
Crescono i licenziamenti e la cassa integrazione. L’allarme della Cgil di Fano parte dai dati elaborati dall’Ufficio studi provinciale del sindacato nel periodo gennaio-aprile di quest’anno.
“Analizzando i numeri relativi ai lavoratori coinvolti da cassa integrazione o da procedure di mobilità nei comuni della zona di Fano – dice Gianbattista Bancolini, responsabile territoriale della Cgil Fano - emerge come le difficoltà produttive interessino tutti i settori più significativi dell'industria.
Nella meccanica, il ricorso alla cassa integrazione riguarda 818 lavoratori, 45 i lavoratori licenziati; il legno-mobile registra 417 lavoratori in cassa integrazione, 152 quel licenziati.
Il settore della chimica/vetroresina conta 146 lavoratori in cassa integrazione, nel tessile/abbigliamento 53 lavoratori sono in cassa integrazione e 33quelli licenziati, sempre nel primo quadrimestre 2009.
I comuni del territorio analizzati sono: Fano con 37 aziende interessate dalla crisi, 814 lavoratori in cassa integrazione e 37 licenziati; Mondolfo con 10 aziende, 170 lavoratori in cassa integrazione e 136 licenziati; Monte Porzio con 4 aziende e 228 lavoratori coinvolti.
Nel comune di Cartoceto i lavoratori interessati sono 102, nel comune di Pergola 89, a San Costanzo 65 (dei quali solo 8 in cassa integrazione e 57 i licenziati), nel comune di San Lorenzo in Campo si registrano 29 lavoratori in cassa integrazione.
In tutta la zona di Fano, sono 65 le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e hanno aperto procedure di mobilità. In totale i lavoratori in cassa integrazione sono 1.440 e 235 i licenziati in base a procedure di mobilità.
“Il settore che soffre maggiormente –spiega Bancolini – è quello della cantieristica con 13 aziende coinvolte dalla crisi, 640 lavoratori in cassa integrazione e 168 licenziati in base alle procedure di mobilità. A questi vanno aggiunti i dipendenti delle imprese artigiane sospesi per mancanza di lavoro e quelli che hanno perduto il posto per scadenza del contratto a termine o di collaborazione.
“Cifre allarmanti – aggiunge - il primo quadrimestre 2009 ha raggiunto numeri molto più elevati di quelli registrati in tutto il 2008. Con questi dati – conclude - ma anche sulla base delle analisi di altre associazioni e istituzioni che prevedono un forte calo degli ordinativi a settembre con gravi conseguenze sia per le piccole e medie aziende che per i lavoratori parlare di ottimismo mi sembra fuori luogo”.
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