
“Chiedo in primis al coordinatore Bettini di convocare un’assise provinciale di tutti i comitati comunali in cui venga affrontata la questione del Pdl Pesarese”. Marco Francesconi componente del direttivo comunale del Pdl di Mondolfo continua a chiedere un rinnovamento della classe dirigente provinciale e non manca di rispondere per le rime a Margherita Mencoboni esponente del partito e consigliere comunale di San Costanzo.
“Se è vero che le sta a cuore un Pdl più coeso e più forte è ora che si faccia da parte insieme ai suoi compagni di “sventura”. Siete voi la causa delle deleterie divisioni che affliggono il Pdl pesarese. Prendo atto con rammarico che la Mencoboni e quindi tutta la dirigenza del Pdl Pesarese, visto che hanno sempre operato in simbiosi totale, ha assimilato uno dei peggiori difetti che una classe politica possa avere: quello di non voler capire. Non ho mai sparato nel “mucchio”, ho sempre fatto nomi e cognomi dei dirigenti Pdl artefici delle debacle politiche degli ultimi 15 anni. La Mencoboni non cerchi di confondersi nel “mucchio” per rifuggire dalle responsabilità. E non parlo dall’esterno visto che faccio parte del comitato comunale del Pdl del quarto Comune della Provincia. Un dirigente così disinformato è tutto dire. Le liste e listine che la Mencoboni biasima non sono nate per caso ma per la politica ottusa che la dirigenza ha perpetrato, di cui lei è parte integrante a meno di rinnegamenti dell’ultim’ora. Una strategia politica alla “Muoia Sansone e tutti i Filistei”, che ha voluto confermare alle recenti amministrative di San Costanzo. La sua “lungimiranza” politica ha regalato il paese per altri 5 anni al centrosinistra e al Pdl un’altra umiliazione. Il Pdl non è suo né di Giannotti, Bettini, né della Foschi ma della gente che va ascoltata e che nell’ultima tornata amministrativa si è pronunciata inequivocabilmente dicendo che non li vuole più alla guida del partito. L’elettorato vuole, per votarlo, un Pdl che possa essere un reale alternativa provinciale e regionale al centrosinistra che continua a vincere non meriti propri ma per demerito e inconsistenza altrui! Il movimento ha bisogno si dotarsi di nuovi e più efficaci criteri di gestione per poter selezionare e vantare una classe dirigente all’altezza dell’elettorato che deve rappresentare”.
Nessun commento:
Posta un commento