Ricerca personalizzata
Visualizzazione post con etichetta Massimo Papolini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massimo Papolini. Mostra tutti i post

lunedì 3 gennaio 2011

Mondolfo, l'anno delle elezioni. Chi sfiderà Cavallo? Ancora tanta confusione







Si è aperto un 2011 fondamentale per il futuro di Mondolfo e Marotta.
Tantissimi gli appuntamenti importanti così come le questioni che animeranno il dibattito politico e non solo. In primis le elezioni amministrative.
Con ogni probabilità in primavera la cittadinanza sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco.
A pochi mesi dalla tornata elettorale il quadro non è molto chiaro.
L’unica cosa certa è che il sindaco uscente Pietro Cavallo si ricandiderà con l’appoggio del Partito democratico.
Non si sa ancora quale strada sceglierà di intraprendere Rifondazione comunista. Cinque anni fa corse da sola con il candidato Roberto Ciaschini.
Qualche dubbio permane anche sulla posizione di Massimo Papolini, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori.
All’indomani dell’incontro organizzato dalla lista civica “Per cambiare” con il sindaco di Roma Gianni Alemanno per lanciare la candidatura a sindaco di Carlo Diotallevi, Papolini è intervenuto con alcune riflessioni interessanti.
“La realtà è che faccio sempre più fatica a ritrovarmi in una divisione tra destra e sinistra, trovo ormai questa bipartizione superata ed inutile, preferisco pensare che esistano buoni politici e cattivi politici, buoni programmi e cattivi programmi, strategie che funzionano e altre che non funzionano”.

Negli stessi giorni è poi arrivata, per certi versi inaspettata, la presa di posizione del coordinatore provinciale del Pdl, Alessandro Bettini, sulla candidatura dello stesso Diotallevi.
Bettini ha spiegato che quello del capogruppo di minoranza uscente è un nome ma potrebbero emergerne altri. Va fatto un discorso complessivo con tutte le forze e solo alla fine si tireranno le somme.
Insomma il panorama è piuttosto complesso.


Nelle foto: Diotallevi, Ciaschini, Papolini e Cavallo.

martedì 2 novembre 2010

Marotta, outlet: tutti i dubbi di Massimo Papolini


Si allarga il dibattito sul progetto dell’outlet a Marotta. Il consigliere provinciale dell’Idv Massimo Papolini non nasconde diversi timori.

“Prima di intervenire visti i tanti interessi in gioco ho ritenuto serio rifletterci sopra. Penso ai tanti disoccupati o alle persone in cassa integrazione che possono vedere l’operazione come una possibilità per il futuro, alle tante donne che, più degli uomini, faticano a trovare un posto di lavoro e che intravedono una possibilità concreta di impiego.
Purtroppo i dati non confermano questa tendenza, dimostrano che la grande distribuzione, soprattutto in momenti di calo dei consumi come questo, non porta grandi vantaggi. Oltre alle assunzioni, con contratti a tempo determinato o a part-time verticale, nei momenti di crisi è elevato il ricorso agli ammortizzatori, inoltre, è inevitabile una concorrenza con i piccoli negozi locali che, vengono inghiottiti in questo vortice.
L’impressione è che a pagarne le spese siano da una parte i cittadini attraverso la fiscalità generale e dall’altra i commercianti del posto. Solo per dare alcuni dati, nella Provincia nei primi nove mesi del 2010 il ricorso da parte delle aziende alla cassa integrazione è aumentato del 135,8% rispetto allo stesso periodo del 2009. Per i negozi, da agosto 2008 al 19 ottobre 2010, 908 hanno chiuso i battenti”.

Per Papolini poi bisogna considerare l’impatto su una viabilità molto precaria e su strutture ricettive insufficienti.

“Quali strade percorreranno i milioni di compratori che usciranno dall’A14 e quali strutture saranno pronte a ospitarli per eventuali gite “fuori outlet”? E’ il caso di parlare anche dell’impatto ambientale e di quali misure compensative verranno attuate rispetto al maggior inquinamento? È evidente anche la difficoltà dell’amministrazione, vittima dei pesanti tagli operati dal Governo, ma ci sono alternative alla svendita del proprio suolo? Con le previsioni urbanistiche del Prg vigente, quale futuro si immagina per il nostro Comune?
Domande che meritano una risposta dettagliata, lo meritano i cittadini che hanno diritto a conoscere il proprio futuro.
Ho cercato di conoscere gli umori delle persone, devo dire che ho sentito molti concittadini favorevoli alla scelta del sindaco Cavallo e della giunta; la motivazione è molto spesso lo stato di immobilismo, la mancanza di prospettive, non si tratta di una scelta tra modelli diversi di sviluppo.
Mi chiedo se non si possa parlare di un modello che coinvolga maggiormente la cittadinanza e preveda uno sviluppo dal basso. Tanti piccoli contributi affidati all’iniziativa individuale guidata da una pubblica amministrazione amica.
Abbiamo già avuto esempi di come la crescita che si affida a grandi gruppi sia piuttosto effimera; alla prima difficoltà è troppo semplice per loro cambiare aria”.

venerdì 6 agosto 2010

Marotta, "Sona Summer 2010": musica e beneficenza


“Sona Summer concert live 2010” è il titolo della manifestazione musicale organizzata dalle associazioni culturali Anspi e Gli Irragionevoli, con il patrocinio del Comune di Mondolfo, che si svolgerà a Marotta in piazza Kennedy, sabato dalle ore 21. La terza edizione dell’evento proporrà una serie di concerti live con band di giovani di Marotta.

“L’idea – spiegano Roberto Piccioli dell’Anspi e Massimo Papolini de Gli Irragionevoli – nasce dalla collaborazione tra le due associazioni che operano da anni nel medesimo territorio e dalla volontà di creare un evento culturale e sociale capace di aggregare i giovani di Marotta. L’obiettivo è promuovere l’integrazione e l’associazionismo come leve per raggiungere e condividere valori, interessi ed esperienze comuni. Gli spazi ridotti e lo sviluppo esponenziale del nostro territorio spesso impediscono ai giovani di ritrovarsi in luoghi idonei ad esercitare le proprie passioni, per questo abbiamo pensato di realizzare questo momento che da loro l’opportunità da un lato di esibirsi musicalmente e dall’altro di relazionarsi e confrontarsi”.

Alla manifestazione quest’anno parteciperanno ben cinque band locali: Overload, Ekos, Atomic Desires, Roaming Raiders e The Dimension. Saranno presenti anche stand gastronomici “after dinner”, con dolci e cocomero per tutti. Gli introiti della serata saranno destinati in parte per finanziare l’acquisto della strumentazione della nuova sala prove realizzata nei locali dell'oratorio della chiesa di San Giovanni ed il resto sarà devoluto in beneficenza.

martedì 6 luglio 2010

In consiglio provinciale, bocciata la mozione anti-burqa



PESARO – Bocciatura in consiglio provinciale per la mozione anti-burqa presentata dal capogruppo della Lega Giorgio Cancellieri, che ha raccolto solo i voti a favore di Pdl e Udc (con i sì anche di Giuseppe Magnanelli e Katia Perugini del Pd, che però hanno poi dichiarato di avere utilizzato in modo errato il sistema automatizzato di voto).

Astenuto Gaetano Vergari (Psi). Il documento sollecitava una legge al Parlamento per vietare «l’uso di veli o vestiti che rendano impossibile il riconoscimento della persona», prevedendo «il fermo immediato» nel caso di rifiuto a farsi identificare.

«Si pongono due questioni, una di ordine pubblico e l’altra a livello di libertà personale», ha detto Cancellieri, ma per Silvia Terenzi (Pd), «il problema è culturale e va affrontato senza strumentalizzazioni verso le donne. Il fine è la convivenza multiculturale e multireligiosa: il luogo ideale per fare integrazione è la scuola».

Concetti condivisi anche da Daniele Tagliolini (Pd): «Solo casi sporadici nel territorio. Il ministero dell’Interno ha già dato parere negativo sull’ordinanza di Cancellieri: abbiamo già le leggi e gli strumenti per attuare le verifiche. E finchè non intervengono nuove norme ci basiamo su questi…».

Interrogativi sulla consistenza provinciale del fenomeno sono stati sollevati da Massimo Papolini: «A Pesaro non risultano casi – ha spiegato il capogruppo Idv – . La proposta di Cancellieri si basa solo sulla sicurezza, ma bisogna investire anche su scuola e cultura».

Appoggio a Cancellieri dal capogruppo Pdl Antonio Baldelli: «E’ una questione di democrazia, libertà e ordine pubblico», mentre Domenico Papi (Pd) ha tracciato la sintesi della maggioranza: «Ci sono norme sufficienti per affrontare il problema: per la nostra realtà territoriale, l’ordine del giorno non può essere condiviso». E così il documento non è stato approvato dall’assemblea.

In apertura di seduta il Pdl è tornato, con le posizioni già note, sulla vicenda concorsi.
Interpellata, l’assessore al personale Daniela Ciaroni ha risposto: «E’ ora che i consiglieri della minoranza smettano di insistere su questo tema: le caratteristiche tecniche dei concorsi e delle assunzioni sono previste dalle leggi e dai regolamenti e portate avanti dagli uffici competenti. All’amministrazione spetta programmare l’attività amministrativa e garantire che ci siano i presupposti perché questa proceda. Ed è quello che ha fatto e sta facendo…».

lunedì 10 maggio 2010

Consiglio provinciale, “fazzoletti verdi” e “coccarde tricolori”. Ricci: "C’è solo bandiera della Repubblica italiana". Scontro anche sul crocifisso



PESARO – Il consiglio provinciale si apre senza i rappresentati del Carroccio. Poi arrivano, fazzoletti verdi al collo, Giorgio Cancellieri e Daniele Lunghi. Chiedono subito la parola: «Matteo Ricci ci chieda scusa – apre Lunghi -. Non per avere offeso i leghisti, ma per avere leso il diritto di pensiero. Vedremo se sarà coerente quando si voterà l’ordine del giorno sul burqua. Che rappresenta un fanatismo religioso ben più minaccioso delle idee leghiste…».

Nel frattempo, il presidente della Provincia distribuisce ai consiglieri decine di coccarde tricolori. Che sono indossate dalla giunta, dal presidente del consiglio e da tutto il centrosinistra. Ma non vengono puntate sulle giacche da Lega e Pdl. L’ordine del giorno contro “i fazzoletti verdi”, sottoscritto da Ricci e dai capogruppo di maggioranza viene depositato: sarà discusso nelle prossime sedute.

Ma intanto, in sala Pierangeli, il termometro si scalda. Con il drappello guidato dal parlamentare Luca Paolini che assiste ai lavori dell’assemblea con i simboli “padani”: «C’è un’ambiguità diffusa – spiega Ricci, che ha anche esposto pubblicamente un cartello inneggiante all’unità del Paese -. Bisogna fare chiarezza: il fazzoletto verde è il simbolo di un partito o di un altro presunto Stato? Perché per noi, dentro le istituzioni, c’è solo una bandiera. Che è quella della Repubblica italiana…».
Reazioni. Domenico Papi (Pd): «La forma, spesso, è anche sostanza: totale sostegno all’ordine del giorno di Ricci». Gaetano Vergari (Sinistra e socialismo): «Sono completamente d’accordo con il richiamo all’unità nazionale del presidente della Provincia».
Roberto Giannotti (Pdl): «Qualsiasi proposta contraria all’unità nazionale non ci trova d’accordo. Il federalismo è un’altra cosa. E i consiglieri provinciali della Lega si sono sempre mostrati responsabili».
Marcello Mei (Udc): «La proposta di Ricci è corretta, se impostata sulla difesa della coesione del Paese. Ma non sono d’accordo sulle modalità usate. Mi spiace, però, che il Pdl - storicamente attento al tricolore -, non abbia voluto indossare le coccarde …».
Giorgio Cancellieri (Lega) «Ricci ha fatto strategia politica: il fazzoletto è il simbolo della nostra identità. Sarebbe meglio dedicare le energie ad altri problemi…».
Ma il presidente della Provincia sottolinea: «E’ inconcepibile assistere ai comportamenti, ormai quotidiani, di ministri che irridono l’unità nazionale. Bisogna capire se c’è una secessione lenta in atto: non è una questione personale contro i consiglieri provinciali della Lega». E ancora: «Ormai siamo assuefatti a tutto: è possibile che un ministro che deve rappresentare tutta l’Italia venga a Pesaro e dica: “Scegliete se volete essere il sud del Veneto o il nord della Calabria?”. Noi siamo orgogliosamente marchigiani e siamo la cerniera del Paese…».

Poi il dibattito si sposta sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, con l’ordine del giorno presentato da Antonio Baldelli (Pdl). Che ne chiede l’affissione anche nella sala del consiglio provinciale.
Ma su questo ultimo punto, però, la maggioranza chiede un emendamento: «Siamo favorevoli a esporre il crocefisso nelle scuole – spiega Domenico Papi (Pd) -. Ma per rispetto di tutte le posizioni rappresentate, riteniamo opportuno che non venga affisso nella sala del consiglio».
Passa l’emendamento (voto contrario di Pdl, Lega e Udc) e l’ordine del giorno a difesa del simbolo cristiano, così modificato, viene approvato con l’astensione di Vergari (Sinistra e socialismo) e il voto contrario di Renzo Savelli (Rc) e Massimo Papolini (Idv).

Si discute, in chiusura, l’ordine del giorno sulle carenze degli insegnanti di sostegno per gli studenti disabili. «C’è il carattere di urgenza – dice Papi, che l’ha presentato – perché a giorni scadono i termini per definire gli organici. E ci sono problemi veri per le scuole e i ragazzi».
Ma Baldelli chiede di sospendere la seduta: «Non siamo stati coinvolti e la battaglia è bipartisan. Vogliamo anche noi firmare il documento». Alla fine si trova l’accordo. E passa all’unanimità l’ordine del giorno che invita il Governo a «operare uno stralcio dell’articolo della Finanziaria 2008, dichiarato illegittimo dalla corte costituzionale». Per definire, così, «la dotazione organica sulla base del numero degli alunni realmente iscritti»; conferire nuovamente «agli uffici scolastici regionali il potere di deroga per le risorse assegnabili in corso d’anno, nel caso di disabilità gravi» e garantire «un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili».

giovedì 15 aprile 2010

Marotta, manifestazione circonvallazione: ci sarà anche il consigliere provinciale Massimo Papolini. "Non è una rivendicazione solo marottese"


Piovono adesioni per la manifestazione di sabato pomeriggio a Marotta che il Comitato Pro Marotta Unita ha organizzato per chiedere il prolungamento della circonvallazione fino a Torrette.
Alla marcia pacifica parteciperà anche il consigliere provinciale dell’Idv Massimo Papolini.
“Una manifestazione per rivendicare un’opera che con un costo relativamente basso porterà grandi vantaggi al nostro Comune. Ma si profila come una clamorosa incompiuta. Se questa via come previsto viene sistemata per un chilometro circa, sarà di scarsa utilità per i residenti, che già la usano, e assolutamente inutile per la maggior parte del traffico che continuerà ad utilizzare la Statale 16, passando magari per le strade che attraversano centri abitati. Quindi una spesa inutile.
L’ennesimo episodio di scarso coordinamento nell’attività tra comuni confinanti, Mondolfo, Fano e San Costanzo, e di scarsa lungimiranza.
Con la manifestazione, si vuol mettere in evidenza questa contraddizione e puntare quanto meno ad allungare il tratto di circa 2 km, fino alla strada che scende da San Costanzo e che agevolmente si collega alla SS. 16.
La manifestazione è promossa dal Comitato Pro Marotta Unita e questo forse tiene lontane un pò di persone, sia per la finalità insita nel nome sia per l’identificazione politica di alcuni suoi esponenti.
Io ci sarò perché ritengo l’opera importante, il traffico che passa nei centri abitati, significa pericolo per la salute e l’incolumità. Non possiamo aspettare oltre, i lavori vanno previsti subito, vanno realizzati dalla Società Autostrade, nessun Comune con gli attuali bilanci può far fronte ad opere di questo tipo”.

Papolini torna sulla questione Marotta unita.

“Non si tratta solo di una rivendicazione marottese, ogni mondolfese dovrebbe vivere questa lotta come beneficio per il proprio territorio, per una sua crescita ordinata ed equilibrata.
Quando una battaglia è giusta va combattuta indipendentemente dall’appartenenza politica.
Come ho avuto già modo di dire ad esponenti del Comitato, la vicenda Marotta Unita non mi entusiasma, soprattutto dopo aver vissuto da vicino le vicende della divisione della Valmarecchia. In quel caso il Governo centrale non ha previsto fondi per il passaggio, lasciando il cerino nelle mani delle due Province.
Se fosse la stessa cosa per i due Comuni?
Finchè non sono chiari costi e benefici per le due comunità, non prendo posizione; bisognerebbe capire se effettivamente c’è voglia di mondolfesità da parte dei marottesi sotto Fano e se le esigenze avvertite non possano essere semplicemente risolte con una maggior concertazione intercomunale”.

mercoledì 14 aprile 2010

San Lorenzo, prosegue la rassegna "La nostra terra" promossa dall'associazione "Non uno di meno". Papolini: "Le associazioni sono determinanti"


Dopo il successo della serata inaugurale, giovedì alle ore 21 presso l’ex chiesa di San Francesco a San Vito sul Cesano, si terrà il secondo appuntamento della rassegna “La nostra terra”, organizzata dalla nuova associazione laurentina “Non uno di meno”.
Molti cittadini hanno partecipato all’incontro di presentazione dell’associazione che è stata tenuta a battesimo dall’assessore all’Ambiente del Comune di San Lorenzo in Campo, Vincenzo Berti, e dal consigliere provinciale Massimo Papolini.

Durante la serata è stato proiettato l’interessante film-documentario “Home”.

“Mi fa molto piacere – ha sottolineato Papolini – che nascano associazioni come questa, non perchè possano sostituirsi alla politica, ma per svolgere un ruolo di forte pressione e di stimolo alla conoscenza. Maggiore è la cultura diffusa e l’impegno, migliore dovrà essere la qualità dei politici. Quello delle associazioni, specie se apartitiche, è un lavoro incoraggiante che fa da contrappeso a direzioni che la nostra politica sciaguratamente ha preso, parlo dei tagli alla pubblica istruzione, del ritorno al nucleare, della privatizzazione del servizio idrico. Togliere alla gente, sia dal punto di vista della consapevolezza sia da quello del potere decisionale, va esattamente contro l’interesse generale”.

A presentare la rassegna è stato uno dei fondatori dell’associazione, Diego Feduzi.
“Quattro film per illustrare i problemi che affettano la nostra “casa” e le conseguenze drammatiche alle quali cattive gestioni potrebbero portare. Il riscaldamento globale e la fine delle risorse non rinnovabili, la privatizzazione delle risorse idriche e la gestione dei rifiuti. Un viaggio in Italia e nel mondo per capire cosa è ancora possibile fare; issare un argine per impedire il raggiungimento del punto di non ritorno”.
Giovedì sarà proiettato “Nostro pane quotidiano”, un film di Nikolaus Geyrhalter.

mercoledì 7 aprile 2010

San Lorenzo in Campo, venerdì si presenta la nuova associazione "Non uno di meno". Al Tiberini sarà proiettato il film "Home"



Nel centro laurentino è nata una nuova associazione culturale: “Non uno di meno”. L’obiettivo dell'associazione è quello di informare e di aumentare la consapevolezza su argomenti come ambiente, istruzione, società, politica e media, soprattutto tramite la proiezione di film-documentari italiani e stranieri.
La presentazione della nuova ed interessante realtà si terrà venerdì alle ore 21 presso il teatro “M. Tiberini”.

Per l’occasione sarà proiettato il film “Home” di Yann Arthus Bertrand, la prima pellicola della rassegna “La nostra terra”. Quattro opere per illustrare i problemi che affliggono il nostro pianeta e le conseguenze drammatiche alle quali cattive gestioni potrebbero portare.

Interverranno i giovani ragazzi che hanno dato vita all'associazione, l'assessore all'Ambiente, Territorio ed Associazioni del Comune di San Lorenzo in Campo, Vincenzo Berti, il sindaco Antonio Di Francesco e il consigliere provinciale, membro della Commissione Ambiente, Massimo Papolini. L’ingresso è gratuito.

“Sono molto contento – spiega l’assessore Berti – per la nascita di questa nuova associazione considerata la sempre maggiore necessità di impegno civico in tutti i cittadini e l'importanza dei temi trattati da questi ragazzi a cominciare proprio dalle questioni legate al rispetto dell'ambiente e dei delicati equilibri dell'ecosistema”.

“Home” è un grande film dedicato al pianeta Terra, composto da immagini aeree filmate in più di cinquanta paesi del mondo. Una voce fuori campo commenta il filmato, mostrando i grandi cambiamenti ambientali e sociali che la Terra sta subendo.

Il ciclo di film dal titolo “La nostra terra”, proseguirà giovedì 15 aprile, sempre alle ore 21, presso l’ex chiesa di San Francesco di San Vito con la proiezione di “Nostro pane quotidiano” di Nikolaus Geyrhalter.

mercoledì 24 marzo 2010

Papolini (IdV): "Non mi sorprende la decisione dell'Udc mondolfese di non appoggiare Spacca ma le motivazioni. E' il Pdl a dare segnali di tensione"


"Che l’UDC non incarni il mio modello di partito non è segreto, questo l’ho detto e scritto sul mio blog svariate volte, così come non è un segreto che sono una tra quelli che non ha digerito l’alleanza con il partito di Casini a livello regionale. Premesso ciò, ho letto con molta sorpresa l’articolo dell’UDC mondolfese, il quale si dissocia dalle scelte regionali (e non provinciali come si dice) di appoggiare la coalizione di Spacca. Non mi sorprende la decisione, ognuno è libero di fare le proprie scelte, soprattutto se a farle sono persone di provata serietà, quanto le motivazioni addotte.
Intanto definire l’attuale alleanza di centro-sinistra litigiosa, mi sembra paradossale, mai come in questa tornata si giunge alle elezioni con un programma ampio ed equilibrato tra le forze politiche. Se esaminiamo con occhio critico la situazione attuali dei partiti, forse è proprio il PDL a dare forti segnali di tensione e nervosismo, lo dimostrano dal livello nazionale a quello provinciale, a cui partecipo, una difficoltà a sostenere una morale a doppio peso, soprattutto legata alle continue farneticazioni di un Presidente del Consiglio che non passa giorno senza che ne combini una delle sue.
Parliamo di lavoro, non mi sembra che sulla crisi si siano aperti scenari nuovi, mentre altrove al di là degli ammortizzatori si è dato impulso a settori innovativi (ad esempio energie rinnovabili che in Germania garantiscono un lavoro a circa 750.000 dipendenti tra diretto e indotto) allo scopo di riassorbire personale fuoriuscito da settori tradizionali in crisi, da noi si aspetta e intanto si taglia l’istruzione; le Regioni hanno risposto con ammortizzatori diffusi, sacrificando buona parte dei fondi europei per investimenti futuri, ma il Governo centrale? Sta aspettando cosa? Non parliamo poi della gestione Bertolaso, opere di grande rilevanza che di fatto hanno limitato la concorrenza e pesato più del dovuto sulle tasche già spossate degli italiani.
Se per famiglia intendete la salvaguardia delle famiglie più bisognose, come io credo, sono dell’idea che il miglior aiuto non sia solo nel dare direttamente dei bonus, ma offrire dei servizi di buon livello a tutti, far sì che la scuola offra una buona educazione, che la sanità funzioni, che i trasporti funzionino e le utenze non siano troppo onerose. Non saremo il paese del Bengodi ma le Marche sono universalmente riconosciute come una delle Regione di miglior vivibilità del mondo, si deve far meglio ma non stravolgere il modello.
Detto ciò, spero che il mio contributo porti ad una riflessione, di sicuro la nostra convivenza non sarà facilissima, confido nella capacità di trovare dei punti di contatto sui quali lavorare proficuamente, soprattutto a livello locale".


Massimo Papolini, consigliere provinciale IDV

lunedì 22 febbraio 2010

Consiglio provinciale, è passato all’unanimità il piano formazione e lavoro 2010. Sì alla permuta per lo Iat pesarese


PESARO – Via libera del consiglio provinciale alla permuta immobiliare legata allo Iat pesarese di viale Trieste.
«E’ un’operazione favorevole – ha spiegato il presidente Matteo Ricci – perché favorisce la collocazione strategica e centrale degli uffici per l’informazione e accoglienza turistica. E ci consente di risparmiare 50 mila euro all’anno di affitto, destinando più risorse per la promozione turistica». I dettagli: la Provincia, che dopo il trasferimento regionale dello scorso anno esercita le competenze degli Iat, acquisterà per 663 mila euro dalla Regione l’appartamento al primo piano della palazzina di fianco alla Palla di Pomodoro, con relativo seminterrato. Quindi, con una permuta, girerà l’appartamento al privato (Mamar snc). Ricevendo in cambio dalla ditta i due negozi del piano terra, dove andrà lo Iat. Più conguaglio di 730 mila euro e conclusione dell’attuale contratto di locazione. Ma il Pdl ha chiesto il rinvio alla seduta consiliare successiva: «Dobbiamo approfondire le carte - ha sottolineato Giulio Tomassoli (Pdl) – per valutare al meglio le stime». In sala Pierangeli il dirigente Massimo Grandicelli evidenzia le perizie redatte dagli uffici tecnici regionali. «Ma l’atto – ha detto Roberto Giannotti (Pdl) – non coglie la relativa delibera di alienazione del consiglio regionale. Che non ha deciso per una permuta. E’ necessaria, invece, una gara aperta. Che produca un innalzamento del valore dell’immobile». Tuttavia per Renzo Savelli (Rifondazione comunista), «andare all’asta avrebbe pregiudicato l’acquisizione dei negozi». E, per Ricci, «si è arrivati alla decisione dopo l’accordo con la Regione. In tal modo il front office dello Iat diventa più visibile, con la soluzione meno dispendiosa per tutti». No alla richiesta di rinvio: per la maggioranza, l’iter è già stato espletato in commissione. E la permuta è passata, con il voto contrario di Pdl, Lega e Udc.

Sintonia, invece, tra maggioranza e opposizione sul Piano Formazione e Lavoro Fse 2010, approvato all’unanimità. «Un documento importante – ha spiegato nella relazione l’assessore Massimo Seri – che sostiene i lavoratori non tutelati dagli ammortizzatori sociali. E a cui si affiancheranno altri interventi per la creazione di nuove opportunità».
Queste le cifre: oltre 4 milioni di risorse subito, da destinare in parte agli ammortizzatori sociali in deroga e in parte agli interventi per le politiche attive dell’occupazione e formazione. Più altri 8 milioni e 468 mila euro in arrivo a marzo (corrispondenti alla metà delle risorse previste per il triennio 2011-2013), da spendere con le stessa ripartizione di destinazione. Via libera all’unanimità anche per l’istituzione della consulta ambientale provinciale: «Comprenderà i rappresentanti delle associazioni attive nella tutela ambientale – ha evidenziato l’assessore Tarcisio Porto- . E sarà uno strumento di stimolo».
Designati i cinque consiglieri della consulta provinciale per il volontariato: Giuseppe Magnanelli, Silvia Terenzi e Massimo Papolini per la maggioranza; Massimo Rognini e Daniele Lunghi per l’opposizione.

mercoledì 23 dicembre 2009

Massimo Papolini, un bilancio dei primi sei mesi di attività in Provincia


Pubblichiamo una bella e ricca riflessione del consigliere provinciale Massimo Papolini

Ciao a tutti,

voglio approfittare per fare alcune riflessioni con voi e un piccolo bilancio dei miei primi 6 mesi di attività in Provincia. Ovviamente in campo politico ho tutto da imparare, è per questo che in questo periodo, pur non rinunciando a dire la mia, ho ascoltato con grande attenzione ogni discorso, intervento, ordine del giorno, interrogazione, interpellanza, ecc., cercando di conoscere gli aspetti proposti e al contempo cercando di leggere tra le righe.
Posso innanzitutto dirmi molto fortunato per un’attività che trovo molto stimolante e che mi da fortissima motivazione, anche se a volte toglie spazio alla famiglia (questa è la nota dolente). Ringrazio quindi Italia dei Valori per avere creduto in me fin da subito ed in particolare Davide Rossi che mi ha proposto la candidatura (che in un primo momento avevo rifiutato).


Devo altresì dire che il Consiglio Provinciale è un luogo privilegiato, un fantastico osservatorio per poter conoscere persone e fatti e per leggere anche in chiave politica la nostra Storia contemporanea.

Raramente mi è capitato di ascoltare interventi banali, il più delle volte ho attinto qualcosa di nuovo e oggi mi sento più consapevole del mio ruolo e di come la gente mi guarda. Mi sono reso conto che “noi dell’Italia dei Valori” come direbbe il nostro Grande Presidente siamo diversi da tutti gli altri e che la nostra vita non sarà mai una passeggiata.

Gli ultimi giorni in particolare mi hanno fatto maturare, la vicenda dell’amico Thomas Olivieri è stata emblematica, la presa di posizione di alcuni membri del PD e del PSI hanno confermato i miei sospetti.

La mia amara conclusione è che molti non ci perdoneranno mai.

Come possono perdonarci gli ex democristiani? Come possono perdonarci gli ex e gli attuali Socialisti?

Di Pietro, ha fatto quello che non doveva, come magistrato ha rotto il giocattolo e ora come politico, insieme a tutti noi che lo seguiamo vuole realizzare un programma fondato su modello di società trasparente senza spazio per chi antepone i propri interessi personali. Sia chiaro questo non significa che noi non commettiamo errori, o che tra le nostre fila non si inseriscano talvolta personaggi molto dubbi, l’importante è allontanare questi soggetti una volta conosciuto il loro vero volto.


L’impressione, è che ancora oggi molti credono che, in fondo in fondo, la politica è quell’area protetta in cui una élite privilegiata può permettersi ogni nefandezza, può agire al di sopra della legge, proprio per il fatto di essere intellettualmente superiore. Non parlo solo del PDL, anzi, di loro posso dire che il senso critico verso i propri eletti lo perdono in fase di tesseramente, il loro leader e i suoi scagnozzi possono dire, fare o non fare qualsiasi cosa, sono “unti dal Signore”, pertanto le loro cadute sono sempre giustificate dal contributo enorme che danno alla Nazione (anche se un enorme distinzione va fatta tra berlusconiani e finiani almeno nelle dichiarazioni, ma finchè i secondi fanno solo finta di dissociarsi e non compiono passi concreti, per me sono tutti uguali); parlo soprattutto degli altri partiti, in tutti esiste un’area, soprattutto quella più datata, quella più “realistica” che non ci perdonerà mai. In fondo queste persone hanno dovuto riciclarsi, riadattarsi, cambiare pelle, giustificarsi, cambiare opinione, fare mea culpa, pentirsi, trovare nuovi punti di riferimento, ricominciare da capo, perdere la verginità, riconoscersi peccatori.

Ecco allora che ogni volta che metteremo un piede in fallo, avremo sempre un esercito di persone per bene che ce lo faranno notare e con grande violenza.

Ragionando non mi meraviglio di tutto ciò, in fin dei conti tangentopoli non è stata certo alimentata dalla politica, ma un’opinione pubblica che ha mantenuto la giusta tensione perchè la politica non intervenisse. Basti ricordare la retromarcia in occasione del decreto salva-ladri, emantato il giorno della semifinale del Campionato Mondiale, in cui l’Italia battè la Bulgaria il 13 luglio 1994. Il decreto favoriva le scarcerazioni dei politici e quando l’opinione pubblica ne vide gli effetti (scarcerazioni dei primi politici), minacciò la rivolta ed il decreto del ministro Biondi venne frettolosamente ritirato. Ma era solo questione di tempo, le denunce, le ispezioni ed un inevitabile allentamento del controllo dell’opinione pubblica spense la voglia di giustizia e la motivazione del pool.

Mi chiedo spesso, ma ne vale la pena? E’ possibile essere sempre additati? Si può essere quasi sempre soli? Ma stiamo facendo la cosa giusta?

Oggi come ieri rispondo SI.

venerdì 11 dicembre 2009

Centrale turbogas, un secco no da tutti i gruupi consiliari della Provincia


Non è tempo per le speculazioni politiche. Potrebbe essere questo il messaggio che emerge dal confronto dei capigruppo consiliari della Provincia di Pesaro e Urbino sullo scottante tema della Turbogas di Corinaldo. Infatti, tutti i sette gruppi si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda nel denunciare il grave danno a cui le Valli del Cesano e del Misa andrebbero incontro se il progetto divenisse realtà.

"Il 14 dicembre prossimo, la Conferenza dei Servizi si riunirà per dare il suo parere, occorre ribadire ancora una volta, seppure dubbi in merito non dovrebbero esserci, la netta contrarietà di tutto il Consiglio e la Giunta Provinciale e portare avanti una decisa opera di dissuasione".


Secondo Domenico Papi, capogruppo del PD: “il progetto, viste le sue dimensioni abnormi, non tiene conto delle peculiarità della nostra Provincia, caratterizzata da un equilibrio magico tra diversi elementi, naturali ed architettonici. Una centrale di queste dimensioni, con l’impatto che ne deriva, significherebbe snaturare la nostra più grande ricchezza”.

Parere fermo lo esprime anche Antonio Baldelli, capogruppo del PDL, il quale dichiara: ”Purtroppo il nostro entroterra da tempo è stato maltrattato con scelte gravemente dannose, basti pensare alla vicenda Agroter e all’autorizzazione regionale per una centrale a biomasse a Schiappe. Ora vogliono imporci anche una centrale turbogas, sito altamente inquinante”.

Secondo IDV, rappresentati da Papolini e Pascucci: ”La Regione ha individuato nel suo PEAR le direttrici anche per quanto riguarda le fonti di energia, si parla di piccole centrali a co-generazione e di impulso alle fonti rinnovabili. Il modello marchigiano è attento alla conservazione del valore paesaggistico, ambientale e alla qualità della vita, perdere questi valori significa rinunciare alla nostra marchigianità".

Anche la Lega con il Capogruppo Cancellieri condivide: ”noi della Lega siamo contrari ai no a priori, il bisogno di energia è un’esigenza da non sottovalutare; tuttavia, riteniamo che debbano essere i cittadini interessati a doversi esprimere e non è ammissibile che un progetto di tale portata, i cui beneficiari rappresentano un’area ben più vasta di quella interessata dall’impianto, vada avanti nonostante la ferma opposizione dei residenti. Si al fotovoltaico e ad impianti che mantengano il carico ambientale a livelli di sostenibilità”.

Per il Capogruppo di Sinistra e Socialismo Gaetano Vergari: ”L’impianto Turbogas di Corinaldo non va assolutamente realizzato in quanto in contrasto con il Piano Regionale; inoltre, non è possibile che la politica energetica venga operata da società private, attraverso allettanti proposte, che tentano le “povere” amministrazioni comunali. Occorre prendere decisioni in base a considerazioni complessive di carattere almeno regionale e naturalmente nazionale”.

Il Capogruppo di Rifondazione Renzo Savelli ribadisce: “La nostra Regione sta diventando sempre di più un punto di riferimento per il turismo nazionale ed internazionale, ciò è dovuto non solo al ricco patrimonio artistico e culturale che le marche possiedono, ma anche alla suggestione dei paesaggi marittimi, collinari e montani. Ogni intervento che viene operato su questo nostro territorio va valutato attentamente per non stravolgerlo, come sarebbe nel caso della malaugurata realizzazione della centrale di Corinaldo. Il problema dell’approvvigionamento energetico esiste, ma la giusta risposta consiste nel risparmio, nella realizzazione di piccole centrali, specie quelle di co-generazione, nel solare e dove possibile anche nell’eolico".

Anche Marcello Mei, Capogruppo UDC è categorico sulla sua posizione: ”Come UDC, siamo in linea con la decisione espressa dalla Regione e concordi con agli altri gruppi consiliari della Provincia; contrastiamo in pieno un modo di fare che non tenga conto del parere e delle esigenze dei cittadini".

lunedì 30 novembre 2009

Valcesano, centrale termoelettrica: tutti mobilitati


Tutti mobilitati, politici e cittadini insieme, contro la centrale termoelettrica che la Edison intende realizzare nell’area Zipa a Corinaldo, al confine tra le provincie di Ancona e Pesaro. Piovono da ogni parte interrogazioni, ordini del giorno, raccolte firme, petizioni; si aprono blog, siti internet e gruppi su Facebook. Il Comitato per lo Sviluppo Sostenibile della Valcesano durante l’assemblea pubblica di venerdì ha annunciato la presentazione al Ministero dell’Ambiente, Regione, Province e Comuni interessati di una petizione finalizzata all’espressione di parere contrario al progetto da parte dei relativi consigli. Questa petizione, nel corso della serata, è stata firmata da 650 cittadini. Il Comitato ha inoltre dichiarato che entro il termine ultimo del 14 dicembre presenterà al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Marche le “Osservazioni al Progetto”.

Il sindaco di Mondavio, Federico Talè, ha redatto un documento di contrarietà al progetto da inviare alla Regione che è già stato sottoscritto dai primi cittadini di San Lorenzo in Campo, Mondolfo, Monte Porzio, San Costanzo, Pergola, Barchi, Orciano e San Giorgio.
Il capogruppo consiliare di minoranza di Mondolfo, Carlo Diotallevi, ha presentato un ordine del giorno “contro questo nuovo scempio”.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere provinciale Massimo Papolini.
“La nostra Provincia è la sesta per la qualità della vita; l’indice prende a riferimento non solo la ricchezza economica, ma anche la qualità dell’ambiente, i servizi, l’aspettativa di vita, una serie di qualità immateriali di cui siamo ricchi senza rendercene conto. Purtroppo, il pericolo è sempre dietro l’angolo, a volte proviene dal nostro Comune, in altri casi viene dai territori a noi vicini. La centrale turbogas minaccia concretamente la nostra “ricchezza”. Salute prima di tutto, ma anche clima, attività agricole, paesaggio, subiranno un deciso ridimensionamento”.
Intanto Francesco Buocompagni, ex assessore all’Ambiente di San Giorgio, invita tutti a non abbassare la guardia sull’elettrodotto alto 60 metri e lungo 17 chilometri che andrebbe ad attraversare i comuni di Monte Porzio, San Giorgio, Piagge, Cartoceto e arriverà a Fano, dove l'elettricità sarà convogliata sull'asse nazionale Fano-Teramo. Già nel 2007 aveva inviato un’analisi ai sindaci di San Giorgio e Piagge che nei giorni scorsi ha sottoposto al primo cittadino di Monte Porzio.
“Questo perchè oltre a trattare la tematica della centrale non vorrei ci si dimenticasse dell'elettrodotto ad altissima tensione che dovrebbe passare nei nostri comuni, con effetti nefasti su salute e paesaggio. Sono due progetti collegati. Propongo da ultimo ai sindaci di chiedere congiuntamente un parere all’Arpam, ente regionale preposto che dovrebbe avere competenze specifiche”.

mercoledì 18 novembre 2009

Mondolfo, il consigliere provinciale dell'IdV, Massimo Papolini: "Laicità: molto più semplice di quanto possa sembrare"


"Ho letto con attenzione gli articoli apparsi sulla stampa locale a seguito delle osservazioni dell’Assessore Rossi e mi sembra importante fare alcune importanti riflessioni.
La prima sensazione è piacevole, si è aperto finalmente un dibattito sull’importante tema della laicità, il quale tema è, secondo me, non anti-popolare, come lo definisce il Consigliere Caterina Tartaglione, bensì alquanto impopolare, lo dimostra il fatto che tutti i politici che sono intervenuti si sono schierati su posizioni opposte a quelle dell’Assessore.
Il secondo aspetto che emerge è senza dubbio quello della confusione attorno al termine che, a seconda delle convenienze e alle conclusioni alle quali si vuole approdare, assume diversi connotati strumentali.
Si vuole talvolta asserire che il laico sia un non-credente (un senza religione come affermato dalla Sig.ra Guerra), se non addirittura un anti-clericale, una persona priva di valori o che non voglia assumersi responsabilità, fino a demonizzarlo a tal punto da farne il protagonista di nuovi scenari totalitari.


Citando la Professoressa Patrizia Borsellino, protagonista di una bellissima lezione sul tema, tanto interessante quanto snobbata dai tanti “esperti” sull’argomento: “laico è colui che adotta un insieme di valori intesi a consentire l’esistenza di individui e gruppi con diverse convinzioni, morali e religiose diverse dalle proprie”. Essere laico significa rispettare le molteplicità di posizioni, comprese appunto quelle religiose, consapevoli che non esiste una posizione assoluta.

Il laico non è un non-credente, le due cose non sono incompatibili, il laico può benissimo essere un credente che riconosce il proprio sistema di valori come uno dei tanti. L’antagonista al laico è colui che non riconosce alternative alla sua etica sostanziale (che può essere anche atea) e per far ciò utilizza strumentalmente il diritto, tecniche di persuasione e l’arroganza politica. Abbiamo avuto un esempio eclatante con il caso Englaro, quando la politica ha tentato persino di sopraffare una sentenza della Cassazione.

La laicità non è indifferenza, non è caduta di valori, non è disimpegno e qualunquismo, al contrario significa grande impegno morale, continua ricerca di comportamenti responsabili. Al contrario, mi sembra che molte persone che riconoscono il valore assoluto di una religione, si sentano deresponsabilizzate, appoggiandosi su un cuscino di valori preconfezionati.

Non vedo alcuna controindicazione nella laicità, soprattutto in essa vedo l’approdo all’integrazione e alla solidarietà, a valori che sono esattamente l’opposto dell’ideologia e del totalitarismo.

Sperando di essere stato chiaro e di non aver citato nessuno a sproposito vi invito a partecipare alle prossime “Ore di laicità”, assicurandovi che le riflessioni saranno interessanti indipendentemente dal fatto che siate d’accordo oppure no".

lunedì 2 novembre 2009

Mondolfo, il consigliere provinciale Papolini: "Le associazioni facciano la raccolta differenziata nelle feste per un impatto minimo sull'ambiente"


Ambiente ed energia sono i temi sui quali si sta concentrando principalmente, in questi primi mesi, l’attività del consigliere provinciale dell’Idv, Massimo Papolini. Nel consiglio di martedì verrà discusso un suo ordine del giorno sull’energia nucleare. Nel frattempo Papolini si è già fatto promotore di una importante proposta. “Nella prima commissione, quella relativa ai Regolamenti ed allo Statuto – spiega il consigliere provinciale dell’Idv – abbiamo discusso del regolamento di attribuzione di sovvenzioni e contributi alle associazioni. Ho chiesto di introdurre tra i criteri di assegnazione la voce “Promozione di buone pratiche ambientali attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti”. In altre parole mi piacerebbe che le associazioni della nostra Provincia se vogliono il patrocinio e dei contributi comincino a fare raccolta differenziata dei rifiuti in occasione delle manifestazioni che organizzano e nelle quali vengono somministrati alimenti e bevande. La proposta è stata discussa e approvata all’unanimità, ora passerà ai dirigenti dell’ambiente per una valutazione ed eventuale proposizione alla giunta provinciale. Credo sia un piccolo passo, comunque un contributo per far sì che le bellissime feste organizzate nel nostro territorio abbiano un impatto minimo sul nostro ambiente. Lo ritengo un inizio, chissà che nel giro di qualche tempo non si possa passare alle bioplastiche”. Papolini che è di Mondolfo si sofferma anche sulle politiche ambientali adottate dal Comune.
“Mentre in molti Comuni il tema sulle rinnovabili, sulla creazione di parchi fotovoltaici è all’ordine del giorno, da noi tutto tace. Probabilmente il nostro Comune punta più sul risparmio energetico. Infatti, quando due settimane fa all’improvviso è arrivato il freddo, il nostro Comune ha tenuto duro, non si è subito arreso al nemico, solo dopo alcuni giorni a Marotta e poi a Mondolfo si è provveduto ad avviare il riscaldamento. Non aggiungo altro, e pensare che ai nostri bambini viene detto di non tossire in faccia ai compagni, di lavarsi spesso le mani, ma non sarebbe meglio prevenire?”

martedì 27 ottobre 2009

Provincia: in consiglio il Piano provinciale di programmazione della rete scolastica

Scuola in primo piano nel Consiglio provinciale di martedì 3 novembre, convocato alle 15 in sala Pierangeli. L’assemblea discuterà per poi mettere ai voti il “Piano provinciale di programmazione della rete scolastica”. Sarà l’assessore alla pubblica istruzione Alessia Morani a presentare i binari guida della riorganizzazione degli istituti nel territorio.


«Da una parte il piano contiene le indicazioni ricevute dai Comuni sulle scuole di base, infanzia, primaria e secondaria inferiore - anticipa l’assessore Morani -, dall’altra definisce la scelta per gli istituti superiori di non inserire nuovi indirizzi in attesa della riforma. Le nostre priorità sono state l’attenzione per la qualità dell’offerta formativa e un migliore collegamento con le rinnovate esigenze del mondo del lavoro, in vista di un’auspicata uscita dalla crisi economica».


La seduta si aprirà con la risposta del presidente della Provincia e della Giunta alle interrogazioni avanzate dall’assemblea. Quindi la discussione e il voto di sei ordini del giorno: il primo sull’energia nucleare del consigliere Massimo Papolini (Idv); firmato dal consigliere Elisabetta Foschi (Pdl), è in scaletta un odg sulla sede della Croce rossa nel comune di Sant’Angelo in Lizzola; la mozione del consigliere Giulio Tomassoli (Pdl) sulla promozione turistica; l’ordine del giorno del consigliere Renzo Savelli (Rc) sulla proposta di legge per l’allargamento della soglia di sbarramento al 4% anche per le elezioni regionali, provinciali e comunali; e l’odg dei consiglieri Donato Mariotti (Pd) e Daniele Sanchioni (Pd) sulla proposta di fusione dei Consorzi di bonifica delle Marche.


Si discuterà inoltre la integrazione del protocollo d’intesa per la razionale gestione nel territorio provinciale della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle attività agricole.

martedì 13 ottobre 2009

Mondolfo, il consigliere provinciale Papolini: "Nell'assemblea sull'ex ospedale Bartolini non si è parlato del tema spinoso delle liste d'attesa"


La maggior parte dei cittadini e degli esponenti politici è rimasta soddisfatta di quanto emerso dall’assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione comunale, con la presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani, e del direttore dell’Asur 3 di Fano, Aldo Ricci, per presentare il progetto di recupero dell’ex ospedale Bartolini. Massimo Papolini, consigliere provinciale dell’Idv, invece, ha notato l’assenza nella discussione di una questione molto importante e non si aggrega al coro.
“La maggioranza di centrosinistra è esultante per un’opera che si farà e per la quale esistono volontà e fondi. Indicativamente nel 2011, l’anno delle elezioni, verranno completati i tre stralci e l’opera sarà compiuta, regalando ai mondolfesi e non, un ospedale potenziato sia nei servizi che nella struttura. La minoranza di centrodestra ha espresso grande scetticismo per le promesse susseguitesi nel tempo e che finora hanno portato ad un nulla di fatto e ha sottolineato i punti oscuri del progetto e qualche dubbio dal punto di vista delle tecniche utilizzate. Al termine di un dibattito poco dibattuto, simile ad un consiglio comunale, l’assemblea è terminata con la soddisfazione generale dei mondolfesi, sicuri che la struttura si farà. Sono mancati alcuni aspetti ed in particolare uno, non si è palesato”. Quale?
“Se durante la serata il Dottor Ricci ed altri esponenti dell’Asur hanno parlato con dovizia di particolari di un piano di ristrutturazione della sanità pesarese e della nuova struttura mondolfese, si sono tenuti al largo dal discorso spinoso delle liste di attesa. Mi chiedo, se aumentiamo gli specialisti che visitano a Mondolfo, ma abbiamo un tempo di attesa di 2-3 mesi per una visita, cosa farà la maggior parte dei cittadini? Continuerà ad andare presso gli studi privati degli specialisti. Se a Mondolfo verrà portata una moderna macchina per l’ecografia, ma per accedervi dovrò aspettare 1 mese, cosa farò in caso di bisogno, aspetterò a scoprire il mio “malanno” o mi rivolgerò ad altra struttura a pagamento? E’ lo stesso motivo – conclude Papolini – per cui la sanità italiana è accreditata del secondo posto mondiale ma non percepita come tale dagli italiani. A queste domande non ho avuto una risposta convincente, quasi non fossero rilevanti”.

venerdì 4 settembre 2009

Mondolfo, Carlo Diotallevi e tutta l'opposizione richiedono un consiglio comunale straordinario sull'ex ospedale Bartolini


La lista civica Per Cambiare e il consigliere comunale Roberto Ciaschini del Prc, hanno richiesto un consiglio comunale straordinario monotematico per comprendere meglio quali siano le reali prospettive di recupero dell’ex ospedale.

"Il sopralluogo che abbiamo effettuato poco più di un mese fa con i tecnici dell’Asur per denunciare lo stato di abbandono dell’ex ospedale di Mondolfo - esordisce il capogruppo della lista civica Per Cambiare, Carlo Diotallevi - ha, come speravamo, riaperto il dibattito sul futuro della struttura chiusa da oltre 20 anni.

La Giunta comunale per bocca del vicesindaco Moschini ha subito assicurato la pronta sistemazione del tetto e ha nuovamente avvallato la nostra richiesta di un recupero funzionale dell’intera struttura attraverso la imminente realizzazione di una “Casa della salute”. Altri interventi hanno avanzato soluzioni diverse e sono poi entrati nel merito della questione approfondendo i vantaggi e svantaggi di questa soluzione. Tutto ciò ovviamente ci fa molto piacere perché siamo riusciti dopo 10 anni di silenzio a riportare al centro del dibattito politico e cittadino la fondamentale questione del recupero ex ospedale Bartolini. Ma naturalmente non basta.
Riteniamo che il dibattito non si possa limitare solo alla carta stampata per questo, vista l’esigenza nostra e dei cittadini di comprendere meglio quali siano le reali prospettive di recupero dell’ex ospedale e raccogliendo anche l’invito espresso in questo senso dal responsabile locale dell’Idv Massimo Papolini, abbiamo presentato al Sindaco una richiesta urgente di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale, richiesta firmata da tutti i componenti della Lista Civica Per Cambiare e anche da Roberto Ciaschini di Rifondazione Comunista.
Questa richiesta così trasversale agli schieramenti nasce dalla nostra profonda convinzione che la questione dell’Ospedale sia un tema che non può e non deve essere strumentalizzato politicamente in quanto interessa e riguarda da vicino tutti i cittadini.

Chiediamo quindi, ai sensi dell’art. 21 comma 4 dello Statuto comunale, la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario monotematico (che come previsto dalla legge dovrà tenersi entro 20 giorni) avente come ordine del giorno la condizione attuale e le possibilità di recupero della struttura dell’ex Ospedale Bartolini. Questa seduta servirà ad aprire un concreto dibattito istituzionale al fine di chiarire le innumerevoli indiscrezioni ed annunci a mezzo stampa ad opera del Vicesindaco Moschini in merito all’imminente recupero della struttura attraverso la realizzazione di una “Casa della salute”
Questo Consiglio Straordinario si rende necessario poiché la Giunta mondolfese in questi anni inspiegabilmente non ha mai riferito al Consiglio Comunale sulle iniziative intraprese, i progetti realizzati, i possibili finanziamenti e sulle reali possibilità di recupero dell’ex ospedale.
Sindaco e Assessore competente dovranno quindi, con documenti e progetti alla mano, informare il Consiglio Comunale su come stanno realmente le cose e quali sono le prospettive concrete per la ristrutturazione e la valorizzazione dell’ex ospedale Bartolini e della annessa ex Casa di riposo.
Il Consiglio sarà aperto al pubblico e facciamo appello sin da ora ai cittadini affinché partecipino numerosi a questo importante dibattito".

martedì 1 settembre 2009

Ospedale di Mondolfo, per il consigliere provinciale dell'Idv Papolini: "Un futuro da condividere"


La sanità è un dei temi più caldi di questa fine estate. Se a Fano impazza la polemica sul prolungamento dell’accorpamento di alcuni reparti e i ritardi nelle ferie dei dipendenti, a Mondolfo tiene banco la realizzazione di una casa della salute nell’ex ospedale Bartolini. Sulla questione dopo il vice sindaco, Francesco Moschini, interviene il consigliere provinciale dell’Idv, Massimo Papolini.
“Ho seguito con attenzione il dibattito relativo alla casa della salute o country hospital, secondo la versione marchigiana, e voglio dire la mia su un tema molto importante per una comunità come quella mondolfese. Un argomento che riguarda il nostro presente e futuro ed una maggiore vivibilità nel nostro Comune. Per questo chiederei di non ridurre la questione a pura contrapposizione politica ed a schermaglia mediatica. Ritengo che, solo con l’appoggio dei cittadini ed un’adesione trasversale al progetto ci sia la forza per rendere concreta questa ipotesi o, se si ritiene, percorrere insieme una strada diversa”.
Paolini si rivolge alla giunta mondolfese.
“Chiedo di non limitare il dibattito a qualche fredda rendicontazione giornalistica, troppo scarna per far capire al cittadino di cosa stiamo parlando. Non ci si limiti solo a parlare con l’assessore regionale nei palazzi del potere ma si rendano pubblici incontri, prospettive e tempi di realizzazione”.
Un ruolo importante lo deve giocare anche la cittadinanza.
“Attraverso associazioni, comitati, gruppi di persone, singoli individui bisogna ricominciare a prendere posizione, entrare attivamente nelle questioni, uscendo da quel torpore che ci allontana anche da questioni fondamentali come questa. Sarebbe bene organizzare incontri pubblici e cominciare a guardarci negli occhi, soprattutto valutare in tutti i suoi aspetti il progetto, avvalendoci anche della decennale esperienza della struttura di Arcevia. E’ importante capire come la struttura possa rispondere a necessità sentite dai cittadini e quali opportunità lavorative possa dare alla nostra comunità, senza che ad approfittarne siano sempre ed esclusivamente medici che non necessitano ulteriori benefici. Ritengo che potrebbe essere fondamentale, in una struttura così “leggera ed amichevole”, una figura di guida alle famiglie che, soprattutto nel caso di malati oncologici, ma non solo, si trovano spaesate al sopraggiungere di una grave malattia. È per questo che ritengo che serva un dibattito, per far si che una nuova struttura non nasca già vecchia rispetto alle esigenze della popolazione. Io per primo, mi metto a disposizione per fornire un appoggio organizzativo e per avviare un cammino che metta da parte le rispettive appartenenze politiche”.

venerdì 31 luglio 2009

Provincia: Presidenti e vice delle 10 commissioni


Consiglio provinciale, la soddisfazione di Luca Bartolucci per "l'intesa tra maggioranza e minoranza"

"Sono soddisfatto per il clima costruttivo e d'intesa tra maggioranza e opposizione che ha accompagnato l'elezione dei vertici delle Commissioni". Il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci ha appena concluso le operazioni di scrutinio, che si sono svolte giovedì pomeriggio in sala Pierangeli nel corso di una "comune assemblea, non in riunioni separate".

Le otto commissioni ordinarie saranno guidate da rappresentanti della maggioranza, le due di garanzia da consiglieri di minoranza
.

Presidente della I Commissione consiliare "Affari istituzionali e generali, statuto, regolamenti, ordinamento dei servizi e degli uffici, rapporti internazionali, politiche comunitarie" è stato eletto, tra i membri che la compongono, Domenico Papi (Pd), vicepresidente Giancarlo Rossi (Pdl). La II Commissione "Affari sociali e sanitari, tutela della salute, farmacie, acque minerali e termali, servizio civile nazionale, politiche giovanili" è presieduta da Silvana Carloni (Pd), vicepresidente Massimo Rognini (Pdl). Il consigliere Renzo Savelli (Rc) è invece alla guida della III Commissione consiliare "Beni e attività culturali, pubblica istruzione, attività sportive", vicepresidente Giorgio Cancellieri (Lega Nord). La IV Commissione "Bilancio, finanze, patrimonio, programmazione finanziaria" è presieduta da Gaetano Vergari (Ss), vicepresidente Antonio Baldelli (Pdl). Presidente della V Commissione "Lavori pubblici, edilizia pubblica e scolastica, protezione civile, trasporti, mobilità" è stato eletto Giuseppe Magnanelli (Pd), vicepresidente Vladimiro Perlini (Pdl). La VI Commissione "Ambiente, organizzazione smaltimento rifiuti, intervento contro l'inquinamento delle acque e dell'atmosfera, difesa della fauna, bonifica" è presieduta da Massimo Papolini (Idv), vicepresidente Roberto Giannotti (Pdl). Presidente della VII Commissione "Turismo, attività economiche e produttive, commercio, fiere e mercati, pesca, formazione professionale, politiche attive del lavoro" è Bruno Capanna (Pd), vicepresidente Francesca Maria Falcioni (Pdl). Giorgio Baldantoni (Pd) è stato eletto alla guida dell'VIII Commissione "Urbanistica, agricoltura, territorio, attività estrattive, difesa del suolo, servizi pubblici locali, politiche energetiche, valutazione impatto ambientale", vicepresidente Mattia Tarsi (Pdl).


Le due Commissioni di controllo e garanzia sono invece presiedute dalla minoranza. La prima "Commissione di controllo sugli atti dell'Amministrazione provinciale e di garanzia dei diritti e rispetto dei doveri dei cittadini, dei dipendenti e degli amministratori" è presieduta da Elisabetta Foschi (Pdl), vicepresidente Donato Mariotti (Pd), mentre la seconda "Commissione di controllo sugli atti delle aziende dipendenti dalla Provincia, consorzi e società partecipate e di garanzia dei diritti dei cittadini nei confronti di esse" è presieduta da Giulio Tomassoli (Pdl), vicepresidente Lorenzo Ceccarini (Pd).
In mattinata il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci ha aperto il suo giro di incontri istituzionali con una visita al prefetto di Pesaro Urbino Alessio Giuffrida.


"Abbiamo preso in considerazione possibili azioni comuni e stabilito una collaborazione tra le istituzioni - dichiara Bartolucci - con un particolare interesse al mondo giovanile e all'educazione alla cittadinanza attiva e responsabile".




Nella foto, il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci con il presidente della Provincia Matteo Ricci durante la prima seduta dell'assemblea di viale Gramsci