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venerdì 25 marzo 2011

Cassazione: prof molesta maturanda, via da scuola per sempre


(ANSA) - PESARO, 25 MAR - Interdizione perpetua dall'insegnamento, oltre alla condanna a un 1 e 4 mesi di reclusione, per il presidente di una commissione per gli esami di maturita' che aveva molestato una studentessa durante la prima prova scritta, dicendole ''Se sei carina con me, ti aiuto io''.

L'uomo si era anche strusciato contro la schiena della ragazza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla procura della corte di Appello di Ancona dopo il patteggiamento del docente, perche' al condannato venisse inflitta anche l'interdizione perpetua da ogni ufficio ''inerente alla tutela e alla curatela''.

In primo grado il prof. era stato condannato dal gup di Pesaro.(ANSA).

martedì 22 marzo 2011

Cassazione: condannata mamma per 'tosatura' capelli figlia


(ANSA) - MACERATA, 22 MAR - Condannata, dalla Cassazione, una mamma nigeriana che, in base alle consuetudine del suo Paese, aveva tagliato a zero i capelli della figlia minore, nonostante la piccola avesse protestato violentemente.
Per i supremi giudici un simile comportamento costituisce un abuso 'dei mezzi di correzione e disciplina'', anche nel caso in cui la tosatura violenta sia avvenuta una sola volta.
E il fatto che il taglio dei capelli rientri nel contesto culturale africano, non serve a giustificarlo. La donna era gia' stata condannata dal gip di Macerata nel 2007 e dalla Corte d'Appello di Ancona nel 2010.(ANSA).

sabato 19 marzo 2011

Crocifisso: Corte Europea dà ragione all'Italia


(ANSA) - ANCONA, 18 MAR - L'Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo l'ha assolta dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche, perche' il simbolo cristiano puo' avere influenza sugli alunni.

Ma secondo il giudice Luigi Tosti, che a Camerino si rifiuto' di tenere udienza in un'aula con il crocifisso, la decisione e' ''abbastanza grottesca e va contro le sentenze della Cassazione, penale e civile, e le sentenze e ordinanza del Csm emesse nel mio caso: la Corte europea e' meno garantista dei giudici italiani''.(ANSA).

lunedì 14 marzo 2011

Per Cassazione crocefisso è unico simbolo ammesso in aule


(ANSA) - ANCONA, 4 MAR - Per esporre negli uffici pubblici, comprese le aule giudiziarie, simboli religiosi diversi dal Crocefisso ''e' necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste''.
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni con le quali ha confermato la rimozione dalla magistratura del giudice 'anticrocefisso' Luigi Tosti, che rifiutava di tenere udienza finche' il simbolo della cristianita' non fosse stato tolto da tutti i tribunali italiani.
In alternativa Tosti chiedeva di poter esporre la 'Menorah', simbolo della fede ebraica.(ANSA).

mercoledì 9 marzo 2011

Cassazione: su strisce il pedone ha sempre ragione


(ANSA) - ANCONA, 9 MAR - Niente scuse per gli automobilisti che non rallentano alle strisce pedonali, anche se il pedone attraversa all'improvviso e senza guardare: 'L'obbligo di cautela in vista delle strisce' spetta sempre a loro. A meno che la 'condotta del pedone sia del tutto straordinaria e imprevedibile'.

Lo sottolinea la Corte di Cassazione affrontando il ricorso di una signora di Pesaro vittima di un incidente stradale.
Per i giudici il pedone non e' tenuto a verificare se i conducenti in transito mostrino o meno l'intenzione di rallentare e lasciarlo attraversare sulle strisce.(ANSA).

lunedì 14 giugno 2010

Cassazione: 'vaff..' ai colleghi si puo' dire, al capo no

Impiegata condannata per ingiuria al superiore gerarchico

(ANSA) - ROMA, 14 GIU - In ufficio si puo' dire qualche parolaccia anche pesante ai colleghi pari grado, perche' lo scambio ingiurioso e' inoffensivo, ma al capo no.

Lo ha stabilito la Cassazione, confermando la condanna di un'impiegata che aveva insultato la dirigente.

Secondo la suprema corte il capo, specie se si trova in un ufficio pubblico, non deve essere chiamato 'str...' o spedito a 'vaff...' perche' le espressioni non perdono la loro valenza ''spregiativa'' in quanto rivolte a un ''soggetto con il quale non ci si trova in posizione di parita'''.

L'impiegata era stata condannata per ingiuria in primo grado dal giudice di pace di Ascoli Piceno (dove i fatti si sono svolti) e in secondo grado.

Ora dovra' pagare anche 1.200 euro di spese legali e risarcire il capo.(ANSA).

martedì 16 marzo 2010

Cassazione: scrivere a qualcuno 'sei gay' può essere offesa

Confermata multa a un anconetano che mando' lettera a conoscente

(ANSA) - ANCONA, 16 MAR - Puo' essere ingiurioso scrivere a qualcuno una lettera nella quale si fa riferimento al suo essere omosessuale.

Per questo la Cassazione ha confermato la multa di 400 euro a un uomo di Ancona che aveva scritto una lettera a un suo conoscente in cui aveva fatto riferimento 'al suo essere gay' parlando anche di una vacanza in montagna trascorsa con un marinaio e all'episodio nel quale il destinatario della lettera sarebbe stato allontanato da un club sportivo. (ANSA).

venerdì 29 gennaio 2010

Cassazione: 'Vaffa...' uso comune ma non è ok tra vicini

La Suprema Corte, lessico comune ma tra condomini è dispregio

(ANSA) - ROMA, 28 GEN -Parziale marcia indietro della Cassazione che aveva sdoganato il 'Vaffa...': oggi dice che questo'invito' con i vicini di casa non va usato. Questo perche 'i rapporti di vicinato devono essere improntati ad un maggiore rispetto reciproco tra le persone, perche' altrimenti inducono a una impossibilita' di convivenza che invece e' necessaria alla quotidiana relazione che deriva dal fatto abitativo.
Cosi' la suprema Corte ha annullato l'assoluzione dal reato di ingiuria nei confronti di un uomo, pronunciata dal giudice di pace di Ancona il 10 marzo 2009. Durante un alterco con i vicini di casa per motivi di parcheggio aveva detto: 'Fate schifo, vaff.... te e chi ti ci ha portato'.

Per il giudice di merito, come affermato altre volte dalla Cassazione, la frase era entrata nel comune lessico e non ha valenza offensiva.
Ma ora - con sentenza 3931 - i supremi giudici hanno deciso che le frasi dell'uomo nel contesto di vicinato e condominiale in cui sono state pronunciate, 'hanno valenza spregiativa dell'onore e del decoro della parte lesa'. (ANSA).

venerdì 18 dicembre 2009

Cassazione: è reato fare la linguaccia


Autore dello sberleffo un contadino di Fabriano

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Fare la linguaccia per dileggiare qualcuno e' reato.
Lo ha stabilito la Cassazione, confermando la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un agricoltore marchigiano che era entrato nel campo del vicino, con il quale aveva frequenti litigi, e gli aveva fatto la linguaccia.

L'altro, prontamente, lo aveva fotografato e con l'immagine dello spernacchio in mano era andato a denunciarlo davanti al giudice di pace di Fabriano (Ancona).

Senza successo, Carlo O., il contadino autore dello sberleffo, ha sostenuto in Cassazione che il suo gesto era solo una 'smorfia' che non aveva alcun valore offensivo. (ANSA).