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lunedì 21 marzo 2011

Inaugurata la rotatoria a San Lorenzo in Campo


E' stata inaugurata sabato la rotatoria sulla provinciale Cesanense, al bivio fra le direzioni per Fratte Rosa e Castelleone di Suasa.
L’infrastruttura progettata dalla Provincia, che ha richiesto un impegno finanziario di 160mila euro, è stata inaugurata dal presidente Matteo Ricci, dall’assessore Massimo Galuzzi e dal sindaco Antonio Di Francesco.

«Un’opera che contribuirà a migliorare la viabilità e la sicurezza dei cittadini e del territorio», hanno commentato Ricci e Galuzzi. Che hanno poi ricordato l’impegno dell’amministrazione provinciale sulla Cesanense, con «i lavori per asfaltatura, variante di San Lorenzo in Campo e nuova rotatoria di Pergola, in dirittura d’arrivo».

Apprezzamenti dal sindaco Di Francesco e dai primi cittadini di Fratte Rosa, Alessandro Avaltroni, e Castelleone di Suasa, Giovanni Biagetti.

giovedì 23 dicembre 2010

San Lorenzo, Natale bollente. Il Pdl al sindaco: "Rispediamo al mittente tutte le ingiurie e offese personali. Frasi intimidatorie inaccettabili"


Siamo rimasti esterrefatti dalla veemenza e dall’acredine dell’intervento del sindaco al consiglio comunale del 21 Dicembre, a commento dell’articolo sull’assestamento di bilancio comparso qualche giorno fa sul nostro sito internet.

Un intervento offensivo sul piano politico e personale in vero stile “Di-Pietrista” verso il “Circolo PDL Laurentino”, il Coordinamento Locale e verso loro suoi componenti che a tratti è sfociato addirittura in frasi intimidatorie inaccettabili dal primo cittadino. A proposito: ricordiamo al sindaco che il coordinamento del PDL è ufficialmente costituito ormai da molto tempo ed ha un coordinatore regolarmente in carica, nel caso si fosse dimenticato… Ma siamo certi che la sua in consiglio comunale sia stata una mera dimenticanza, o almeno così vogliamo sperare.
La critica e l’opposizione alle scelte della maggioranza pro tempore è il fondamento della democrazia e l’amministrazione dovrà abituarsi a convivere con la nostra forza politica, che puntualmente rimarca e continuerà a rimarcare le scelte amministrative che consideriamo sbagliate e non a favore del bene del paese.
Quindi, per nulla intimoriti da qualche “decibel” in più nell’aula del consiglio durante le comunicazioni del Sindaco, rispediamo al mittente tutte le ingiurie e le offese personali ricevute.

Ma ritorniamo nel merito.
Siamo stati accusati di descrivere la situazione del Paese in maniera falsa e volutamente denigratoria al solo scopo di screditare l’amministrazione.
Rispondiamo con le stesse parole del Sindaco: "guardate i paesi vicini!!". Noi li guardiamo e vediamo che sono quasi tutti in una situazione generale migliore della nostra. Centri storici, arredi urbani, pulizia, attività culturali e ricreative, tutto migliore e pertanto ci chiediamo: dove vivono questi amministratori? Inoltre bisogna sempre guardare chi è davanti a noi per fare meglio e non quelli dietro per dire quanto siamo bravi.
In quanto ai numeri da noi esposti nell’articolo e contestati solo dal Sindaco in maniera grossolana e semplicistica vogliamo puntualizzare quanto segue.

- Abbiamo esposto chiaramente nell’articolo che indicavamo solo i numeri per noi “politicamente” significativi. Certo che in tutto il bilancio ci sono altre poste che vanno sommate algebricamente alle cifre da noi esposte, ma il risultato finale non cambia.
- Come si sarebbe assestato il bilancio se non ci fossero stati i 43.572€ dell’avanzo di amministrazione 2009? (che ripetiamo viene “politicamente” usato impropriamente per ripianare il bilancio corrente)
- Come si sarebbe assestato il bilancio se la giunta non avesse fatto all’ultimo momento la convenzione di 30.000 € con la società “Garbino Eolica” che installerà il parco eolico in zona Piano Rotondo di Monterolo??
- Come si sarebbe assestato il bilancio se non fossero saltati fuori i 26.000€ di sanzioni per illeciti edilizi come ha spiegato il sindaco? (26.000€ di illeciti in 5 mesi sono veramente tanti e qualcuno avrebbe dovuto denunciarli per tempo non vi pare? Ma purtroppo non ci è stato spiegato nulla in merito e le minoranze non sono state edotte di ciò)
Questi sono i fatti, 100.000 € circa di assestamento in 5 mesi significa che le previsioni fatte erano sostanzialmente sbagliate: giusto quello che abbiamo esposto nel nostro articolo.
E significa anche che questa situazione è dovuta a scelte amministrative che non condividiamo e che continueremo a contrastare con la convinzione delle nostre idee in piena autonomia.
Uno dei punti più patetici della serata è stato quello in cui il Sindaco ha accusato l’attuale Governo centrale (uno dei suoi sport preferiti), alzando ancora di più i decibel a causa del numeroso pubblico stranamente presente, di aver dato la proroga per l’approvazione di bilancio previsionale sino a Giugno di quest’anno per salvare le amministrazioni “amiche” di alcune grandi città. Vogliamo ricordare al sindaco che la proroga non significa un obbligo ad approvare il bilancio a giugno! Se l’amministrazione aveva le idee chiare sul bilancio poteva farlo diversi mesi prima! Ma forse non le aveva, e alla luce dei fatti esposti, non avevamo certamente torto!
Altra accusa: non siamo propositivi ma sappiamo soltanto criticare. Falso! Su molti temi abbiamo detto la nostra e ci siamo fatti sentire in ogni sede opportuna, ma come al solito, non siamo stati ascoltati.

Infine vogliamo sottolineare che l’unico errore che abbiamo commesso è stato quello di non virgolettare quanto scritto sulla relazione della Corte dei Conti : “entrate correnti di carattere non ripetitivo superano del 100% le spese correnti non ripetitive mentre, è regola di buona amministrazione che entrate straordinarie non siano utilizzate per finanziare spese continuative.” Frase che ci siamo limitati a riportare integralmente; quindi, per logica, il sindaco con le sue parole ha dato del bugiardo e dell’incompetente alla stessa Corte dei Conti.
Inoltre vogliamo sottolineare che è vero che la Corte dei Conti invia la relazione a tutti i comuni, ma non sono mica tutte uguali come il Sindaco ha cercato di far trapelare!
E quanto eccepito dalla suddetta corte, secondo il nostro parere, è un gravissimo segnale d’allarme che il Sindaco è liberissimo di ignorare. Il sindaco non può, però impedire ad una forza politica libera e democratica di informare la cittadinanza su come siamo amministrati e come vengono spesi i nostri soldi. Il sindaco ha dimostrato, ancora una volta, di non saper ascoltare né le critiche né le richieste dei suoi cittadini ma ormai a questo ci siamo abituati; quello a cui non eravamo abituati è l’insulto gratuito e la mistificazione plateale della realtà, ma nostro malgrado vedremo di abituarci anche a questo.


Il Coordinamento Locale e Circolo PDL Laurentino

mercoledì 22 dicembre 2010

San Lorenzo, ma quanta gente in consiglio! Un miracolo? No, si parlava di cave. Tra i consiglieri c'è chi ha lasciato l'aula in segno di dissenso


I miracoli sotto Natale avvengono anche a San Lorenzo in Campo.

Mi sembrava di sognare ieri sera quando ho aperto la porta dell'ex chiesa di San Francesco a San Vito dove si teneva l'ultimo consiglio comunale del 2010.

Per un attimo ho pensato di essermi sbagliato, ho pensato di essere entrato al bar che è lì a fianco. Tanta gente in una volta sola non l'avevo mai vista quest'anno a un consiglio. Di solito siamo 2 o 3.

Poi ho guardato le facce, ho riletto l'ordine del giorno e ho compreso tutto.
Il menù della serata prevedeva cave come piatto succulento, e sai com'è...
A dire il vero si parlava anche di fotovoltaico, o meglio dell’adozione e integrazione delle norme regionali per l’individuazione delle aree non idonee all’istallazione degli impianti fotovoltaici a terra. Forse qualcuno è intervenuto anche per questo argomento... forse!

Nemmeno il Berlusca a Matrix ha trattenuto i laurentini a casa davanti alla tv. Bene così!

All'inizio si è battibeccato sul futuro degli alberi al bivio di Fratte Rosa e Castelleone dove si sta facendo la rotatoria. Roba forte! Li butteranno giù? Chissà! Sembra proprio che a Capodanno brinderanno anche loro poi si vedrà...
Quindi si è passati a discutere del muretto che circonda il campo dove si trova la pista polivalente. In alcune parti è messo piuttosto male. Che fare? Dilemma!

Il sindaco successivamente ha risposto per le rime a un comunicato stampa del Pdl riguardo all'assestamento di bilancio.
Di Francesco ha sottolineato che gli "esperti" hanno riportato tante inesattezze e cose non vere.

In un crescendo rossiniano è arrivato poi il momento più atteso: l'approvazione della convenzione con le società di escavazione che presto inizieranno la coltivazione delle nuove cave.

Da una parte i consiglieri, dall'altra il pubblico attento a non perdere neanche mezza battuta, in mezzo i tecnici con un banco pieno di faldoni.

"La convenzione, ha esordito il primo cittadino, chiude un’avventura iniziata 7 anni fa con l’allora sindaco Grottaroli.
L’attività durerà 10 anni in un’area di 27 ettari. Sono stati previsti 9 lotti più cave di prestito.
Abbiamo preteso il ritombamento con materiali precisi per riportare il piano di campagna iniziale.
Per il prossimo decennio entreranno nelle casse comunali 120mila euro l’anno.
Avremo poi a disposizione un’area di 10 ettari. Sulla metà sarà realizzato il progetto di qualità che prevede una country house destinata al Country Club Valcesano con centro ippico, parcheggi, percorso salute.
Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”.

Dopo tanti consigli alla camomilla nei quali al massimo ho sentito discutere di aria fritta o quasi, finalmente si è assistito a un botta e risposta più consono a un consiglio comunale.

La palla dopo il sindaco è passata a Silverio Caldarigi del gruppo ‘Laurentini sì’ che non ha usato mezze parole per criticare la convenzione.

“Troppa fretta per questa approvazione che riveste una grandissima importanza per il futuro del paese. La convenzione è molto imprecisa. Mi sembra che stiamo raccogliendo pochissimo e poi perché il Comune non ha preteso di incassare tutto subito? Questa convenzione non è degna di essere votata. Votarla è come mettersi le manette ai polsi. Al momento dell’approvazione usciremo dall’aula”.

E così è stato, Caldarigi e Simone Santini se ne sono usciti al freddo della notte sanvitese.

Dall'altra minoranza, quella targata Pdl, è arrivato invece un parere favorevole. Il voto di Pietro Gambaccini e Stefano Antognoli ha stupito molti dei presenti, non il sottoscritto.

“Siamo favorevoli a questi insediamenti – ha argomentato convinto Pietro Gambaccini – perché possono rappresentare una risorsa. Speriamo che i soldi vengano investiti per opere importanti”.

Chissà?

"Questa è l'idea - ha replicato Di Francesco - ma con l'andazzo attuale..."

Insomma in tempi di crisi economica non è semplice progettare il futuro...
Ma magari con 120mila euro all'anno per il prossimo decennio qualcosina si potrà fare, qualche mattone uno sopra l'altro si potrà intravedere. Speriamo!

Si è poi passati al fotovoltaico, argomento sul quale preferisco per ora... astenermi.

mercoledì 24 novembre 2010

San Lorenzo, proseguono gli incontri per illustrare il nuovo servizio di raccolta differenziata


E’ scattato il countdown. Ancora poco più di una settimana e nel centro laurentino partirà il servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. Nei giorni scorsi si sono tenuti i primi incontri informativi nei quali il sindaco Antonio Di Francesco e l’assessore all’Ambiente Vincenzo Berti, insieme a tecnici ed esperti, hanno illustrato il funzionamento del nuovo servizio.

Per chi non fosse intervenuto, questa settimana la cittadinanza potrà partecipare agli incontri, tutti con inizio alle ore 21, in programma mercoledì al ristorante pizzeria "La palma", giovedì al circolo "La Pieve" di San Vito sul Cesano e venerdì alla scuola primaria di viale Regina Margherita.

Le spiegazioni ed i consigli degli amministratori e degli operatori ed educatori ambientali hanno suscitato grande interesse da parte dei laurentini. La forte partecipazione agli incontri è indubbiamente un aspetto molto importante che fa ben sperare per l’avvio della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti.
Collaborando con l'Amministrazione comunale e con l'azienda che gestirà il servizio, dovranno essere infatti i cittadini i protagonisti di una svolta fondamentale nel segno del rispetto dell'ambiente.
Nei prossimi giorni alle famiglie verranno consegnate le attrezzature e tutte le istruzioni per differenziare al meglio le varie frazioni merceologiche: carta, umido, secco residuo, plastica, vetro, metallo ed oli vegetali.

Un ruolo fondamentale, è stato sottolineato negli incontri, l’avrà l’ecocentro, l’area attrezzata in via Monte Catria, nella zona industriale di San Severo, dove si potranno conferire diversi materiali quali rifiuti elettrici, elettronici, ingombranti, sfalci, potature, oli esausti e le diverse frazioni merceologiche raccolte con il servizio domiciliare.

venerdì 19 novembre 2010

San Lorenzo, ex Mattatoio: in consiglio dibattito infuocato


Ogni volta che in consiglio comunale si parla del futuro dell’ex mattatoio, la discussione s’infiamma.
E’ successo anche nell’ultima seduta, ancor prima che si votasse l’ordine del giorno presentato dal gruppo del Pdl che chiedeva all’Amministrazione di bloccare il progetto di ristrutturazione.
La giunta Di Francesco vuol farne un centro socio-culturale. Il progetto nel complesso è di circa 500mila euro. Ad oggi sono certi i lavori per un importo di 175mila euro che potrebbero partire in primavera. Il Comune usufruirà di un finanziamento regionale di 105mila euro.
All’interno verrà spostata la biblioteca, mentre altri spazi potrebbero essere destinati ad associazioni e a una sala multimediale.
L’Amministrazione comunale ha poi aderito a un bando regionale che prevede un finanziamento del 50% della spesa per progetti con finalità socio-culturali. L’importo è di 300mila. Se verrà finanziato l’idea è di creare nel piano supplementare locali da destinare a centro di aggregazione giovanile.

“Spendere tutti questi soldi per poco più di 100 mq – ha sottolineato il capogruppo della lista “Laurentini sì” Nancy Feduzi - non mi sembra una scelta lungimirante. E poi per le attività del centro di aggregazione dove si prenderanno i soldi? Io non sono contraria all’idea di creare un centro con finalità socio-culturali ma con 500mila euro ci acquistavamo un appartamento che tra l’altro nel nostro paese costa molto meno. Non solo, ma quella cifra non basterà per renderlo funzionante. Per farlo funzionare poi bisogna creare prima i presupposti altrimenti rimarrà una scatola vuota”.

Pronta la replica del sindaco.

“Stiamo portando avanti il nostro programma che è stato condiviso dai cittadini. Noi non spendiamo 500mila euro ma meno della metà perché accediamo a un finanziamento”.

Ha proseguito il capogruppo Lorenzo Sabatini.

“Si va a valorizzare un patrimonio. L’ipotesi di una vendita per farci degli appartamenti vista la crisi attuale non credo fosse percorribile”.

Fortemente contrari alla scelta della maggioranza anche il coordinamento e il consigliere del Pdl Pietro Gambaccini.

“Che tipo di attività ci si svolgerà? La voce è lasciata volutamente generica. Si costruisce prima la scatola per poi cercare disperatamente qualcosa da metterci dentro. Purtroppo la scatola costerà ai laurentini per il momento 300mila euro e forse se ne dovranno spendere altrettante per terminarla. E non si dica che ci sono 105mila euro di contributo. Questi soldi sono sempre nostri, come quelli impegnati per questa demenziale operazione. L’area va venduta per reperire risorse da destinare ad altre opere”.

martedì 9 novembre 2010

San Lorenzo, un centro di aggregazione giovanile nell'ex mattatoio




Nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo relativo ai lavori di realizzazione di un centro di aggregazione giovanile. Sarà l’ex mattatoio ad ospitarlo.
L’edificio è già oggetto di un progetto dell’Amministrazione comunale, per la creazione di un centro con finalità turistico–culturale. All’interno dovrebbe essere spostata la biblioteca, realizzata una sala multimediale, mentre altre stanze potrebbero venire utilizzate dalle numerose associazioni locali.
Oltre agli spazi a piano terra vi è la possibilità di costruire internamente un piano supplementare e ciò consentirà la realizzazione di locali da destinare appunto a centro di aggregazione giovanile.
Potranno beneficiarne bambini, adolescenti ma anche adulti sia di San Lorenzo in Campo che dei Comuni limitrofi per le attività di scambio intergenerazionale e culturale nonché di socializzazione.
Il progetto definitivo è stato redatto dall’ufficio tecnico comunale. L’importo dei lavori è di 300mila euro.
L’Amministrazione comunale per l’intervento potrà beneficiare di un contributo regionale di 150mila euro.

Un atto con il quale si va a concretizzare uno dei progetti principali con cui l’attuale maggioranza si era presentata alle ultime elezioni.
L’ex mattatoio ormai da decenni divide la politica laurentina.
Per il Pdl ad esempio, l’area andrebbe venduta a privati con un preciso piano di recupero che preveda il massimo utilizzo edificabile e la sistemazione della viabilità circostante. Con il ricavato e gli oneri concessori introitati, il Comune, secondo il Pdl, potrebbe disporre di una ragguardevole cifra da destinare ad un’opera pubblica molto più utile. Prioritaria è una struttura polifunzionale culturale, ricreativa e sportiva.
Anche il gruppo consiliare di minoranza “Laurentini sì” in più circostanze ha espresso un parere negativo riguardo all’intervento ed invitato l’Amministrazione comunale a destinare i soldi necessari per la ristrutturazione dell’ex mattatoio per la sistemazione di piazza Verdi.
Il sindaco Antonio Di Francesco ha sempre risposto di essere totalmente contrario a svendere gli edifici di proprietà comunale.

venerdì 5 novembre 2010

Cosa fare per uscire dalla crisi?, riflessioni a Mondolfo


Sabato 6 novembre, alle ore 9.30, in Piazza Del Monaco

“Cosa fare per uscire dalla crisi?”. E’ l’incontro organizzato dalla Fondazione “XXV Aprile” per sabato 6 novembre, alle ore 9.30, in Piazza Mario Del Monaco a Mondolfo.

L’iniziativa sarà presieduta dal presidente della Fondazione, Giuliano Lucarini.

Dopo l’introduzione di Marco Luchetti, assessore regionale al Lavoro, interverranno Roberto Ghiselli, segretario provinciale CGIL, Sauro Rossi, segretario provinciale CISL, Riccardo Morbidelli, segretario provinciale UIL, Salvatore Giordano, direttore generale Confindustria Pesaro e Urbino, Camilla Fabbri, segretario provinciale CNA, Giuseppe Cinalli, segretario provinciale C.G.I.A, Piero Gasperoni, responsabile pd provinciale Economia e Lavoro, Pietro Cavallo, sindaco di Mondolfo, Margherita Pedinelli, sindaco di San Costanzo e Antonio Di Francesco, sindaco di San Lorenzo in Campo.

Sarà presente Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio regione Marche.

Le conclusioni sono affidate a Matteo Ricci, presidente provincia di Pesaro e Urbino.

Per informazioni: www.fondazioneXXVaprile.it.

mercoledì 27 ottobre 2010

San Lorenzo, incontro Bvb. Ricci: "Tutelare i lavoratori: nuovo incontro congiunto con i soci"


Vertice in Provincia con i sindacati sul futuro dell’azienda di San Lorenzo in Campo

PESARO – «Chiediamo con urgenza un nuovo incontro congiunto con i soci di maggioranza e minoranza della Bvb».

Così Matteo Ricci, dopo il vertice pomeridiano con i sindacati e gli amministratori della Vacesano sul futuro dell’azienda di San Lorenzo in Campo. In ballo c’è il destino dei 74 lavoratori, dopo che la famiglia Marcegaglia ha comunicato l’intenzione di uscire dalla società.
Ma gli scenari legati alla possibile riconversione legata allo smaltimento del fotovoltaico non appaiono nitidi.
Ricci spiega le richieste: «Vogliamo verificare se è ancora valido l’accordo tra i due soci (Valentini e Marcegaglia, ndr) sulla nuova attività, così come ci era stato prospettato nel mese scorso. In questo caso la priorità è la proroga della cassa integrazione straordinaria per un anno.
Parallelamente si potranno aprire valutazioni sulle soluzioni ponte che possono garantire a tutti il posto di lavoro».

Il presidente della Provincia valuterà poi, insieme agli altri soggetti interessati, l’esito dell’incontro.

«Perché in ogni caso – sottolinea –, se non ci saranno risposte adeguate, ci riserviamo la possibilità di intraprendere una mobilitazione unitaria che coinvolga istituzioni, lavoratori e sindacati».

Presenti al tavolo, oltre ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil anche l’assessore Massimo Seri, il sindaco di San Lorenzo in Campo Antonio Di Francesco e il consigliere provinciale Antonio Baldelli.

domenica 17 ottobre 2010

San Lorenzo, presentata la variante. Primo stalcio in 3 anni. Galuzzi: "Ci sono i fondi per completare l’opera"




Il sogno coltivato per decenni ora è realtà.
I lavori per la variante alla strada provinciale 424 della Valcesano sono partiti e sabato mattina il presidente della Provincia Matteo Ricci, l’assessore Massimo Galuzzi e il sindaco Antonio Di Francesco li hanno presentati ai cittadini.

“Una grande soddisfazione – ha spiegato il primo cittadino – perché vede la luce un’opera attesa da decenni che rilancerà il centro storico e porterà benefici al settore produttivo. Per questo ringraziamo la Provincia che si è prodigata in ogni modo”.

Galuzzi è sceso nei dettagli.

“Questa è l’opera principale che la Provincia ha fatto negli ultimi 30 anni. L’impegno economico è rilevantissimo, 13milioni di euro. Sono iniziati gli interventi per la bonifica dagli ordigni bellici. L’impresa avrà 3 anni di tempo per la realizzazione del primo stralcio. L’importo è di 8milioni e 450mila euro. Il progetto è dei nostri tecnici e non è cosa da poco. E’ già stato progettato preliminarmente il secondo lotto. Ci sono i fondi per completare l’opera”.

Ha concluso Ricci.

“Siamo orgogliosi, è un’opera fondamentale per l’entroterra. Nonostante le difficoltà economiche abbiamo deciso di far partire la variante e voglio assicurare tutti che anche la seconda parte sarà ultimata”.

L’ing. Camerini, direttore dei lavori, ha ricordato che la variante avrà 3 rotatorie, 2 piazzole di soste e si svilupperà su 2 corsie. Tra le opere principali, saranno realizzati 2 sottopassi e una galleria artificiale.

giovedì 14 ottobre 2010

San Lorenzo, Bvb: Ricci chiede incontro alla Marcegaglia. Il Pdl locale: "In 6 anni persi 400 posti di lavoro. C'è bisogno di assessori più attenti"


E’ sempre alta l’attenzione per la situazione della Bvb, l’azienda laurentina che produce componenti per la refrigerazione.
A metà settembre il gruppo Marcegaglia ha comunicato la volontà di uscire dalla società e di cedere gratuitamente il 64% di quote al socio di minoranza Valentini.
Quest’ultimo ripartirebbe con un nuova attività legata allo smaltimento di pannelli fotovoltaici.
Per 50 dei 74 dipendenti non ci sarebbe più posto.
Entro la settimana il presidente della Provincia Matteo Ricci, che ha seguito passo passo la vicenda con il sindaco di San Lorenzo Antonio Di Francesco e i sindacati, spera che arrivi dalla leader di Confindustria Emma Marcegaglia, una risposta alla richiesta d’incontro per discutere della grave situazione.
In caso contrario saranno convocati i sindacati e valutate azioni di protesta spostando la questione a livello nazionale.
Ricci l’ha più volte ribadito in queste settimane: “Il nostro non è un territorio “mordi e fuggi”, dove si scappa alla prima difficoltà. Quanto prospettato è inaccettabile. Stiamo parlando di uno dei più grandi gruppi industriali del Paese. Un’azienda con responsabilità anche a livello nazionale. Non si può parlare bene e razzolare male. Devono avere un sussulto di responsabilità”.

Ma nel centro laurentino purtroppo sono molte altre le aziende che non se la passano bene. Secondo il Pdl locale in 6 anni si son persi 400 posti di lavoro.

"Un altro aspetto che denota il disinteresse totale da parte degli amministratori alla vita del paese è quello della situazione delle nostre attività produttive. E’ nota a tutti la situazione di forte difficoltà in cui si trova il settore produttivo e la vicenda BVB ne è l’aspetto più eclatante. Bene ha fatto l’Amministrazione a partecipare a tutte le iniziative a sostegno di questa azienda in crisi e su questo ha tutto il nostro appoggio.
Ma cosa sta facendo, o meglio cosa ha fatto, l’assessorato alle attività produttive per cercare di capire e in qualche modo contrastare il continuo declino della nostra economia? E’ stato calcolato che in 6 anni S. Lorenzo ha perso nel settore produttivo, circa 400 posti di lavoro (11,5% della popolazione).
Certo l’amministratore non ha gli strumenti per invertire questo pauroso trend negativo ma la frase del Sindaco all’ultimo consiglio “cosa possiamo fare noi amministratori?” ne evidenzia tutta l’incapacità: subire e gestire passivamente gli eventi e niente di più.
Le crisi sono anche opportunità per chi sa innovare e imboccare strade nuove (un esempio: durante la crisi del 1929 sono nati più miliardari che in ogni altro periodo della storia contemporanea). La famosa frase “innovazione e ricerca” deve valere anche e soprattutto in campo politico-amministrativo. L’assessore conosce almeno la situazione delle altre nostre piccole realtà anch’esse in forte difficoltà? Ha mai indetto incontri con i nostri imprenditori e con le associazioni di categoria per verificare lo stato di salute del settore, se vi sono possibilità di sinergie, se il comune può in qualche modo essere d’aiuto? Ha mai pensato a sgravi fiscali di qualche tipo?
Ha contattato le nostre principali banche locali per capire come stanno trattando le aziende locali in difficoltà? Ha mai organizzato un dibattito con qualche economista per portare a conoscenza dei nostri imprenditori i vantaggi di un’aggregazione di imprese che è l’unico modo per contrastare questa contingenza negativa. Ha mai pensato a verificare se la raccolta differenziata potesse essere fatta dalle aziende e dagli imprenditori del loco?
Certo sono tutti interventi non risolutivi e forse utopici ma almeno sarebbero serviti per dare agli operatori del settore l’impressione di non essere lasciati soli. L’amministrazione deve dare il germe propulsivo e non solo colpevolizzare gli imprenditori se poi questi sono costretti a chiudere le aziende.
Non sta a noi, visto che abbiamo perso le elezioni (come non perde ogni volta occasione il sindaco di ricordare alle opposizioni..), trovare i rimedi e le azioni giuste da intraprendere, ma qualche contributo di idee crediamo di poterlo dare ugualmente nell’interesse di tutti: abbiamo bisogno di assessori più attenti alla realtà del nostro territorio".

A San Lorenzo in Campo, la Provincia presenta i lavori della variante. Ricci e Galuzzi inaugurano ufficialmente il cantiere




PESARO – «Sarà una delle più importanti opere per il territorio degli ultimi 30 anni…».
Matteo Ricci e Massimo Galuzzi «battezzano» così la variante di San Lorenzo in Campo: il cantiere è aperto e i lavori saranno illustrati nel dettaglio ai cittadini dalla Provincia sabato prossimo.
Intanto, presidente e assessore ripercorrono gestazione e tappe: «Abbiamo accelerato i tempi delle procedure per arrivare alla realizzazione dell’infrastruttura. E’ stato fatto l’appalto del primo stralcio per un importo complessivo di 8milioni e 450mila euro».
Lo scorso aprile la consegna parziale dei lavori: «Poi - proseguono – sono iniziati subito gli interventi per la bonifica dagli ordigni bellici su autorizzazione dell’esercito. Al termine dei quali l’impresa avrà 3 anni di tempo per la realizzazione del primo stralcio».

Ma c’è il secondo già all’orizzonte, perché Ricci e Galuzzi sono determinati a concludere il progetto complessivo: «Proprio per realizzare tutta l’opera – aggiungono – abbiamo deciso di richiedere il finanziamento del secondo stralcio con i fondi del Dpcm 2009, per 3 milioni e 700mila euro. Ed è stato elaborato il progetto che è stato consegnato in Regione per riuscire ad appaltare e iniziare i lavori del secondo stralcio, in continuità con la realizzazione del primo». Conclusione di presidente e assessore: «Una grande opera che servirà a tutta la vallata, ai cittadini e alle imprese».

La presentazione ufficiale della variante alla strada provinciale 424 della Valcesano sabato 16 ottobre, alle ore 11, nell’area del cantiere (in caso di maltempo l’iniziativa si terrà al teatro comunale). Oltre a Ricci e Galuzzi interverrà anche il sindaco Antonio Di Francesco.

giovedì 7 ottobre 2010

San Lorenzo, il consiglio comunale all'unanimità approva ordine del giorno sulla crisi della Bvb


Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla crisi dell’azienda Bvb.

“Lo stabilimento – ha sottolineato il sindaco Antonio Di Francesco – è fra i maggiori insediamenti industriali presenti nel nostro territorio e ha segnato un importante fulcro per lo sviluppo dell’economia locale nonché la crescita professionale e lavorativa per molti cittadini. Attualmente è interessato da una riorganizzazione produttiva che coinvolge tanti lavoratori. E’ interesse della comunità privilegiare tutte le azioni per favorire un piano di riassetto, ma anche il mantenimento della base produttiva fin qui consolidata nel nostro territorio”.

Il documento esprime la massima solidarietà ai lavoratori e allo stesso tempo condanna il comportamento dell’azionista di maggioranza, il gruppo Marcegaglia.

“Annovera il presidente della Confindustria Nazionale che ha dichiarato più volte contrarietà alla delocalizzazione all’estero degli impianti produttivi italiani, ma poi nella realtà, nel nostro territorio ha svuotato la Bvb del proprio patrimonio produttivo e commerciale e successivamente ha dichiarato di non essere più interessata alla permanenza, venendo meno anche alla responsabilità sociale che dovrebbe appartenere alle grandi industrie.
Ringraziamo il presidente della Provincia, i sindaci dei Comuni interessati e i sindacati per l’impegno profuso e invitiamo loro a proseguire in questa direzione fino a che ci saranno spazi di trattativa e intervento.
Auspichiamo che anche la Confindustria provinciale si faccia parte attiva nella difesa del territorio, giacché la delocalizzazione avviene anche verso altre Regioni italiane”.

L’ordine del giorno è stato inviato al gruppo Marcegaglia, Regione, Provincia, organizzazioni sindacali e ai Comuni interessati dal progetto di delocalizzazione produttiva.

“Abbiamo chiesto un altro incontro con la famiglia Marcegaglia – ha concluso il sindaco – ma temo che non arriverà alcun riscontro”.

lunedì 4 ottobre 2010

San Lorenzo, il sindaco Di Francesco: "Partita la circonvallazione, appaltati i lavori per la rotatoria. Opere fondamentali per lo sviluppo"


Con grande soddisfazione nell’ultimo consiglio comunale il sindaco Antonio Di Francesco ha comunicato l’avvio dei lavori relativi al primo lotto della circonvallazione.

“Si tratta di un’opera attesa da decenni, la più importante della nostra Provincia. Sabato 16 ottobre organizzeremo una manifestazione nella zona del cantiere, a Roncaglia, durante la quale l’assessore provinciale Massimo Galuzzi illustrerà nei dettagli il primo tratto ed anche il secondo stralcio per il quale a breve saranno disponibili le risorse. Non solo, Galuzzi mi ha comunicato che sono stati appaltati i lavori per la rotatoria sulla Cesanense all’intersezione fra San Lorenzo in Campo e Fratte Rosa, con un impegno di 165mila euro. Si tratta di opere molto importanti per lo sviluppo e la sicurezza della nostra comunità e per questo tutti dobbiamo essere contenti a prescindere dal colore politico”.

La variante, infatti, permetterà di aggirare il centro cittadino, dove, per via di una strettoia all’ingresso e il transito di mezzi pesanti, il traffico troppo spesso è congestionato e la viabilità e la sicurezza degli abitanti è limitata. Il progetto, primo stralcio funzionale, quasi due terzi dell’opera, riguarderà lavori da via Roncaglia, lato mare del paese, fino all’altezza del ponte dell’ex acqua sulfurea sulla SP Arceviese, lato Provincia di Ancona.
La Provincia sempre per quanto riguarda la vallata del Cesano ha comunicato altri importanti interventi: la rotatoria sulla Cesanense a Pergola all’incrocio con la provinciale Barbanti (195mila euro) e i lavori di risanamento del piano viabile della Cesanense (440mila euro).
Tutti gli appalti si sono conclusi e gli interventi partiranno entro tempi brevi.

venerdì 1 ottobre 2010

San Lorenzo in Campo, crollo mura palazzo Amatori: 7 imputati


Chiesto il rinvio a giudizio di proprietari e tecnici. Accuse a Soprintendenza e Comune

La tragedia è stata sfiorata e sarebbe stata una strage se il crollo fosse avvenuto due settimane dopo quando, nella grotta implosa sotto il peso delle mura storiche, si sarebbero trovati i ragazzi che lì allestiscono un’osteria per la fiera Mercanti e mestieri.

E’ una serie impressionante di imperizie, carenze, leggerezze e disattenzioni quella che contesta la procura della Repubblica di Pesaro al termine delle indagini sul crollo delle mura perimetrali del cinquecentesco palazzo Amatori.

Le mura, sotto il giardino storico del palazzo, vennero giù con un boato, lungo un fronte di 30 metri e per un’altezza di 20, la mattina del 25 luglio 2007 svegliando i residenti del centro storico di San Lorenzo in Campo. Il pubblico ministero Massimo Di Patria, dopo tre anni di indagini e consulenze tecniche, accusa di disastro colposo sette imputati: i proprietari dell’immobile, i progettisti del restauro conservativo delle mura portato a termine due anni prima, l’esecutore di tali lavori, il responsabile dell’intervento presso la Soprintendenza regionale per i beni architettonici e il capo dell’ufficio tecnico del Comune di San Lorenzo in Campo.

In sostanza sono tre i livelli di responsabilità individuati dalla procura: avere realizzato il restauro conservativo delle mura senza la dovuta perizia, non aver vigilato sull’esecuzione dei lavori e, in seguito, aver trascurato gli allarmi ripetuti dei residenti sulle precarie condizioni delle mura, dove si erano aperte vistose crepe. Insomma, secondo l’esito dell’inchiesta penale si tratta di un disastro annunciato: una tipica vicenda italiana fatta di negligenze e incuria che, in questo caso, solo per ragioni fortuite non ha registrato vittime. Infatti, il crollo - che causò l’evacuazione di tre abitazioni e di 35 anziani della casa di riposo Zaffiro ospitata nel palazzo Amatori - avvenne alle 7.45 quando la grotta, che si affaccia su via Tiberini, era chiusa e soprattutto nel momento in cui nessuno transitava lungo la via, completamente ostruita dalle macerie.

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di: Giovanni Guidi, 74 anni di Serra Sant’Abbondio, e Gabriella Tombolesi, 43 anni di Pergola, rappresentanti della società Della Rovere proprietaria dell’immobile e committente dei lavori; lo stesso Giovanni Guidi come titolare dell’impresa omonima che eseguì il restauro; l’architetto Remigio Bursi, 62 anni di Fano, l’architetto Luisa Landi, 45 anni di San Lorenzo in Campo, e il geometra Fernando Marchetti, 50 anni di Pergola, progettisti dell’opera (Marchetti anche per il ruolo di direttore dei lavori strutturali); l’architetto Biagio De Martinis, 53 anni di Senigallia, nella veste di responsabile del procedimento presso la Soprintendenza per i beni architettonici; il geometra Paolo Piersanti, 53 anni di Mondavio, responsabile dell’ufficio tecnico comunale. In particolare, vengono contestate l’assenza di un’analisi statica preventiva delle condizioni di equilibrio passate e future delle mura anche in relazione alla spinta della terra e dell’acqua di accumulo e la mancanza di un sistema di drenaggio. Il geometra comunale è accusato di non aver vigilato sui lavori e di aver omesso qualunque intervento in seguito all’esposto di una residente che evidenziava due evidenti crepe nelle mura.

Lorenzo Furlani


Il sindaco nega responsabilità

“A suo tempo abbiamo fornito, su richiesta, tutta la documentazione alla procura della Repubblica dalla quale risultava che il Comune aveva fatto tutto ciò che era di sua competenza”. Il sindaco Antonio Di Francesco non è al corrente della chiusura delle indagini sul crollo delle mura di palazzo Amatori e, soprattutto, non è stato informato della richiesta di rinvio a giudizio per disastro colposo avanzata dal pubblico ministero anche per il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Paolo Piersanti. “Non abbiamo deciso alcuna iniziativa legale - afferma - lo faremo appena riceveremo un atto formale. A suo tempo dissi solo che ci saremmo riservati la possibilità di adire le vie legali contro quelli che sostenevano che avevamo sottovalutato l’allarme sui rischi di un crollo”. Possibilità svanita visto che le “voci” a cui si riferisce il sindaco, molto rumorose all’epoca, nel frattempo sono diventate un formale atto d’accusa della procura.

Dal Corriere Adriatico di venerdì 1 ottobre 2010

lunedì 20 settembre 2010

San Lorenzo, Nancy Feduzi: "Solidarietà ai lavoratori della Bvb e sostegno a qualsiasi azione il sindaco voglia intraprendere"


Nel centro laurentino non si parla che della grave situazione della Bvb. Ne discutono amministratori, cittadini e partiti, molto preoccupati per il futuro dei 74 lavoratori dell’azienda.

Solidarietà ai dipendenti ed appoggio alle iniziative intraprese dal presidente della Provincia Matteo Ricci e dal sindaco di San Lorenzo Antonio Di Francesco, arrivano anche dal capogruppo consiliare di minoranza Nancy Feduzi.

“Purtroppo i risultati sperati non ci sono stati. Il gruppo Marcegaglia ha comunicato la volontà dell’uscita dall’azionariato della Bvb.
Ancora un ulteriore colpo al tessuto economico e sociale del nostro territorio.
Si è iniziato con il gruppo Von Felten, poi l’Eni ha disposto la chiusura dell’Aquater che impiegava quasi 300 lavoratori.
E adesso, ciliegina sulla torta, la storica azienda, la più importante ormai della vallata del Cesano, è costretta a mandare a casa più di 50 operai per la scelta del gruppo di maggioranza, Marcegaglia, di spostare la produzione in altri siti, si parla in Polonia.
Strana la decisione, se si pensa che la presidente di Confindustria più volte attraverso i mezzi stampa ha dichiarato di essere contraria alla delocalizzazione. Condivido le dichiarazioni del presidente della Provincia Matteo Ricci quando dice di non tollerare più questo stato di cose.
Affiancheremo il sindaco Di Francesco in qualsiasi azione voglia intraprendere. Basta strategie aziendali, non è più accettabile che a nome dei piani industriali i lavoratori siano sempre gli unici a rimetterci.
I 50 lavoratori che rimarranno senza lavoro a San Lorenzo in Campo sono come i 1000 di una grossa città. Siamo stanchi di essere sfruttati e poi abbandonati per chissà quale piano.
Siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie e parteciperemo a qualsiasi azione di lotta essi vogliano intraprendere”.

venerdì 17 settembre 2010

San Lorenzo, Bvb: il gruppo di maggioranza fuori dalla società, 50 dipendenti senza lavoro. Ricci: "Marcegaglia, è l’ora della responsabilità"





PESARO – «Un vertice negativo e del tutto insoddisfacente».
Va giù duro il presidente della Provincia Matteo Ricci, dopo l’incontro pomeridiano in via Gramsci con il gruppo Marcegaglia per il futuro della Bvb di San Lorenzo in Campo.

«Il capo del personale Maurizio Dottino ci ha comunicato la volontà della famiglia Marcegaglia di uscire dall’azionariato della società. E’ inaccettabile, perché il nostro non è un territorio “mordi e fuggi”, dove si scappa alla prima difficoltà».

Il presidente della Provincia spiega la situazione.

«Il socio di minoranza Vandro Valentini vuole ripartire con un nuova attività, legata allo smaltimento del fotovoltaico. Bene: nei piani di riconversione però, solo 25 dipendenti della Bvb sarebbero riassorbiti. Gli altri 50 perdono il posto di lavoro. Inconcepibile…».

Ricci va avanti: «Quanto prospettato è inaccettabile perché stiamo parlando di uno dei più grandi gruppi industriali del Paese. Un’azienda con grandi responsabilità, anche a livello nazionale. E non si può parlare bene e razzolare male».

La Provincia annuncia battaglia: «Vogliamo parlare con la famiglia Marcegaglia. Devono avere un sussulto di responsabilità…».

In sostanza, Ricci avrebbe auspicato almeno una fase di transizione per traghettare la Bvb verso la nuova linea di produzione, dove Valentini potesse essere sostenuto dalle «spalle coperte» del socio di maggioranza. Senza fuoriuscita dal gruppo.

«I lavoratori non possono essere sempre gli unici a pagare la crisi. Per le dimensioni del gruppo, che occupa migliaia di dipendenti, 50 persone sono una cifra piccola. Ma per noi e per la Valcesano significano tanto».

Al punto che Ricci vuole fare diventare la vicenda una questione nazionale: «Non penso che alla famiglia Marcegaglia convenga una cosa del genere. Ma sono avvisati: noi non molliamo…».

Aggiunge il sindaco di San Lorenzo in Campo, Antonio Di Francesco: «Non possiamo più tollerare gli spostamenti produttivi verso il nord. Così come le delocalizzazioni all’estero: da un lato si difende il made in Italy, dall’altro si fa tutto il contrario…».

Parole condivise dalle sigle sindacali.

Marco Monaldi (Cgil): «La Confindustria provinciale e quella regionale accettano il sacco del territorio? E la responsabilità sociale che fine ha fatto?».

Leonardo Bartolucci (Cisl): «Hanno svuotato la realtà produttiva e ora vogliono uscire in punta di piedi e senza sporcarsi il vestito…».

Sotto la Provincia, i 74 dipendenti della Bvb alzano gli striscioni di protesta: «Basta delocalizzare»; «Futuri disoccupati»; «Vogliamo chiarezza».
Attendono per ore l’esito del vertice. Poi i fischi alla proprietà e gli applausi a Ricci.

mercoledì 8 settembre 2010

San Lorenzo, i lavoratori della Bvb e i sindacati hanno deciso di unirsi in presidio il 17 settembre davanti alla Provincia


Si è tenuta ieri nel primo pomeriggio l’attesa assemblea dei lavoratori della Bvb con le Rsu e le organizzazioni sindacali, Fiom-Cgil e Fim-Cisl.

L’incontro era stato programmato nei giorni scorsi per fare il punto dopo gli ultimi accelerati sviluppi negativi della situazione lavorativa e occupazionale dello stabilimento e stabilire il percorso di mobilitazione a sostegno della vertenza.

Nell’azienda leader nella componentistica per refrigerazione e condizionamento, di proprietà del gruppo Marcegaglia (64% di quote) e della famiglia Valentini (36%), si è saputo la scorsa settima che si andrà incontro ancora ad una riduzione delle giornate lavorative.
Dagli attuali tre giorni ogni quindici si passerà a due e in alcuni casi a chiusure settimanali totali, per l’ulteriore spostamento di produzione verso lo stabilimento in Polonia.
Una situazione che mette a serio rischio il futuro di ben 76 lavoratori metalmeccanici in cassa integrazione prima ordinaria, poi straordinaria ormai da tre anni.

“I lavoratori insieme alle organizzazioni sindacali – spiega Mauro Masci della Fim Cisl di Pesaro - hanno deciso di unirsi in presidio per il giorno 17 settembre presso la sede della Provincia di Pesaro e Urbino. Questo perché, come ci è stato comunicato, nel pomeriggio il presidente dell’Amministrazione provinciale Matteo Ricci incontrerà il gruppo Marcegaglia per discutere della situazione della Bvb”.

All’assemblea di ieri ha partecipato anche il sindaco di San Lorenzo Antonio Di Francesco.
Il primo cittadino preoccupato per gli ultimi sviluppi ha sottolineato che si adopererà in ogni modo affinché la produzione rimanga nel centro laurentino e il gruppo Marcegaglia non lasci l’azienda.

mercoledì 21 luglio 2010

San Lorenzo, caso Bvb: il presidente della Provincia Ricci e il sindaco scrivono alla Marcegaglia


C’è grande preoccupazione nel centro laurentino per la notizia esplosa nella giornata di ieri sul futuro della Bvb, l’azienda leader nella componentistica per refrigerazione e condizionamento.

Entro la fine di quest’anno è previsto il trasferimento della produzione di condensatori negli altri stabilimenti con conseguente messa in mobilità di circa 40-45 lavoratori.

L’azienda ormai da tantissimi anni rappresenta il più importante punto di riferimento occupazionale per tante persone di San Lorenzo in Campo e dei centri limitrofi, come Pergola, Fratte Rosa, Mondavio, San Michele al Fiume e Castelleone di Suasa.
Attualmente alla Bvb, le cui quote sono detenute per il 64% dal gruppo Marcegaglia e per il 36% dalla famiglia Valentini, lavorano 74 persone.

Nella giornata di lunedì, dopo aver appreso del rischio che corrono 40-45 operai, il responsabile della Cisl-Fim per le vallate del Cesano e Metauro, Mauro Masci, si è incontrato nella sede della Provincia con il presidente Matteo Ricci, l’assessore alle Politiche per il lavoro, Massimo Seri, e il sindaco di San Lorenzo in Campo, Antonio Di Francesco. Un riunione proficua.

Il presidente Ricci e il primo cittadino Di Francesco, molto preoccupati della vicenda hanno immediatamente preso in mano la situazione e ieri mattina hanno inviato al gruppo Marcegaglia una lettera.

“Proprio così – esordisce Ricci – perché di fronte a situazioni così allarmanti bisogna muoversi subito.

Dopo l’incontro con i sindacati molto utile per comprendere nei dettagli il quadro dell’azienda, insieme al sindaco Di Francesco abbiamo deciso di scrivere una lettera alla proprietà della Bvb per richiedere un incontro urgentissimo con il gruppo Marcegaglia e se possibile direttamente con la presidente di Confindustria.

Questa è la prima mossa che abbiamo ritenuto opportuno ma è certo che seguiremo la vicenda quotidianamente e faremo il tutto possibile per fissare entro brevissimo tempo un appuntamento.
L’obiettivo è capire bene quali siano le intenzioni del gruppo e cosa da parte nostra è possibile fare per attutire la crisi e difendere il diritto al lavoro di tante persone”.

Nel resto della vallata ci sono segnali di ripresa?

“Quasi quotidianamente purtroppo siamo alle prese con situazioni aziendali difficili, impegnati in trattative per cercare di salvaguardare posti di lavoro. Da parte nostra stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti e le risorse possibili ma la crisi ancora è molto pesante.
La ripresa - conclude il presidente Ricci – è altalenante sia nella vallata del Metauro che in quella del Cesano, ad iniziare proprio dal settore metalmeccanico. Il peggio non è ancora passato”.

martedì 20 luglio 2010

San Lorenzo, Bvb: lavoratori a rischio. Nella Valle del Cesano situazione grave





La crisi economica si fa sentire ancora. Nella vallata del Cesano i segnali di ripresa sono pochi, pochissimi.

Una delle situazioni che preoccupano di più è quella che sta vivendo la Bvb, azienda storica di San Lorenzo in Campo, leader nella componentistica per refrigerazione e condizionamento.

Nell’azienda del gruppo Marcegaglia, che ha il 64% di quote (di cui è proprietaria e amministratrice tra gli altri la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia) e della famiglia Valentini, che ha il 36% di quote, alla fine dell’anno è previsto il trasferimento della produzione di condensatori negli altri stabilimenti con conseguente messa in mobilità di circa 40-45 lavoratori.

A comunicare la notizia è il responsabile della Cisl-Fim per le vallate del Cesano e Metauro, Mauro Masci, che ieri ha avuto un incontro nella sede della Provincia. Insieme a Masci hanno partecipato il presidente della Provincia Matteo Ricci, l’assessore alle Politiche per il lavoro, Massimo Seri, e il sindaco di San Lorenzo in Campo, Antonio Di Francesco.

“Abbiamo voluto questa riunione – spiega Masci – per far presente la situazione molto delicata che sta attraversando l’azienda e per richiedere un incontro d’urgenza ai rappresentanti della proprietà con l’obiettivo di farla tornare sui suoi passi e al contempo di continuare ad investire nello stabilimento”.

Alla Bvb lavorano 74 persone, di cui 6 impiegati. Il resto sono operai.

“Negli ultimi tre anni la Bvb ha usufruito di 52 settimane di cassa integrazione ordinaria, di un anno di cassa integrazione straordinaria per crisi e ora di un altro anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione e conversione che scadrà nel mese di dicembre”.

Attualmente qual è la situazione?

“Direi piuttosto grave se si pensa che nei vari reparti si lavora 6-7 giorni al mese, 2-3 giorni a settimana a rotazione. Questa situazione di grave crisi sta interessando parecchie famiglie di San Lorenzo in Campo e dei centri limitrofi. Se si arriverà al trasferimento della produzione di condensatori, che rappresenta il prodotto principale, negli altri stabilimenti del gruppo con conseguente messa in mobilità di circa 40-45 lavoratori, la situazione diverrebbe davvero drammatica”.

Per il resto nelle vallate del Cesano e del Metauro che momento si sta attraversando?

“I segnali che arrivano dalle nostre imprese sono contrastanti. Dalla crisi alcune aziende stanno uscendo ed altre ci stanno entrando adesso, con conseguenze più pesanti rispetto il passato. Ad oggi registriamo una ripresa delle attività lavorative nell’industria metalmeccanica a macchia di leopardo. Nella valle del Metauro, molte aziende, che sono entrate in crisi alla fine del 2008 stanno riprendendo l’attività a pieno regime, e altre, grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali ne stanno uscendo evitando la perdita di posti di lavoro”.

La preoccupazione maggiore per la crisi si respira sicuramente nella valle del Cesano.

“Dopo la crisi irreversibile della nautica – conclude Masci – anche la metalmeccanica rischia di perdere numerosi posti di lavoro, in particolare nella zona di San Lorenzo in Campo. Qui molte aziende sono ancora nel profondo della crisi. L’indotto artigiano sta soffrendo in modo particolare. C’è un utilizzo massiccio della cassa in deroga in molte aziende, ma quello che ci preoccupa più di tutti è la situazione dell’azienda del gruppo Marcegaglia.
Il centro laurentino ha già pagato pesantemente per la chiusura dell’Aquater e della Von Felten, se anche alla Bvb la situazione precipitasse per tantissime famiglie si prospetterebbero periodi molto difficili”.

venerdì 2 luglio 2010

San Lorenzo, la scritta "Sindaco 6 un buffone” rivolta a un anziano di San Vito? Intanto le varie scritte nel paese andrebbero subito cancellate




La scritta “Sindaco 6 un buffone”, apparsa lunedì mattina sulle mura della frazione di San Vito sul Cesano, sta facendo ovviamente molto discutere.
In queste ore, oltre al Pdl locale, tanti cittadini hanno espresso la loro solidarietà ad Antonio Di Francesco. Intanto però c’è chi sostiene che la scritta in questione non sia rivolta al primo cittadino ma bensì ad una persona anziana che gli abitanti di San Vito chiamano “Sindaco”.
Il motivo? Il “Sindaco” vorrebbe far tornare il centro storico, zona a traffico limitato, e avrebbe fatto multare chi parcheggia la macchina davanti alla sua abitazione.
Le indagini per arrivare a chi ha compiuto il gesto nella notte tra domenica e lunedì, utilizzando una bomboletta spray di colore nero, proseguono da parte della locale Stazione dei carabinieri e della polizia municipale e nei prossimi giorni con ogni probabilità se ne saprà di più.

Intanto però sarebbe buona cosa cancellare la scritta. Non è un gran bel vedere per chi arriva nel suggestivo borgo, imbattersi in una frase del genere. Tanto più considerato che campeggia su delle mura storiche di valore.

Lo stesso discorso vale per altre scritte che ancora, nonostante siano passati anni, sono al loro posto ben visibili. Sulle nuove mura del cinquecentesco Palazzo Amatori, lungo la strada che porta ad un altro affascinante borgo qual è Montalfoglio, ormai dall’ottobre del 2008 spicca ben evidente la parola “Merda”.

Basta fare solo qualche metro ed appare purtroppo l’ennesima fotografia pressoché identica nel muro della scuola Materna. L’edificio si trova a due passi dai giardini pubblici che soprattutto d’estate sono pieni di gente. L’unica variazione è che qui i vandali per le scritte hanno utilizzato una bomboletta spray di colore rosso.

Visto il valore delle mura imbrattate sarebbe necessario al più presto ripulirle magari contattando l’associazione “Regresso Arti” di Calcinelli di Saltara che già si è fatta molto apprezzare per la sua opera in città come Fano, Pesaro ed Urbino.