben più gravi rispetto ad altre zone d'Italia - ha sottolineato Matteo Ricci -. Il problema occupazionale colpisce soprattutto le regioni centrali perché il nostro tessuto economico vive di piccole e medie imprese che hanno risentito pesantemente della difficile congiuntura finanziaria".


Nell'ordine del giorno, presentato dal capogruppo del Pd Domenico Papi, si chiede di aprire "un tavolo di confronto con il Governo su crisi economica, sanità, ripartizione dei fondi europei, infrastrutture (Fano-Grosseto al primo posto), federalismo (che è ancora soltanto un titolo, una scatola vuota, senza risorse concrete)".


Un Centro Italia che non solo si organizza, fa fronte unico, si rimbocca le maniche e rivendica le esigenze dei territori "ma che è anche consapevole della sua funzione di cerniera che unisce l'Italia - ha fatto notare il presidente -. Per questo ci siamo candidati a ospitare, probabilmente a Pergola, una delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011".


L'ordine del giorno è stato approvato con 18 sì della maggioranza (Pd, Idv, Rc, SeS), 4 no dei consiglieri del Pdl e 3 astensioni di Lega e Udc. Per Francesca Maria Falcioni (Pdl) infatti "il pericolo di frattura del Paese non esiste, mi sembra una questione inconsistente, la nostra è una delle zone che vanta una buona qualità della vita, dobbiamo pensare a conservarla". Più vicino alla campagna di Ricci il consigliere Giorgio Cancellieri della Lega: "Dobbiamo fare pesare a Roma le nostre proposte e le nostre esigenze in maniera bipartisan. Il federalismo è l'unica strada per unire l'Italia e frenare le spinte secessioniste".


Sempre sulle celebrazioni dell'Unità d'Italia, l'assemblea ha approvato anche il documento presentato dal consigliere Gaetano Vergari (SeS) affinché l'evento sia la "festa civile di tutti gli italiani". I sì sono stati 23 tra maggioranza e minoranza, mentre la Lega ha votato contro (2 consiglieri).


La discussione si è quindi spostata sul riforma scolastica del ministro Gelmini e i tagli al personale degli istituti della provincia, al centro di un ordino del giorno presentato dal capogruppo di Rc Renzo Savelli e da Domenico Papi, capogruppo Pd. Si invita il Governo a "ricondurre i futuri tagli già in programma a livelli accettabili… e tali, comunque, da garantire il diritto allo studio e un buon livello di qualità del sistema educativo" e "ad attivare un serio e aperto confronto sulle azioni da intraprendere per qualificare il sistema scolastico e individuare i provvedimenti organizzativi conseguenti". A chiusura di dibattito è intervenuta l'assessore alla pubblica istruzione Alessia Morani: "La nostra non è un'azione di protesta ma si caratterizza per un invito rivolto al Governo per un confronto sui problemi che stanno vivendo le scuole della provincia. Dal momento che sui tagli sarà difficile che il ministero torni indietro, dobbiamo fare in modo che gli effetti della riforma non siano devastanti per il territorio".


L'odg è stato approvato a maggioranza: si è unito anche il voto a favore del consigliere Marcello Mei dell'Udc.


L'appello per la riapertura del "punto nascita" e dell'emergenza-urgenza ostetrico ginecologica dell'ospedale di Novafeltria è stato espresso da punti di vista politici diversi in merito alle responsabilità della Regione con due ordini del giorno: il primo di minoranza (Roberto Giannotti e Francesca Maria Falcioni del Pdl) e il secondo di maggioranza che hanno offerto al presidente Matteo Ricci di tornare sul problema dei costi della secessione e ribadire che chiederà al Governo un "fondo straordinario" per la gestione del passaggio dei sette comuni dalle Marche alla Romagna.

venerdì 31 luglio 2009

Provincia: Presidenti e vice delle 10 commissioni


Consiglio provinciale, la soddisfazione di Luca Bartolucci per "l'intesa tra maggioranza e minoranza"

"Sono soddisfatto per il clima costruttivo e d'intesa tra maggioranza e opposizione che ha accompagnato l'elezione dei vertici delle Commissioni". Il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci ha appena concluso le operazioni di scrutinio, che si sono svolte giovedì pomeriggio in sala Pierangeli nel corso di una "comune assemblea, non in riunioni separate".

Le otto commissioni ordinarie saranno guidate da rappresentanti della maggioranza, le due di garanzia da consiglieri di minoranza
.

Presidente della I Commissione consiliare "Affari istituzionali e generali, statuto, regolamenti, ordinamento dei servizi e degli uffici, rapporti internazionali, politiche comunitarie" è stato eletto, tra i membri che la compongono, Domenico Papi (Pd), vicepresidente Giancarlo Rossi (Pdl). La II Commissione "Affari sociali e sanitari, tutela della salute, farmacie, acque minerali e termali, servizio civile nazionale, politiche giovanili" è presieduta da Silvana Carloni (Pd), vicepresidente Massimo Rognini (Pdl). Il consigliere Renzo Savelli (Rc) è invece alla guida della III Commissione consiliare "Beni e attività culturali, pubblica istruzione, attività sportive", vicepresidente Giorgio Cancellieri (Lega Nord). La IV Commissione "Bilancio, finanze, patrimonio, programmazione finanziaria" è presieduta da Gaetano Vergari (Ss), vicepresidente Antonio Baldelli (Pdl). Presidente della V Commissione "Lavori pubblici, edilizia pubblica e scolastica, protezione civile, trasporti, mobilità" è stato eletto Giuseppe Magnanelli (Pd), vicepresidente Vladimiro Perlini (Pdl). La VI Commissione "Ambiente, organizzazione smaltimento rifiuti, intervento contro l'inquinamento delle acque e dell'atmosfera, difesa della fauna, bonifica" è presieduta da Massimo Papolini (Idv), vicepresidente Roberto Giannotti (Pdl). Presidente della VII Commissione "Turismo, attività economiche e produttive, commercio, fiere e mercati, pesca, formazione professionale, politiche attive del lavoro" è Bruno Capanna (Pd), vicepresidente Francesca Maria Falcioni (Pdl). Giorgio Baldantoni (Pd) è stato eletto alla guida dell'VIII Commissione "Urbanistica, agricoltura, territorio, attività estrattive, difesa del suolo, servizi pubblici locali, politiche energetiche, valutazione impatto ambientale", vicepresidente Mattia Tarsi (Pdl).


Le due Commissioni di controllo e garanzia sono invece presiedute dalla minoranza. La prima "Commissione di controllo sugli atti dell'Amministrazione provinciale e di garanzia dei diritti e rispetto dei doveri dei cittadini, dei dipendenti e degli amministratori" è presieduta da Elisabetta Foschi (Pdl), vicepresidente Donato Mariotti (Pd), mentre la seconda "Commissione di controllo sugli atti delle aziende dipendenti dalla Provincia, consorzi e società partecipate e di garanzia dei diritti dei cittadini nei confronti di esse" è presieduta da Giulio Tomassoli (Pdl), vicepresidente Lorenzo Ceccarini (Pd).
In mattinata il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci ha aperto il suo giro di incontri istituzionali con una visita al prefetto di Pesaro Urbino Alessio Giuffrida.


"Abbiamo preso in considerazione possibili azioni comuni e stabilito una collaborazione tra le istituzioni - dichiara Bartolucci - con un particolare interesse al mondo giovanile e all'educazione alla cittadinanza attiva e responsabile".




Nella foto, il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci con il presidente della Provincia Matteo Ricci durante la prima seduta dell'assemblea di viale Gramsci