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sabato 3 aprile 2010

Diserbante sulle strade: una Pasqua al Glyphosate?

Da qualche anno a questa parte c'è una novità, l'ANAS ha cominciato ad utilizzare il diserbo.
Il prodotto usato è probabilmente un erbicida disseccante a base di "glyphosate", ne esistono sul mercato numerose formulazioni commerciali, ma la più diffusa è il "Roundup" della Monsanto.
Agisce in circa 20 giorni ed è facilmente riconoscibile per il caratteristico colore arancione che conferisce alla vegetazione trattata prima del suo totale disseccamento ( deriva infatti dal famigerato “agente orange” della guerra in Vietnam). Proteste verbali e scritte, interpellanze a comuni e province sono state presentate in quest’ultimo anno, in Toscana, Sardegna, Valle d’Aosta, Sicilia, oltre a richieste ad Anas di spiegare il perché di questa scelta ora attuata anche nella nostra Provincia. Il Circolo Legambiente di Manciano (Toscana) scriveva nel maggio scorso:

“L'uso di questo prodotto per impedire la crescita di erba lungo le strade è stato in più occasioni stigmatizzato dalle autorità sanitarie, ed è dello scorso anno il divieto emesso dall'assessore all'ambiente del Comune di Viterbo, indignato per l'uso massivo che l'ANAS ne aveva fatto sulla via Cassia. Ma anche quest'anno l'ANAS ha ripetuto questa pratica che ha l'indubbio vantaggio di abbattere i costi di manutenzione delle strade.
Nella nostra zona ne abbiamo constatato. L'uso sull' Aurelia bis in tutti i suoi 54 chilometri e sull'Aurelia da Civitavecchia a Montalto di Castro. Ed è di questi giorni una viva polemica tra alcuni anziani ortolani senesi e la ditta che su appalto ANAS, sulla tangenziale di Siena, ne ha fatto un uso scriteriato, in presenza di deriva ventosa, contaminando i loro ortaggi (e che inconsapevoli hanno consumato per diversi giorni)”
Infatti il “glyphosate” è particolarmente dannoso per gli organismi acquatici: pesci, crostacei e molluschi, e dopo la dispersione la molecola rimane attiva anche diversi mesi, specie sulle superfici inerti come asfalto e cemento.
Quindi il suo utilizzo sulle fossette stradali è espressamente vietato dalle schede di sicurezza che accompagnano tutta questa classe di prodotti: ignorare tali indicazioni configurerebbe un reato.
Troviamo poi assurdo che, a fronte di un numero di disoccupati in continua crescita nel Paese, l'ANAS, in un sol colpo, scelga di mandare a casa la manodopera e mettere a rischio le nostre verdure ed i nostri corsi d'acqua.

Il Coordinamento dei comitati, già attivo con la richiesta di vietare l’uso anche a scopo agricolo di pesticidi e diserbanti nei pressi delle zone abitate (richiesta che ha sortito come risultato un’ordinanza del Sindaco di Barchi, vigente sin dall’agosto 2009, che vieta l’irrogazione di fitofarmaci fino a distanza di 150 metri dai corsi d’acqua e 100 metri dalle abitazioni), interpella l’Amministrazione provinciale perché chiarisca se esista una norma circa il divieto di utilizzo di diserbanti sui cigli stradali e in aree pubbliche ed intervenga presso Anas per sapere tipologia del prodotto usato e quantità impiegata, invitando la società ad abbandonare questa tecnica nociva.
Ci auguriamo altresì che anche per la risoluzione di altri problemi, come quello della presenza estiva di zanzare tigre e papataci, Comuni e Provincia si orientino a criteri di lotta biologica, evitando di appaltare lo spargimento di sostanze tossiche circa le quali oltretutto i cittadini non vengono informati né della tipologia né dell’entità.


Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano,
2 aprile 2010.

http://www.comitatinrete.it


Comunicato stampa

sabato 13 marzo 2010

A Mondavio e Calcinelli confronto sui programmi in vista delle elezioni regionali: "Meno facce, più fatti"


Confronto sui programmi: meno facce, più fatti.

Il Coordinamento dei comitati propone a tutti i cittadini la partecipazione a due momenti di spiegazione e confronto sui programmi elettorali dei candidati in lizza per queste elezioni regionali.

Martedì 16 marzo, alle ore 21, nella Sala consiliare del comune di Mondavio, il Comitato Valcesano sostenibile modererà il confronto tra i candidati: Maria Adele Berti, Elisabetta Foschi, Susanna Marcantognini, Adriano Mei, Marco Savelli.

Sabato 20 marzo, alle 17, presso la delegazione civica di Calcinelli, il Comitato intercomunale per la difesa dell’ambiente e della salute di Barchi modererà il confronto tra i candidati: Elisabetta Foschi, Stefano Marchegiani, Adriano Mei, Marco Savelli.

Il coordinamento dei comitati (http://www.comitatinrete.it), come durante i trascorsi appuntamenti elettorali, pubblicherà sul proprio sito il documento preparato nel quale si espongono le richieste d’impegno ai candidati, e ivi renderà noti nome e riferimenti dei candidati che lo sottoscriveranno.

Già con la Carta dei principi il coordinamento, sottoscritta durante l’affollato incontro del 2 giugno 2009 da diversi candidati alle elezioni provinciali, aveva inteso rinnovare le modalità di confronto civile, per spingere i candidati verso un serio impegno di rappresentanza delle richieste dei cittadini e delle istanze presenti sul territorio.

Il “documento con richiesta d’impegno” stilato quest’anno ricorda l’intenso lavoro svolto dai comitati per emendare la proposta di legge n. 367 sulla Verifica d’impatto ambientale, e le vertenze in atto sul territorio contro impianti progettati senza il rispetto dei principi di concertazione e precauzione e senza reale ricaduta di benefici occupazionali su tutto il territorio ma solo per assecondare l’intenzione dei gruppi industriali di lucrare sulla produzione di energia.

Questi incontri vogliono dare il senso di un interesse al confronto, di una capacità dei cittadini stessi di far rispettare precise regole di confronto lungi dalle bagarre dei talk show televisivi, di una assoluta necessità di rinnovamento della politica tesa verso la partecipazione e che rifugga da programmi elettorali vaghi, incerte promesse, strategie fumose, bizantine acrobazie verbali e d’immagine che sembrerebbero invece portare alla trasformazione totale della campagna elettorale nella vendita di un prodotto il cui contenuto è stato già deciso altrove.

13 marzo 2010

Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano

mercoledì 24 febbraio 2010

"E' una cazzata! Questa è la risposta che merita chi si affanna a dichiarare che la Regione ha chiuso la vincenda dell'inceneritore di Schieppe"


"È UNA CAZZATA!! QUESTA È LA RISPOSTA CHE MERITA CHI SI AFFANNA A DICHIARARE E A SCRIVERE CHE LA REGIONE HA CHIUSO LA VICENDA DI SCHIEPPE E DELL’INCENERITORE DI BIOMASSE.

Con provvedimento del Dirigente della P.F. energia n. 8/EFR_11 del 12/02/2010 la Regione Marche ha decretato “DI NON ACCOGLIERE, …per contrasto con la previsione di cui all’art. 57, comma 1, della L.R. n. 31/09, l’istanza presentata da Wafer Zoo s.r.l. il 13.06.2005…”.

MA NULLA È CONCLUSO E LA VICENDA È TUTTORA APERTA!

La Regione ha chiuso SOLO il “procedimento contenitore” di cui all’Art. 12 del D.L.vo 387/2003 (Cd. “autorizzazione energetica”), avviato ed immediatamente sospeso sin dal 2005, LASCIANDO APERTI I CONTENUTI.

E’ tuttora vigente l’A.I.A. 24/DP4 del 29.11.2004, con cui la Regione ha prescritto alla ditta la realizzazione dell’inceneritore di biomasse.

Sono tuttora aperti:

1. Il procedimento di riesame dell’A.I.A. 24/DP4 del 29.11.2004

2. Il procedimento di rinnovo dell’A.I.A. 24/DP4 del 29.11.2004

3. Ben due ricorsi al TAR in cui la Regione è schierata, a fianco della ditta, contro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - che ha annullato l’autorizzazione paesaggistica – e i comuni del territorio (Fano, Montemaggiore al Metauro, Serrungarina, Barchi)

In più il Consiglio dei Ministri ha impugnato avanti alla Corte Costituzionale proprio l’Art. 57 della L.R. 31/09, in base al quale la Regione ha adottato il provvedimento del 12.02.2010. Pertanto, quando con tutta probabilità la legge regionale sarà dichiarata incostituzionale, non solo cadrà anche il decreto regionale del 12.02.2010, ma la Regione Marche sarà esposta alle eventuali – ma abbastanza scontate - richieste risarcitorie della ditta.

La Giunta Regionale ha il dovere di CONCLUDERE CON DINIEGO il procedimento di riesame dell’A.I.A. 24/DP4 del 29.11.2004 in base ai voti contrari espressi dal Comune di Orciano, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dai Sindaci di Orciano, Montemaggiore, Barchi, Sant’Ippolito, Serrungarina, Saltara, e di REVOCARE L’AUTORIZZAZIONE IN AUTOTUTELA".

ASSEMBLEA PUBBLICA
VENERDI 26 FEBBRAIO 2010 ORE 20,45

RISTORANTE TRIS

SCHIEPPE DI ORCIANO

SONO INVITATI I SINDACI, GLI AMMINISTRATORI LOCALI E PROVINCIALI, I CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI


Coordinamento dei Comitati di Difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano

sabato 20 febbraio 2010

"Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano non si è mai schierato nè mai potrà schierarsi"


"Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano non si è mai schierato, NÉ MAI POTRÀ SCHIERARSI PER STATUTO, al fianco di partiti o forze politiche.

Le notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi, circa presunti accordi di un partito con i comitati, non riguardano né il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano né il Coordinamento dei Comitati in difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano, né il Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino, né i singoli comitati che vi aderiscono.

Precisiamo pertanto che non è stato fatto nessun comunicato di smentita perché non riteniamo necessaria una presa di posizione in questo senso del Comitato, che si troverebbe a smentire notizie che non lo riguardano.

La posizione chiara e appena espressa del Comitato S.S.V. e dei Coordinamenti dei Comitati, non va confusa con l’impegno svolto da alcuni aderenti, eventualmente a titolo personale e individuale, nella vita politica.

Facciamo rilevare in tal senso, che sia i Coordinamenti dei Comitati, sia altri comitati della Provincia di Pesaro e Urbino, sia il Comitato S.S.V., quest’ultimo sin dalla sua costituzione, sono composti, senza preclusioni ideologiche, anche da persone che, a titolo personale e individuale, sono impegnate nelle amministrazioni a diversi livelli.

Anche per tale ragione il Comitato S.S.V. e i Coordinamenti dei Comitati sono e resteranno neutrali rispetto ai partiti e alle forze politiche, e continueranno a rivolgere le proprie istanze unicamente ai soggetti istituzionali non in quanto esponenti di partito, ma in ragione delle funzioni e delle responsabilità a questi attribuite dall’ordinamento per il ruolo ricoperto".




Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano
Manuela Pieri

Coordinamento dei Comitati di difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano
Alfredo Sadori

Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino
Pio Bracco

"Purtroppo non è vero che la vicenda dell'inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano è conclusa"


"Per mercoledi 24 febbraio p.v. è stata fissata un’ulteriore udienza al TAR Marche nei ricorsi riuniti promossi dalla Giunta della Regione Marche e dalla Wafer zoo S.r.l. avverso il decreto prot. n. 7565 del 29.05.2008, con cui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio delle Marche – Ancona ha annullato l’autorizzazione paesaggistica all’impianto a cosiddette biomasse rilasciata dalla Regione Marche con decreto nr. 45/VAA del 14/04/2008. Obbiettivo di entrambi i ricorsi, pertanto, è far rivivere l’autorizzazione paesaggistica annullata e, in tal modo, ridare efficacia al provvedimento di V.I.A. – Valutazione di Impatto Ambientale ai fini della realizzazione dell’impianto. Resistono in giudizio il Ministero per i Beni e la Attività Culturali ed i Comuni di Fano, Montemaggiore al Metauro, Barchi, Serrungarina, Orciano di Pesaro costituiti ad opponendum.

L’udienza di mercoledi 24 è stata fissata per decidere sulla richiesta di proroga dei termini di deposito della perizia avanzata dal C.T.U. Arch. Stefano Gattoni della Provincia di Pesaro e Urbino. Il tecnico, ricordiamo, è stato incaricato dal TAR di effettuare la verificazione dello stato dei luoghi e dei vincoli paesaggistici che interessano l’area destinata ad ospitare l’impianto.

Tale circostanza conferma quanto affermato nei precedenti comunicati del Coordinamento dei Comitati: NON E’ VERO, PURTROPPO, CHE LA VICENDA DELL’INCENERITORE DI BIOMASSE DI SCHIEPPE DI ORCIANO E’ CONCLUSA. Tanto era stato strumentalmente sostenuto, anche attraverso gli organi di informazione, da alcuni amministratori regionali di maggioranza e opposizione e da alcuni sindaci del territorio.

La situazione sarà approfondita nell’assemblea pubblica indetta per venerdi 26 febbraio 2010, alle ore 20,45, presso il Ristorante TRIS di Schieppe di Orciano. Sono stati invitati tutti gli amministratori locali e provinciali, nonché i candidati alle prossime elezioni regionali".

Coordinamento dei Comitati di Difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano

domenica 1 novembre 2009

Orciano: "La Val Marecchia è andata in Romagna, Schieppe dovrà andare via da Orciano?"


“La Val Marecchia è andata in Romagna, Schieppe dovrà andare via da Orciano?”
E’ questo l’interrogativo che campeggiava nel volantino distribuito ieri mattina nel sit-in che il Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino ha organizzato presso il Comune di Orciano.
“Fra le priorità dell’azione di governo che l’Amministrazione comunale di Orciano si era data – spiegano gli organizzatori – figurava il risanamento dell’area di Schieppe. Eppure, la frazione versa in un degrado senza precedenti. Sono stati i cittadini a richiamare più volte l’attenzione dell’Amministrazione e degli organi di vigilanza su abusi ed irregolarità commesse. Perché, a distanza di oltre un mese dal rigetto dell’istanza di sospensiva e di quasi quattro dall’emanazione dell’ordinanza comunale del 9 luglio, il Comune non ha ancora provveduto alla demolizione delle opere abusive, massicciata e platea, realizzate presso lo stabilimento Wafer zoo Srl? E come mai, nonostante avesse già accertato la non conformità alle disposizioni urbanistico-edilizie, il Comune ha recentemente avviato due procedimenti di sanatoria dell’abuso irricevibili e improcedibili stante l’attuale quadro normativo? Tanto più che la platea sembra essere stata eseguita in parziale esecuzione delle aree pavimentate previste dal progetto dell’impianto a cosiddette biomasse, la cui autorizzazione paesaggistica è stata annullata, per ben due volte, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche – Ancona”.
L’altro aspetto sottolineato dai Comitati è il Piano di Classificazione Acustica.
“Danneggia gravemente i nostri diritti e sta portando il Comune ad uno scontro senza precedenti. Possibile non si sia accorta, l’Amministrazione, che lo stesso studio a cui ha affidato la redazione del piano comunale per appena 500 euro figuri oggi tra i consulenti Wafer zoo e ne attesti la conformità, guarda caso, grazie alla riduzione delle fasce di transizione e alla zona di contatto anomala previsti dal piano redatto dal medesimo? Tali circostanze comportano un danno per la salute e per l’ambiente, la palese violazione dei nostri diritti e favoriscono, di fatto, i tentativi della Regione Marche di realizzare l’inceneritore di biomasse proposto dalla Wafer zoo, il cui procedimento è artatamente tenuto in sospeso perché non è possibile concluderlo positivamente”.

venerdì 30 ottobre 2009

Orciano, il Coordinamento dei Comitato scrive al Prcouratore della Repubblica di Pesaro


Al Sig. Procuratore della Repubblica di Pesaro
Sig. Procuratore, come Le abbiamo rappresentato con il volantino distribuito il 28 maggio 2009, a Schieppe di Orciano, sulle proprietà Wafer zoo S.r.l. e Paci e Pagliari S.n.c., è stata realizzata una platea in cemento armato di ben 2100 mq; successivamente è stata accertata, sull’adiacente proprietà Agripower S.r.l., la costruzione di una massicciata stradale di ben 134 ml. Tali opere sono state eseguite, in assenza dei prescritti titoli urbanistico-edilizi, paesaggistici e di tutela dell’avifauna, in ambito di tutela integrale del Rio Vergineto (Art. 29 PPAR Marche), su area sottoposta a vincolo paesaggistico dall’art.142 D.L.vo 42/2004 in territorio dichiarato di notevole interesse pubblico ai sensi del D.M. del 31 luglio 1985, all’interno della ZPS 8 – Tavernelle sul Metauro. Con Ordinanza Comunale nr. 03/2009 del 09.07.2009 è stata attivata la procedura di demolizione ex art. 27, 2° comma, del DPR 380/01; il provvedimento è stato impugnato avanti al TAR Marche che, con ordinanza 492/09 del 19.09.2009, ha respinto l’istanza di sospensiva “ritenuto, ad una prima delibazione tipica della fase cautelare, che il ricorso non è sorretto da sufficiente fumus boni iuris”.

Perché, a distanza di oltre un mese dal rigetto dell’istanza di sospensiva e di quasi quattro dall’emanazione dell’ordinanza, il Comune di Orciano di Pesaro non ha ancora provveduto alla demolizione delle opere abusive?
Come mai, nonostante ne avesse già accertato la non conformità alle disposizioni urbanistico-edilizie vigenti tanto da disporne l’immediata demolizione, il Comune ha recentemente avviato due procedimenti amministrativi di sanatoria urbanistica ex art. 36 del DPR 380/01, procedimenti irricevibili e/o improcedibili stante l’attuale quadro normativo?
Le ricordiamo che alcuni membri del Coordinamento dei Comitati Le hanno inoltrato un esposto circostanziato ove è stato rappresentato, tra l’altro, che i lavori sembrano essere stati eseguiti in parziale esecuzione delle aree pavimentate previste dal progetto dell’impianto a cosiddette biomasse, la cui autorizzazione paesaggistica è stata annullata, per ben due volte, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche –Ancona. Sollecitiamo la Procura a fornire le informazioni sullo stato di quest’ultimo procedimento richieste dagli esponenti con istanza presentata a luglio ribadita a settembre u.s., tuttora prive di riscontro.

martedì 20 ottobre 2009

Orciano, chiude la Wafer zoo? Il Coordinamento dei Comitati: "Siamo alle solite!"


Negli ultimi giorni si è sparsa la notizia che la Wafer Zoo di Schieppe che lavora foraggi, intende chiudere lo stabilimento di Orciano dove lavorano 30 addetti. L’azienda in questi anni è stata continuamente al centro dell’attenzione per l’intenzione di realizzare un impianto a biomasse. Per il Coordinamento dei Comitati è la solita storia.
“L’imprenditore prospetta i licenziamenti nell’intento di accaparrarsi le sovvenzioni pubbliche pari a circa 24 milioni di euro annui per 15 anni, per un totale di 360 milioni. Peraltro, stando anche a quanto pubblicato dalla stampa, nel nostro caso l’imprenditore è rinviato a giudizio per una presunta truffa alla UE. Non si tratta propriamente di noccioline e il copione è lo stesso messo in scena a Jesi, a Fermo, a Falconara: imprenditori coi soldi degli altri. La valle del Metauro e le Marche non hanno bisogno di questo tipo di imprenditoria. Servono imprenditori capaci di affrontare la crisi economica imparando dalla stessa, di politici seri e responsabili e di tecnici all'altezza delle responsabilità che gli sono attribuite, non condizionati dalle “attrazioni fatali” di queste avventure tipicamente italiane”.
I Comitati esprimono piena solidarietà ai lavoratori.
“Così come siamo solidali con i tanti che hanno già perso o stanno perdendo il posto di lavoro nella valle del Metauro e nell'intera Provincia. Decine di nostri aderenti subiscono la crisi. Insieme a loro ricordiamo che non si può utilizzare quel denaro pubblico per un impianto altamente inquinante e dannoso per la salute dei cittadini e la stessa economia del territorio. Secondo le consulenze acquisite dagli enti locali l'inceneritore di biomasse proposto dalla Wafer zoo a Schieppe metterebbe a rischio il lavoro e gli investimenti di centinaia di famiglie, delle imprese agricole biologiche, del turismo, dell'agro-alimentare di qualità. La stessa imprenditoria manifatturiera non ne ricaverebbe alcun vantaggio ma solo danni. Quella ingente somma di denaro possiamo e dobbiamo utilizzarla per l'energia pulita: solare, geotermico, micro-eolico. Daremo così lavoro a centinaia di imprese e di famiglie. Daremo così anche un aiuto concreto ed immediato anche agli ormai magri bilanci familiari: abbiamo infatti ipotizzato che con lo stesso utilizzo di denaro pubblico previsto per l'impianto di Schieppe, si può e si deve dare la corrente elettrica a 180.000 abitanti, mezza Provincia, gratuitamente, per trent’anni, senza emissioni. Se le nostre affermazioni non dovessero rispondere al vero, attendiamo da 4 anni chi le confuti seriamente”.

giovedì 15 ottobre 2009

Schieppe, inceneritore di "biomasse", soddisfatto il Coordinamento dei Comitati dopo l'incontro con il Presidente Ricci. "Sosterrà il no all'impianto"


Martedi 13 ottobre una delegazione del Coordinamento dei Comitati ha incontrato il Presidente della Provincia di Pesaro ed Urbino Dott. Matteo Ricci. Il colloquio, franco, cordiale e costruttivo, ha avuto come argomento principale la vertenza dell’inceneritore di "biomasse" di Schieppe di Orciano.

Il coordinamento ha chiesto al Presidente della Provincia di intervenire con decisione sulla Regione Marche perché la stessa chiuda con un NO definitivo la "pratica" Schieppe.

La vicenda getta ormai discredito sulle Istituzioni Regionali, sia per i tempi lunghissimi che la caratterizzano - più di cinque anni - sia per l’inadeguatezza e l’estraneità del progetto rispetto al territorio. Inquinante, dannoso per la salute dei cittadini e per il valore dei beni patrimoniali degli abitanti, incomprensibile dal punto di vista economico: con gli stessi benefici pubblici, oltre 24 milioni di Euro all’anno garantiti per 15 anni - per un totale di 360 milioni di Euro - si potrebbero realizzare impianti fotovoltaici per 72 Mw (4 volte la potenza dell’inceneritore di biomasse proposto a Schieppe) in grado di produrre gratuitamente e senza emissioni energia elettrica per 30 anni.

Il Presidente della Provincia ha condiviso le argomentazioni del Coordinamento dei Comitati ed ha tenuto a precisare che la vertenza di Schieppe non è la vertenza dei Comitati, ma dell'intero territorio, visto che ben 14 comuni, tra cui Fano, e lo stesso Consiglio Provinciale, si oppongono alla realizzazione della centrale. Si è quindi impegnato a sostenere il NO all’impianto come richiesta di tutta la Provincia.
Per quanto riguarda l'energia solare, il Presidente Ricci ha affermato che è sua ferma intenzione fare della Provincia di Pesaro una realtà d'avanguardia nell'utilizzo del fotovoltaico.

In questo percorso il Presidente incontrerà di nuovo i Comitati, per approfondire proposte e progetti, riguardanti anche l'utilizzo della geotermia e del microeolico, oltre che del solare.

Coordinamento dei Comitati

venerdì 2 ottobre 2009

Tar Marche e classificazione acustica di Schieppe di Orciano: "Alla fine le ragioni dei residenti prevarranno"


La sentenza del TAR Marche relativa al piano acustico di Schieppe, nel Comune di Orciano di Pesaro, ci delude ma non ci sorprende.

Ci delude perché, da una prima lettura della sentenza, la stessa sembra ancorarsi al fatto che la legge affiderebbe alla pretesa “discrezionalità” dell’amministrazione anche decisioni che incidono sulla tutela del territorio, dell’ambiente e della salute. Tanto fino a sostenere che “è quasi inevitabile per i cittadini che risiedono in zone (formalmente) agricole – e che quindi godono dei relativi vantaggi, in termini di maggiore fruibilità della natura e di minore inquinamento acustico e ambientale – dover sopportare l’allocazione, in zone adiacenti le loro abitazioni, di insediamenti produttivi (i quali non possono certo essere collocati all’interno dei centri abitati…)”.

Non ci sorprende anche il TAR Marche sembra ignorare finalità e regole di alcune importanti direttive comunitarie che istituiscono le ZPS - Zone di Protezione Speciale (Tanto ci suggerisce una domanda affatto superflua: a che pro istituire tali zone di “protezione” se poi non le si tutela?).

Certo è, infatti, che non dipende dalla sentenza del Tar Marche stabilire se e in quanto i cittadini residenti risultino danneggiati. Il TAR Marche può dichiarare leggittimo un atto, ma le conseguenze negative di quest’ultimo possono e debbono essere impugnate in sede civile.

E' ciò che invitiamo a fare, col nostro sostegno, i residenti di Schieppe di Orciano. Siamo totalmente solidali con loro; li invitiamo a proporre appello al Consiglio di Stato e ad adire la Corte di Giustizia Europea. A tal fine, un nostro incaricato, il presidente di ACU Marche, incontrerà, domenica 4 ottobre, un deputato europeo a cui chiederà - consegnando la relativa documentazione - di interrogare il Commissario Europeo competente sullo stato di attuazione e di tutela delle ZPS.

Sarà dura, ma alla fine le ragioni dei residenti di Schieppe di Orciano, e di tutti noi, saranno riconosciute in toto anche per quanto attiene al piano di classificazione acustica comunale.


Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

venerdì 31 luglio 2009

Davide Rossi, vice presidente provinciale, sulla centrale a biomasse di Schieppe di Orciano: "Progetto insostenibile, la Regione ne prenda atto"


Dopo l’intervento dell’On. Domenico Scilipoti dell’Idv, sul caso della centrale termoelettrica a biomasse di Schieppe di Orciano, ribadisce la propria posizione il vice presidente della Provincia, Davide Rossi, anche’egli esponente del partito di Antonio Di Pietro.
"Condivido il pensiero dell’On. Scilipoti dell’IDV. L’Italia dei valori, anche a livello nazionale, è contraria a questa modalità di smaltimento dei rifiuti, soprattutto perché ne possono derivare seri danni alla salute e all’ambiente.
Un impianto del genere potrebbe portare al degrado della vita nei borghi vicini e allo stravolgimento delle aree naturali tutelate della zona. Nelle nostre vallate, invece, dobbiamo puntare alla valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio paesaggistico, storico ed artistico del territorio. Il trascinarsi annoso di questa vicenda rischia di compromettere anche qualsiasi serio e sostenibile progetto legato alle energie rinnovabili che, assieme al turismo, è l’altra grande potenzialità economica della provincia
.
L’unica nota positiva dell’”affaire” centrale di Schieppe, è che, contro questo , si è sviluppato un movimento di cittadinanza attiva e consapevole. Mi riferisco al coordinamento dei comitati delle vallate del Metauro e del Cesano, che, in questi anni ha combattuto per il rispetto della legalità e della difesa del territorio. Lo ha fatto mettendo in campo dati scientifici, convegni e battaglie legali in maniera estremamente efficace, impedendo la realizzazione dell’impianto. Ha affiancato all’opposizione “tout court” al progetto, un lavoro di informazione e di educazione sui temi ambientali estremamente serio e rigoroso, mettendo in campo una vera e propria piattaforma alternativa in tema di smaltimento dei rifiuti. Tutti quei cittadini che hanno preso parte a questo lavoro ne sono usciti più consapevoli dei propri diritti e di come farli valere di fronte alla politica e ai centri di interesse economici.
Per tutti questi motivi, prima la Regione Marche prenderà atto della insostenibilità ambientale, sanitaria e politica di questo progetto e lo archivierà e meglio sarà per tutti".

lunedì 27 luglio 2009

Inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano: il sostegno dell'On. Domenico Scilipoti


"Ringraziamo l’On. Domenico Scilipoti dell’interessamento e prendiamo atto con soddisfazione del sostegno che ha assicurato per contrastare la realizzazione dell’inceneritore di biomasse prospettato a Schieppe di Orciano.

Siamo certi che, nelle sedi parlamentari, la vicenda potrà trovare finalmente i chiarimenti e le risposte più volte richieste alla Regione Marche, alle cosiddette “autorità di controllo” e alla Magistratura
.

L’On. Scilipoti, che ha dato la propria disponibilità ad incontrare i cittadini di questo territorio per “portare avanti questa battaglia contro la centrale termoelettrica a biomasse in nome della salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini”, parteciperà ad un’importante iniziativa pubblica che il Coordinamento dei comitati sta organizzando per le prossime settimane.

Ci auguriamo che i tre parlamentari eletti nella Provincia di Pesaro e Urbino vogliano assicurare anch’essi il proprio contributo contro la realizzazione dell’impianto, per la salvaguardia della salute dei cittadini, la difesa dell’ambiente e per il ripristino della legalità.

Intanto la “FANTASIA PROCEDIMENTALE” della Regione Marche sulla vicenda Wafer zoo S.r.l. non si arresta: con comunicazione del 24.06.2009 è stato avviato un nuovo procedimento di rinnovo dell’A.I.A. – Autorizzazione Integrata Ambientale 24/DP4 del 29.11.2004. Ricordiamo che con tale autorizzazione la Regione Marche, su istanza della ditta, ha prescritto la realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomasse. L’attuale procedimento di “rinnovo” si sovrappone a quello di “riesame” avviato dalla stessa Regione nel giugno 2005 ed inspiegabilmente sospeso dal 01.03.2007, quando, in Conferenza dei Servizi decisoria, il Comune di Orciano di Pesaro e la Provincia di Pesaro e Urbino espressero motivato diniego al rilascio dell’A.I.A. In tale circostanza la Regione Marche, posta in minoranza dai due voti contrari, decise di non concludere il procedimento – come avrebbe dovuto - con diniego dell’A.I.A. e ne dispose la sostensione sine die".

Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

www.comitatinrete.it – segreteria@comitatinrete.it

giovedì 23 luglio 2009

Anche l'On. Scilipoti al fianco del Coordinamento Provinciale dei Comitati contro la realizzazione dell’inceneritore di biomasse di Schieppe


"Si è tenuto oggi, presso la Procura della Repubblica di Pesaro, il consueto sit-in del Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino, nell’ambito del quale è stato distribuito il volantino recante il comunicato stampa dell’On. Domenico Scilipoti, che si attiverà nelle sedi parlamentari contro la realizzazione dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano e per il ripristino della legalità".

I sit-in riprenderanno, dopo la sospensione feriale (dal 1 agosto al 15 settembre), giovedi 17 settembre 2009.

Questo il contenuto del volantino distribuito

AMBIENTE, SCILIPOTI (IDV): BISOGNA IMPEDIRE LA NASCITA DI UNA CENTRALE TERMOELETTRICA A BIOMASSE
ROMA 22.07.09 – “Dobbiamo assolutamente impedire che il mangimificio presente nel comune di Orciano venga trasformato in una centrale termoelettrica a biomasse, determinando un aumento del tasso delle patologie degenerative nella zona”. Così il Deputato dell’Italia dei Valori Domenico Scilipoti in merito alla questione di un’azienda produttrice di mangimi situata nella provincia di Pesaro. “Questa eventuale trasformazione non soltanto prevede uno spreco di 24 milioni di euro all’anno di certificati verdi ma, soprattutto, comporta una serie di gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Il mangimificio in questione infatti – prosegue Scilipoti – sorge su un’area geografica che interessa, oltre al comune di Orciano, almeno altri 13 comuni limitrofi: Barchi, Sant’Ippolito, Serrungarina, Saltara, Cartuceto, Montemaggiore al Metauro, Fossombrone, Isola Del Piano, Monte Felcino, San Giorgio di Pesaro, Piagge, Fano e Mondavio”. Il Presidente della C.I.T.A.S. (Comitato Intercomunale per la Tutela dell’Ambiente e della Salute) Alfredo Sadori, incontrandosi con l’On. Scilipoti, ha affermato: “Da oltre un
anno, il Coordinamento provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino ha organizzato dei sitin di sensibilizzazione davanti alla sede della Procura della Repubblica di Pesaro.” Continua l’On. Scilipoti: “Dalla documentazione fornita dal Coordinamento dei Comitati, sembrerebbe che gli esposti inviati, in cui si denunciava tutta una serie di irregolarità accertate dagli organi di polizia giudiziaria, non abbiano sortito alcun effetto. Tali irregolarità riguardano l’assenza di certificati antincendio, l’emissione di fumi non controllati e la costruzione di una platea armata di 2100 mq non autorizzata. E’ dunque necessario – conclude il Deputato – che il Ministro per l’Ambiente intervenga immediatamente sulla questione perché, se il mangimificio di Orciano venisse trasformato in una centrale termoelettrica,
ad essere in pericolo saranno i cittadini e l’ambiente in cui vivono”.
On. Domenico Scilipoti


Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

martedì 14 luglio 2009

Coordinamento provinciale dei Comitati: "I controlli e... le autorità: sintesi tragicomica di una realtà documentata"


Si è svolta ieri, 13 luglio 2009, al Ristorante TRIS di Schieppe di Orciano, l'assemblea del Coordinamento dei Comitati in ordine all’impianto Wafer zoo S.r.l. di Schieppe.

"Sono intervenuti l’On. Luca Rodolfo Paolini, il Consigliere Provinciale Marcello Mei, i Sindaci di Cartoceto, Montemaggiore al Metauro e Serrungarina, assessori e consiglieri dei Comuni interessati, rappresentanti di partiti ed associazioni. Assente il Sindaco di Orciano di Pesaro.

Sono state illustrate le numerose irregolarità nella gestione dell’impianto - quali risultano accertate dalle autorità e quali emergono dai documenti acquisiti mediante accesso agli atti - ma anche le contraddizioni, le inspiegabili lungaggini e “dimenticanze”, le inadempienze degli organi e delle autorità di controllo nel pretendere il rispetto delle vigenti disposizioni normative a tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei cittadini, della legalità intesa come essenza del vivere civile e democratico
.

L’Ufficio di Polizia Locale dell’Unione Roveresca, l’ASUR Marche e i Vigili del Fuoco hanno verbalizzato numerose infrazioni e gravi irregolarità nella gestione dell’impianto, cui si aggiunge la mancata esecuzione e/o mancata trasmissione dei controlli annuali sulle emissioni da parte della ditta alle autorità competenti almeno a far data dal 2005 (Ma non risultano agli atti nemmeno i certificati del 2004).

Da ultimo la ditta ha realizzato una platea in cemento armato di circa 2.100 mq. (e una strada di 134 ml.) interessanti la zona agricola, l’ambito di tutela integrale (Art. 29 PPAR Marche), la Z.P.S. 8 di Tavernelle e l’area sottoposta a tutela paesaggistica dal D.L.vo 42/2004.

La circostanza è stata segnalata il 25/05/2009 al Sindaco del Comune di Orciano di Pesaro, al Responsabile dell’Area Tecnica e al Comandante dell’Ufficio di Polizia Locale dell’Unione Roveresca. I lavori erano in corso di esecuzione e la normativa vigente avrebbe richiesto la sospensione dei lavori; invece il 27/05/2009 le opere sono state ultimate. “Per i lavori di che trattasi, non risulta rilasciato alcun titolo abilitativo e non risulta depositato alcun progetto” ha dichiarato il Sindaco il 27/06/2009, ma il Comune ha emanato l’ordinanza di demolizione il 9 luglio 2009.

Le irregolarità emerse dai documenti ufficiali e le presunte inadempienze delle autorità di controllo sono state tutte denunciate alla Procura della Repubblica di Pesaro.

A tutt’oggi non ci risulta che siano stati adottati provvedimenti.

L’assemblea si è conclusa con l’impegno dell’On. Paolini di verificare la documentazione fornita per attivarsi nelle sedi parlamentari; il Consigliere Mei porterà invece l’argomento in discussione al Consiglio Provinciale.

L'assemblea ha preso l'impegno di interrogare il Sindaco di Orciano su tutte le irregolarità emerse in ordine alla tutela della salute e al rispetto della legalità".

Sull’argomento il Coordinamento dei comitati terrà un’assemblea pubblica nel capoluogo Orcianese.

La presentazione della serata sarà disponibile sul sito www.comitatinrete.it

14 luglio 2009

Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

giovedì 9 luglio 2009

Coordinamento dei Comitati: "L’ambiente frequentato dai vip merita di essere maggiormente tutelato?"


"VIP CERCASI
Per la salvaguardia della zona a tutela integrale di Schieppe di Orciano

All’interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo, si apprende dalla stampa, sarebbe stato realizzato abusivamente un percorso in terra di circa 300 metri. La settimana successiva alla segnalazione da parte di un cittadino, la Polizia Municipale e le Guardie Forestali dirette da un magistrato della Procura della Repubblica di Pesaro, hanno giustamente sospeso i lavori e sequestrato l’area.

A Schieppe di Orciano, dal 25 maggio 2009, in ambito di TUTELA INTEGRALE analoga a quella cui è sottoposta la zona interessata dalle opere sul San Bartolo, è stata segnalata, a lavori in corso di esecuzione, la realizzazione di una platea in cemento armato di circa 2.100 metri quadrati. La segnalazione è stata effettuata da un Consigliere Comunale al Sindaco di Orciano di Pesaro, al Responsabile dell’Ufficio Tecnico e al Comandante della Polizia Municipale. In questo caso, però, non è stata ordinata l’immediata sospensione dei lavori prescritta dalla normativa vigente, provvedimento che avrebbe impedito il completamento dell’opera.

Come mai, pur in presenza di abusi analoghi, il Parco del San Bartolo e la zona di Schieppe ,di rilevante valore ambientale paesaggistico, sottoposta a tutela integrale, inclusa nella Z.P.S. 8 – Tavernelle sul Metauro e, peraltro, dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi del D.M. del 31 luglio 1985, sembrano aver avuto attenzioni tanto diverse da parte delle autorità preposte?

Forse l’ambiente frequentato dai vip merita di essere maggiormente tutelato?"



Coordinamento dei Comitati

ASSEMBLEA GENERALE DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI

aperta agli Amministratori locali, ai Consiglieri regionali e provinciali, ai Deputati del territorio

LUNEDI 13 LUGLIO 2009 - RISTORANTE TRIS

Schieppe di Orciano (G.c.) - Ore 21.15

"L'inceneritore di biomasse di Schieppe… continuano a provarci!?"


"Purtroppo la burocrazia della Regione Marche non ha mai smesso di lavorare per permettere la costruzione dell'inceneritore a "biomasse" di Schieppe di Orciano, ed ha proseguito nell’attività istruttoria anche dopo aver disposto la sospensione dei procedimenti.

Persino i controlli più elementari sull’esercizio dell’attività nell'attuale impianto sono stati trascurati, tanto che, a seguito di recente accesso agli atti, il Comune di Orciano, la Provincia e la Regione si sono dovuti dichiarare sprovvisti delle prescritte verifiche sulle emissioni del camino principale per gli anni successivi al 2005. Né provvedimenti appropriati sono stati adottati da parte delle autorità di controllo, anche quando le irregolarità sono state accertate con tanto di verbale
.

Da ultimo, nello scorso mese di maggio, "ignoti" hanno realizzato una platea in cemento armato, circa 2.100 mq. per metà ricadente in zona agricola sottoposta a tutela integrale, senza richiedere né permesso di costruire, né autorizzazione paesaggistica. E, “stranamente”, la pavimentazione di quell’area era prevista nel progetto del cosiddetto impianto a biomasse approvato dalla Regione con le due autorizzazioni paesaggistiche annullate dalla Soprintendenza di Ancona.

Debole e incerta, anche in questo caso, è stata la reazione degli organi e delle autorità di controllo. A distanza di oltre un mese dalla segnalazione ricevuta il Sindaco di Orciano, pur ammettendo che l’esecuzione dei lavori è avvenuta in assenza delle prescritte autorizzazioni, stava ancora…conducendo gli accertamenti. Nessuna notizia, invece, da parte delle forze dell'ordine, della magistratura, dei cosiddetti organi di vigilanza della Provincia e della Regione Marche ugualmente interessati. Per documentare la giusta protesta dei cittadini e la richiesta di ripristino della legalità è convocata la

ASSEMBLEA GENERALE DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI

aperta agli Amministratori locali, ai Consiglieri regionali e provinciali, ai Deputati del territorio

LUNEDI 13 LUGLIO 2009 - ore 21.15
RISTORANTE TRIS - Schieppe di Orciano (G.c.)


L'INCENERITORE DI BIOMASSE DI SCHIEPPE NON SI FARA' MAI, NE' PICCOLO, NE' GRANDE"



Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

mercoledì 8 luglio 2009

Bonifica Agroter, il Coordinamento provinciale dei Comitati: "Queste le regole del gioco della scopa"


Sul conferimento dei rifiuti Agroter alle discariche di Barchi e Cà Lucio di Urbino, interviene il Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino.
"E' stata diffusa dalla stampa la notizia che parte dei rifiuti del sito verrà trasferita anche alla discarica di Rafaneto, prossima all'esaurimento, nel comune di Barchi.

Il trasferimento è annunciato come la tappa finale – ma in verità non lo è affatto - di questo banale rimpiattino dovuto alla necessaria e tardiva soluzione di un problema creato dal malgoverno del territorio e svela altre omissioni e responsabilità
:

1) quella della Provincia di Pesaro e Urbino che, appunto, spaccia lo spostamento dei rifiuti come bonifica del sito, fingendo di non sapere, insieme alle autorità di controllo, che quello visibile è forse il materiale meno pericoloso e meno urgente da rimuovere. Ben diversa è infatti la realtà che i cittadini hanno denunciato, offrendosi di collaborare con magistratura e istituzioni per trovare e bonificare le aree dove i rifiuti sarebbero stati occultati.

2) quella dell'amministrazione comunale di Barchi che si era opposta, in pubblica assemblea, al trasferimento dei rifiuti Agroter nella discarica comunitaria. Ora, invece, si apprende che l’Amministrazione ha assunto tutt’altra decisione. Cosa sanno gli abitanti di Barchi, di questa decisione? Nulla. Niente circa le ragioni e la ragionevolezza che hanno portato ad accettare che l’imminente saturazione della discarica sia accelerato. Niente sulla somma che il Comune incasserà e niente circa il suo impiego. Niente riguardo alle analisi effettuate sul materiale da smaltire e sulla gestione futura della discarica.

3) quella dell'Unione roveresca (4 comuni: Barchi, Orciano,Piagge, San Giorgio), e della Comunità montana del Metauro (12 comuni), istituzioni che da tempo promettono invano di dare avvio alla Raccolta porta a porta, che consentirebbe di ovviare al problema dell'esaurimento della discarica e creerebbe nuove opportunità. Cosa sanno i cittadini di questo progetto? Nulla. Niente rispetto alle consulenze (necessarie?) commissionate per avviarlo. Niente rispetto ai finanziamenti da reperire. Ciò anche se in periodo elettorale si è tornati a prospettarla come imminente.

4) l'omertà e l'apatia degli amministratori, così bravi in periodo elettorale a "fare comunicazione", così pronti a proporre alleanze "strategiche" all'interno di un comprensorio territoriale di poche migliaia di abitanti e di molte decine di incarichi ed enti (pagati coi soldi dei cittadini). Un territorio sul quale da anni invece si trascina una questione, quella dei rifiuti, che è già emergenza. Cos’è avvenuto, quali e quanti rifiuti sono stati portati illegalmente nella discarica di Barchi, durante il traffico illecito svelato dall’”inchiesta arcobaleno”? Cosa sanno i cittadini di Barchi dei 657mila euro aggiudicati nell'aprile 2008 da una ditta del comune di Venezia (Pianiga) per la gestione dei rifiuti della discarica di Rafaneto (18 euro a tonnellata) per due anni?



Questa è la prima regola del gioco della scopa: mantenere all'oscuro i cittadini.



Chiediamo al Sindaco di Barchi e al Commissario della Comunità Montana del Metauro di informare i cittadini su tali circostanze, anche mediante pubbliche assemblee, chiarendo, tra l’altro, anche quali decisioni sono già maturate nelle “segrete stanze” sui futuri sviluppi della discarica di Barchi. Non vorremmo che, per l’incapacità degli amministratori di elaborare ed avviare soluzioni alternative e sostenibili e per soddisfare mere esigenze economiche degli enti coinvolti, se ne fosse già deciso l’ampliamento".



Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino.

http://www.comitatinrete.it

venerdì 3 luglio 2009

I Comitati scrivono al Presidente della Provincia Ricci e ai Sindaci della vallata del Metauro: "Tante ferite aperte a discapito del territorio


Al Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

Ai Sindaci dei Comuni di Orciano, Serrungarina, Barchi, San Giorgio, Piagge, Montemaggiore, Saltara, Montefelcino, Isola del Piano, Fossombrone, Sant'Ippolito, Fano, Cartoceto

Ai Capigruppo di minoranza della Provincia e dei Comuni

Al Commissario della Comunità Montana del Metauro

Al Sig. Procuratore della Repubblica

Al Prefetto di Pesaro e Urbino – Ufficio rapporti con gli Enti

Abbiano appreso che il Presidente della Provincia incontrerà questo pomeriggio, a Sant'Ippolito, i Sindaci del Territorio per una opportuna presa di contatto e di scambio di vedute.

Crediamo doveroso ed utile sottoporre di nuovo all’attenzione dei destinatari della presente talune ferite ancora aperte a discapito del territorio e dei suoi abitanti
:

1) Mancata reiezione e colpevole ritardo, da parte della Regione Marche, dell’istanza per la costruzione dell’inceneritore di "biomasse" di Schieppe di Orciano

2) Mancato svolgimento del processo contro l’amministratore di Wafer zoo S.r.l. + 6 (Di cui ben tre funzionari della Regione Marche) per truffa all’Unione Europea

3) La mancata conclusione del procedimento penale denominato "operazione Arcobaleno", pendente dal novembre 2002. Ricordiamo che si tratta di un vasto e pericoloso traffico illecito di rifiuti, di origine non urbana, che ha colpito il nostro territorio, in particolare la cava di Carrara e le discariche pubbliche di Barchi e di Monteschiantello

4) La mancata definizione della vicenda della R.eco S.r.l. di Schieppe di Orciano, azienda sottoposta a parziale sequestro dall’Autorità Giudiziaria

5) La situazione di illegalità diffusa, nel territorio, riguardante la violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici, soprattutto per quanto riguarda la ZPS di Tavernelle e la tutela integrale del P.P.A.R. Marche prevista a tutela dei corsi d’acqua;

6) Nuove, verificate e documentate situazioni di illegalità, sia rispetto alle normative edilizie che a quelle paesaggistiche, di fronte alle quali l'inerzia e l'assenza di controlli da parte di taluni Amministrazioni finisce per essere oggettiva ed incomprensibile tolleranza.



Per documentare e denunciare il grave e pericoloso stato della situazione, Vi invitiamo fin d'ora all'incontro che si terrà a Schieppe di Orciano, ristorante Tris, venerdì 10 luglio con inizio alle ore 21,15.



Confidando nella vostra presenza e determinazione si porgono cordiali saluti.


Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

ACU (Associazione Consumatori e Utenti) - Pesaro

giovedì 11 giugno 2009

Il Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino si rivolge al Procuratore


Lettera aperta al Signor Procuratore della Repubblica di Pesaro - Dott. Manfredi Palumbo

Egr. signor Procuratore,

riteniamo che il rispetto della legalità sia un valore cui tutti dobbiamo attenerci, in quanto condizione imprescindibile del vivere civile e di ogni società che voglia definirsi di diritto e democratica.

E’ per questo che, come cittadini, abbiamo dato e continueremo a dar prova di correttezza e collaborazione con le istituzioni, segnalando man mano le reiterate violazioni riscontrate nella zona industriale di Schieppe di Orciano; violazioni che pregiudicano la nostra salute, le nostre proprietà e l’ambiente in cui viviamo, valori costituzionalmente riconosciuti.

Ad oggi, come Le è noto, le autorità preposte sono rimaste inerti ed hanno consentito, non adottando alcun provvedimento, che le attività proseguissero senza il rispetto delle norme e senza controlli.

Ma neppure abbiamo avuto riscontro dei numerosi esposti presentati alla Procura della Repubblica di Pesaro, per quelle che riteniamo essere evidenti responsabilità penali di amministratori, funzionari e imprenditori.

Siamo già costretti a subire, in relazione al caso Agroter di Mondavio e alla Cava Solazzi di Carrara di Fano, le gravi conseguenze di attività esercitate in palese violazione di legge, agevolate dalla noncuranza di enti ed autorità di controllo prima dell’intervento della Magistratura.

Non siamo disposti ad accettare che ciò si verifichi di nuovo a Schieppe di Orciano e continueremo a chiedere che la Magistratura intervenga prima che il danno sia prodotto.

Abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare le situazione degli esposti presentati.

Siamo certi che Lei vorrà accettare la collaborazione di noi cittadini ed a tal fine Le rinnoviamo la richiesta di fissarci un appuntamento per analizzare la situazione e fornire elementi utili all’attività della Procura.

Con ossequio.

Pesaro, 11.06.2009

Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino

www.comitatinrete.it – segreteria@comitatinrete.it

mercoledì 3 giugno 2009

Rifuti: una diversa gestione è possibile. Parola di Paul Connet




























Si è tenuta ieri, a Calcinelli di Saltara, un’affollatissima conferenza del Prof. Paul Connet dal titolo “FATTI e non promesse - Né inceneritori né discariche: incontro con i candidati per il rinnovo dei Consigli comunali e del Consiglio Provinciale su governo e futuro del nostro territorio”
.

E’ stato uno dei contributi che il Coordinamento ha voluto portare a questa campagna elettorale nell’ottica di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini.

Il Prof. Paul Connet ha dimostrato, dati alla mano, che una diversa gestione dei rifiuti è possibile e che solo la riduzione, il riciclo e il recupero possono salvarci dall’emergenza e dagli inceneritori voluti dalle multiservizi, in cui ci sta confinando il modello fallimentare che nella nostra provincia è imperniato sulle discariche
.

Realtà come San Francisco (850.000 abitanti), Consorzio Priula e Capannori (LU), dirette all’obiettivo “RIFIUTI ZERO 2020”, dimostrano che è possibile raggiungere percentuali elevatissime di riciclo in brevissimo tempo.

Perché al Priula e Capannori e non da noi? Perché da noi è mancata la volontà politica per farlo.

Occorre innanzitutto la determinazione della classe politica di intraprendere questa direzione, la raccolta differenziata ma anche – e soprattutto – impianti di compostaggio e di riciclaggio sul territorio.

Occorre però, ha concluso il Prof. Connet, UNA BUONA LEADERSHIP POLITICA.

Presenti numerosi candidati alla prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno.



Il Coordinamento dei comitati ha reso noti i nomi di coloro che hanno sottoscritto l’impegno a dare continuità all’azione amministrativa intrapresa dalle attuali amministrazioni contro la realizzazione dell’impianto a biomasse di Schieppe (Vedi allegato):

1. Entrambe le liste per il Comune di Montemaggiore al Metauro

2. Entrambe le liste per il Comune di Sant’Ippolito

3. Entrambe le liste per il Comune di Serrungarina, sebbene la lista che sostiene il candidato Falcioni abbia precisato “si sottoscrivono i tre punti di cui sopra precisando che l’amministrazione intende mantenere la propria autonomia decisionale”. Omettiamo commenti in attesa di precisazioni

4. Le tre liste per il Comune di Saltara

5. Le liste dei candidati a Sindaco Berluti e Baldarelli per il Comune di Cartoceto

6. I Candidati alla Presidenza della Provincia Roberto Giannotti, Antonio Bresciani, Giacomo Rossi

7. I Candidati al Consiglio della Provincia Giampaolo Baldelli, Margherita Mencoboni, Giovanni Del Gaiso, Maria Raffaela Mazzi, Mario Battistelli, Alighiero Omicioli, Roberto Mencoboni.



Coordinamento Provinciale dei Comitati di Pesaro e Urbino